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L’intervista: Andrea Venturini

Scritto da Federico Formisano

L’intervista della settimana: Andrea Venturini

Andrea Venturini calcisticamente è un giovane: compirà quarant’anni ad inizio 2019, ma ha già maturato molte esperienze e anche molto significative. Da roccioso centrale difensivo e da mediano davanti alla difesa ha giocato con l’Altavilla, l’Union Olmo Creazzo, il Castelgomberto, il Santa Maria di Camisano ed il Rettorgole.
Tre anni fa inizia la carriera dirigenziale: al Leodari con Pippo Lelj svolge le mansioni di team manager. Nel 2016 va al Castelgomberto con il presidente Meggiolaro esordendo come ds con Dario Lucatello e Gianfranco Brendolan allenatori. L’anno successivo passa al Chiampo dove inizia la collaborazione con Fabio Nicolè, altro allenatore carismatico e di personalità con cui migliora ancora il suo bagaglio di esperienza sul campo. Il campo del presidente Andrea Lovato vuole ritornare in Promozione e tramite i buoni uffici del ds arrivano giocatori importanti come Diquigiovanni, Carmucci, Dal Maso,  Bellotto, Dalla Riva e c. La squadra fa un ottimo campionato e soprattutto ottiene un significativo piazzamento nei play-off.  Purtroppo però deve rimanere nel limbo dell’attesa: la conferma del ripescaggio in Promozione arriverà solo a metà luglio. E probabilmente da lì nascono i problemi

venturini grande

Venturini a Castelgomberto

Una squadra va costruita per tempo – spiega il ds – se devi prendere 10 giocatori ne devi contattare 60 soprattutto se la situazione logistica della squadra è quella del Chiampo che è inserito in una zona dove pescano altre squadre di Promozione come il Valdagno, il Cornedo, il Trissino, il Tezze di Arzignano, ma anche  società ambiziose di prima come il Montebello e il Real San Zeno. Senza dimenticare che in valle c’è l’Arzignano in D e poco distante il Montecchio in Eccellenza. Abbiamo dovuto fare i  miracoli per rinforzare la squadra. E chiaramente non sempre le ciambelle riescono con il buco: se prendi un attaccante di valore come Boron che si fa male alla prima partita (legamenti crociati per il giocatore) o arriva un ‘altra punta come Guiotto che in passato ha fatto caterve di gol ovunque, che finora non ha giocato nemmeno una gara per problemi fisici che non si è riusciti a risolvere, oppure hai un altro attaccante come Vaccaretti che non è ancora al cento per cento della condizione, ecco che il problema del gol si fa assillante.  E’ arrivato all’ultimo minuto Maddalena ma non è certo una prima punta. “

Insomma secondo te le considerazioni della società che ha confermato l’allenatore ed esonerato il ds sono ingenerose nei tuoi confronti

Io devo solo ringraziare dell’opportunità che mi è stata data il presidente Andrea Lovato e gli altri dirigenti. Diciamo che nel mio modello ideale di società vede una crescita globale di tutto l’ambiente per pervenire ad un risultato ottimale, anche della dirigenza che deve crescere al pari della squadra e dello staff.“

Ti sei fatto un idea da esterno di quello che dovrebbe fare il Chiampo per pervenire al risultato minimo della salvezza ?

Secondo me – risponde Andrea Venturinisono necessari due innesti ma con particolari caratteristiche, due giocatori che possano aumentare il carattere della squadra, che giochino in ruoli chiave per la squadra che per me sono quelli che compongono la spina dorsale di una formazione che sugli esterni può ricorrere anche a giovani di talento”

La società ha espresso piena fiducia nel mister Alessandro Lovato..

Il mister è bravo soprattutto sul piano tecnico.  Ovviamente essendo molto giovane avrebbe bisogno di essere supportato da giocatori di carisma che completino la sua personalità rivolta da sempre a trattare con i giovani. E qui torniamo al ragionamento di prima e alla necessità di colmare il gap con arrivi che possano coprire le carenze dovute anche ad infortuni”

Alessandro Lovato mister del Chiampo

Torniamo per un attimo al ragionamento che ci facevi prima del come deve essere un team vincente

Sembra quasi scontato dire che il primo presupposto è creare un gruppo ed un spogliatoio unito e coeso– spiega il ds ex Chiampo –  con altri allenatori abbiamo coniato la filosofia della testa, del cuore e delle gambe, in cui quasi necessariamente le gambe (dove si intende non solo la parte atletica ma anche quella tecnica)  sono si importanti  ma devono essere precedute dalla concentrazione ( e quindi dalla testa) e dalla voglia e dalla disponibilità al sacrificio ( e quindi dal cuore).  Per fare questo è necessaria la collaborazione piena con la società: l’atleta deve sapere come alimentarsi, quanto dormire,  fare una vita regolare, ma la società deve mettere strumenti a disposizione dello staff perché questo avvenga. E’ importante in sostanza che una società faccia qualche sacrificio economico non solo nei rimborsi ai giocatori ma anche nel curare questi aspetti complementari. E in quest’ottica è importante anche curare i rapporti con il mondo dell’informazione che permette poi di avvicinare sponsor e di incrementare la base dirigenziale.

Riteniamo che tu stia affrontando temi importanti e strutturali dell’attività di un direttore sportivo. Ma sono pronti i dirigenti a recepire queste istanze?

Io ovviamente valuto le realtà che conosco e posso dire senz’altro di sì. A Chiampo, ad esempio, oltre al presidente Lovato, ci sono dirigenti molto impegnati e capaci come Silvano e Nicola Melotti, come Claudio Negro Marcigaglia, come Raffaele Negro, come Galiotto.  Ci sono secondo me le basi per strutturare bene una società e per mantenere una categoria come la Promozione. Certo che determinate scivolate sul piano dello stile si potrebbero evitare (ogni riferimento ad esoneri per telefono sono puramente casuali NDT)

Fra le voci del calciomercato di dicembre si è anche sentito dire che Andrea Venturini potrebbe andare al Longare; c’è qualcosa di vero ?  

“Al momento niente di più di una chiacchierata tra persone che hanno la sana passione del calcio. Il Longare è una bella realtà del calcio dilettantistico vicentino, su questo non ci piove. La chiacchierata si è conclusa e le nostre strade si separano, ma perché chi scrive ha la sensazione che torneranno ad incrociarsi ??

 Federico Formisano


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