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Il caso Roggia: ma il Giudice Sportivo l’ha preso di punta ?

Scritto da Federico Formisano

Tre mesi ulteriori di squalifica a Roggia James (Real Stroppari) per essere entrato tra il primo e il secondo tempo nello spogliatoio della sua squadra nonostante la squalifica. C’è la sensazione che tra il Gs sportivo e Roggia i rapporti siano complicati, ma sullo sfondo anche una difficoltà di rapporti fra Gs bassanese e la Corte sportiva d’Appello Federale. 

Un mese fa il giudice sportivo di Bassano Avv. Giuseppe Picerni assume una decisione che fa discutere e che avrà un ampia eco su Giornali e media: Roggia avrebbe apostrofato l’arbitro  Sara Semenzin di Castelfranco con insulti definiti sessisti; Leggiamo sulla decisione del giudice che Roggia avrebbe apostrafato la Semenzin “con espressioni finanche ingiuriose nei confronti della Direttrice di gara, rincarando la dose, poi, al termine della gara, quando, attesa la Direttrice stessa nello spogliatoio, le ha urlato in faccia “cambia lavoro! Hai rovinato la partita! È meglio se ti dai ai fornelli, la domenica!” Questa circostanza è fortemente contestata dall’interessato che si è rivolto ad un legale per tutelare la sua immagine.

Il Gs parte all’attacco e scrive che il comportamento tenuto (non solo da Roggia per la verità) rappresenta una vergognosa espressione di inciviltà, vieppiù ingiustificabile ove si consideri che si è tenuta durante e dopo una gara di calcio tenutasi il 25 novembre 2018, Giornata dedicata dall’ONU contro la violenza sulle donne.

E squalifica il mister del Real Stroppari fino al 30 giugno 2019, per il suo atteggiamento violento ed irriguardoso nei confronti della Direttrice di gara. Diciamo subito a scanso di equivoci che se Roggia si è comportato come descritto in referto il suo comportamento non è giustificabile ma secondo il nostro punto di vista il provvedimento è veramente abnorme. A giocatori o allenatori che insultano l’arbitro e arrivano finanche a mettere loro le mani addosso senza particolare violenza si applicano squalifiche di 4-5 giornate al massimo. E pur mettendo nel conto la discriminazione in questo caso di genere e non razziale si arriva generalmente alle 10 giornate. In buona sostanza a noi sembra che Picerni abbia un pò calcato la mano.

Ovviamente Roggia ricorre e la Corte sportiva d’Appello Federale riduce la squalifica a 4 mesi  “tenuto conto per altro che l’art. 11 del C.G.S. prevede per i dirigenti responsabili di comportamenti discriminatori la squalifica non inferiore a 4 mesi, considerato la sussistenza di una discriminazione di genere nelle offese rivolte dal Sig. Roggia alla fine della gara, ritiene congrua l’erogazione di una sanzione di 4 mesi secondo la previsione edittale.

In base a questa decisione della Corte Roggia concluderà la sua squalifica il 28 marzo 2019. Ma non è finita qui. Nel Comunicato di Bassano pubblicato ieri il Giudice Picerni accerta che nel supplemento del rapporto arbitrale viene annotato che  l’allenatore della squadra ospitante, Roggia Iames, benché non indicato in distinta, in quanto squalificato, si introduceva nello spogliatoio della propria squadra durante l’intervallo per conferire con gli atleti, facendo distinguere la sua voce dall’esterno, come confermato al Direttore di gara dai Dirigenti della squadra stessa, Pellanda Giuseppe e Carlesso Alessandro, rispettivamente Accompagnatore ufficiale della squadra ed Addetto all’Ufficiale di gara, cui era stato peraltro intimato, al inizio dell’incontro, che nessuno, all’infuori degli atleti e Dirigenti indicati nelle due distinte, accedessero e stazionassero negli spogliatoi fino al termine della competizione.  

