Redazionali

Italia out: ma adesso cosa succede ?

Talin nelle giovanili del Vicenza
Scritto da Federico Formisano

Italia: commenti in libertà

Come premesso non toccherebbe a noi commentare la debacle dell’Italia eliminata dai Mondiali dopo il doppio incontro con la Svezia alla quale non siamo riusciti a segnare un gol in 180’. Comunque c’è un taglio che ci sembra debba e possa riguardarci e che riguarda le ripercussioni sul mondo giovanile e sul calcio in generale e così abbiamo interpellato soprattutto chi con i giovani ha sempre operato e lavorato al meglio.

Enrico Andreotti (Ds della Stanga  Vi Est). Siamo usciti dai mondiali e l’impressione che mi resta e quella di un movimento da ricostruire nei suoi fondamentali, e nei suoi interpreti. Abbiamo perso contro una modesta e onesta squadra di pallone che però ha dato tutto ed andrà ai Mondiali. Mentre noi la partita l’abbiamo persa prima di cominciare, fischiare l’inno svedese è sintomo di paura e poca fiducia nei propri mezzi. E adesso? Sento parlare di anno zero, di cambiare i protagonisti, forse serve una riflessione approfondita del progetto calcio. Mancano i talenti, vero.. Mancano i veri insegnanti di pallone, vero, ma per ovviare a questo serve una sterzata importante. Le scuole Calcio costano, e quindi non sono per tutti, chi paga vuole e pretende che il suo figliolo giochi a prescindere.. Quindi selezione zero e poi dove sono le strutture per poter fare e insegnare calcio? Spero che questa delusione cocente possa essere un trampolino per poter ripartir dal basso, lasciamo stare il discorso stranieri.. Se uno e bravo emerge sempre, serve solo chi insegna calcio a questi ragazzi con la passione e la tecnica di una  volta. Ieri sera vedere un Bernardeschi in campo, senza ruolo e sopratutto senza motivazioni e stato l’emblema del  nostro movimento, un talento che non gioca neppure nel suo club e  buttato allo sbaraglio  siamo caduti, ma ora serve rialzarsi, ma servono regole, poche e sopratutto servono istruttori di pallone e di vita, servono persone adatte a governare questo movimento, servono strutture adeguate per insegnare e sopratutto serve che il calcio ridiventi uno sport per tutti, e  non per i pochi benestanti che possono permettersi la quota di iscrizione, alla faccia della selezione e della meritocrazia.. Niente di nuovo per un paese che vive su queste cose e quindi anche il Calcio

Andrea Basuino (Allenatore del Gambellara): Dispiace vedere l’Italia fuori dal Mondiale, ma è giusto cosi, se non sei riuscito a segnare un gol in 180 minuti contro la modesta Svezia non possiamo che accettare il verdetto del campo. Il problema, a mio parere, non è stato la sconfitta ai playoff, ma è un lento e continuo declino del nostro calcio. Da quando abbiamo vinto i Mondiali, non abbiamo più avuto top player, in grado di sostituire i vari Nesta, Cannavaro, Pirlo, Del Piero, Inzaghi, Totti ecc. In Nazionale abbiamo puntato su una difesa solida , che ha fatto sempre il suo, ma a centrocampo e attacco , il nulla.. giocatori mediocri, che non giocano regolarmente nel proprio club, poche certezze, molte convocazioni e qualità pari a zero. Dobbiamo ripartire dalla nostra storia, dalla nostra cultura, smetterla di copiare dalle altre nazioni…voler essere la Spagna, il Barcellona. Abbiamo i migliori tecnici, abbiamo ottimi vivai, sicuramente da valorizzare, ma siamo e dobbiamo essere l’Italia. Siamo diventati i più forti del mondo insegnando a marcare, facendo catenaccio e insegnando calcio. Smettiamola col voler essere chi non siamo. E in ultimo investiamo nelle strutture, attrezzature, campi, e valorizziamo i nostri giovani…i settori giovanili. Torniamo alle origini, orgogliosi di essere Italiani. Basta piangersi addosso, agiamo