A questo punto scatta quella che non esitiamo a definire come una polemica (tenuta sul piano dell’esercizio giuridico e dei termini legali fra Picerni e la Corte perchè scrive il Gs bassanese “che, in mancanza, nella delibera d’appello, di una motivazione circa la decisione di ridurre al minimo la sanzione per una così grave condotta, si possa ragionevolmente supporre che la CSA sentito personalmente l’incolpato ed il suo difensore, abbia escluso la probabilità che lo stesso potesse commettere nuove trasgressioni disciplinari ed assumesse davvero un atteggiamento consono alla sua funzione di allenatore di una squadra , dati anche i suoi lontani precedenti (si vedano i Comunicati ufficiali n. 36 del 16 gennaio 2013 e n. 61 CRV del 06 febbraio 2013); constatato ahinoi, che tale giudizio prognostico ha trovato fulminea smentita sui social media.., ai quali Roggia, subito dopo la pubblicazione della delibera della CSA, pare abbia voluto affidare la sua vibrata protesta e la sua sfida al Sistema della GS, postando l’anatema “Non ho mai avuto paura di nessuno e mai l’avrò.… C.O.N.I. …. arrivo … non si molla un cazzo!!!!…. e poi voglio proprio vedere … chi ha ragione!!… ah… per chi non lo sapesse o conoscesse il calcio per me è passione non lavoro o sedia da tenere salda sotto il culo.”;

Roggia osserva

visto l’art. 22, comma 7, C.G.S., secondo cui – come uno sportivo di comprovata esperienza qual è Roggia Iames dovrebbe sapere – i tecnici colpiti da squalifica non possono svolgere, per tutta la durata della stessa, alcuna attività inerente alla disputa delle gare, ed essendo loro preclusi, in particolare, la direzione con ogni mezzo della squadra, l’assistenza alla stessa in campo e negli spogliatoi, nonché l’accesso all’interno del recinto di gioco e degli spogliatoi;

ritenuto in virtù del potere riconosciutoci …, che il fatto commesso dal Roggia durante la gara del 16 dicembre 2018 vada sanzionato attraverso l’aggravamento della sanzione la cui esecuzione è stata dallo stesso originariamente violata, e, ciò, nella misura corrispondente alla misura premiale concessa dalla CSA al reclamo contro la sanzione originaria, ossia tre mesi di squalifica, in continuità, per l’appunto, con la squalifica di mesi 4 in corso di esecuzione; 

commina all’allenatore del Real Stroppari, Roggia Iames, la qualifica di tre mesi, in prosecuzione della squalifica, in corso di esecuzione, comminata con delibera n. 31 del 28 novembre 2018 di Codesto Giudice e ridotta dalla CSA, sanzione da ritenersi complessivamente scontata, quindi, con il 28 giugno 2019;

In sostanza il Gs rida a Roggia quello che la CSA aveva tolto e lo squalifica nuovamente fino a giugno. E’ indubbio che l’allenatore doveva usare una maggior prudenza e perlomeno non urlare nello spogliatoio così da farsi sentire anche dal direttore di gara. Ma onestamente quanti sono gli allenatori squalificati che non cercano di comunicare con la propria squadra nell’intervallo pur sapendo che possono incorrere in aggravamento delle pene? Che cosa dovrebbero fare, mettersi in collegamento via Skype o Whatsapp con il loro vice per comunicare con la squadra?

E come mai l’inasprimento della pena è tale da riportare la squalifica di Roggia all’iniziale decisione di Picerni ? Non appare questo come un lampante esercizio di polemica nei confronti della Corte ? Ed infine come mai è stato richiesto un supplemento di rapporto al direttore di gara e sono stati interpellati i dirigenti del Real Stroppari ?

In buona sostanza a noi sembra che si sia andati un pò sopra le righe, che sull’ atteggiamento del Gs abbia insistito in questo caso anche un forte condizionamento di tipo personale e che a Roggia non siano state perdonate alcune dichiarazioni e alcune esternazioni. Ma questo, a nostro giudizio,  non è corretto, in quanto il Gs deve attenersi alla valutazione dei casi che gli vengono sottoposti.

Federico Formisano


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