Basuino Andrea

Mauro Fontana (allenatore Sarcedo):

Noi tutti assecondiamo gli operatori di mercato del calcio che hanno come primo obiettivo proporre giocatori stranieri bravi o spesso meno bravi ma che comunque muovono il triplo del denaro rispetto ai giovani del vivaio, e allora di cosa ci lamentiamo…. tre giocatori della nazionale scesi in campo ieri non sono titolari nelle loro rispettive squadre, nel Campionato italiano alleniamo i giocatori per le altre nazionali e non diamo continuità ai giovani dei nostri vivai
Non bisogna rivedere il movimento interno calcistico ..bisogna eliminare quello esterno

Fabio Nicolè (allenatore Chiampo) Purtroppo sono abbastanza pessimista: si dice di ripartire dai settori giovanili, dai dilettanti, poi ti ricordi che il buon Tavecchio è stato eletto proprio da quelle società che dovrebbero essere base dell’evoluzione del calciatore moderno. Purtroppo il calcio e lo sport in generale non hanno fondamenta solide su cui poggiare, siamo vincolati a sponsor che vogliono determinare molto, a presidenti che non si affidano a specialisti del settore, ad una federazione che pensa ai corsi di formazione solo come ad un modo per incamerare soldi (corsi di aggiornamento online una vera follia). Difficile esser brevi, ma quando vedi che non si premia professionalità e competenza, diventa difficile anche esser ottimisti. E la provincia vicentina è lo specchio dei giorni nostri

Nicolè mister del Chiampo

Beppe Sammarco (DG del San Lazzaro) Si, ho tifato e sperato fino all’ultimo respiro, fino a quel triplice fischio che avrei preferito non arrivasse mai. Ho ascoltato in TV commenti di ogni genere e letto su giornali e social di tutto e di piu’. Ho vissuto l’attesa e ascoltato l’ansia che viveva dentro di me e che accompagnava ogni pallone. Non giudico e non critico pur essendo un “addetto ai lavori”, ma mi immedesimo per qualche momento nello stato d’animo di una persona che vive un momento così … C’è chi ne esce più forte di prima e chi vivrà nel rimorso (anche se oggi sembra controcorrente dirlo per ragazzi a cui la vita ha donato gloria e soldi …). Si le tragedie sono altre, per carità di Dio, ma l’anima di uno sportivo di quelli “veri” e non di quelli che ci godono, oggi non può essere felice. Io organizzo, dal 1990, una manifestazione di calcio giovanile detta “Il Mundialito” che ogni 4 anni anticipa il mondiale dei grandi.
Vivo ogni mondiale a tutto tondo prima, durante e dopo immergendomi in un acquario meraviglioso. Ho visto generazioni di bambini che hanno vissuto quella manifestazione con il sogno di rappresentare l’Italia che vinceva il mondiale. Oggi la sensazione e’ strana come se qualcosa … di prezioso avesse preso il volo. Non so se organizzerò il Mundialito  (Da Facebook)

Sammarco Giu

Beppe Sammarco

Marco Schenardi (ex giocatore del Vicenza e allenatore)

Intanto azzerando i vertici federali e poi lavorando sui settori giovanili con direttive e metodi che abbiano una visione più ampia e nn finalizzata al solo risultato

Schenardi Marco

Sull'Autore

Federico Formisano

  • Bepi Battocchio

    Siamo vittime della nostra tattica esasperata. Per non parlare delle squadre del settore giovanile molto orientate al risultato e poco al gioco. I talenti non emergono più e vengono soffocati troppo presto dalle esasperazioni tattiche. E a differenza di altri paesi non si rischiano i giovani talenti cresciuti nel settore giovanile. Rushford, Martial, Davis lanciati in prima squadra e schierati in campo a poco più di 16 anni dovrebbero esserci da insegnamento. Da noi solo tecnici stranieri (serbi per la precisione) hanno lanciato giovani a tale età.