Serie C

Il fattore Galliani estromette il Vicenza dalla Coppa Italia

Scritto da Federico Formisano

Il miglior Vicenza dell’ultimo periodo (sopratutto nel vibrante secondo tempo) viene escluso dalla Coppa più dagli arbitri che dagli avversari: un  Monza piccolo piccolo che si rifugia nei mezzucci più esasperati per fare arrivare il 95′ con tutta la gamma possibile delle perdite di tempo.

Ma ad incidere sia all’andata che al ritorno sono stati i due direttori di gara: all’andata con l’espulsione di Mantovani che ha lasciato la squadra in dieci nel finale e dato la possibilità a Marchi di realizzare il gol decisivo e al ritorno con un altro cartellino rosso sventolato quando mancava più di mezzora alla fine per un fallo a metà campo  di Nicolò Bianchi apparso degno di un ammonizione ma non di più.

Monza – Vicenza 1-1

Monza (4-3-1-2): Sommariva; Lepore, Scaglia, Marconi, Anastasio; Armellino, Fossati, D’Errico; Lora; Brighenti, Reginaldo. (A disp. Liverani, De Santis, Di Paola, Galli, Ceccarelli, Chiricò, Negro, Tomaselli, Tentardini, Marchesi). All: Brocchi

L.R. Vicenza (4-3-1-2): Albertazzi; Salviato (Davide Bianchi dal 70′), Bonetto, Bizzotto, Martin; Zonta (Maistrello dal 80′), Bovo (Laurenti dal 70′), Bianchi N.; Curcio (Cinelli dal 65′); Guerra (Cinelli dal 70”), Giacomelli. A disp: Grandi, Rossi, Pontisso, Cinelli, Laurenti, Tronco, Arma). All: Colella

Arbitro: Luca Zufferli di Udine

Quei da fora e Club Suzzara, hanno sostenuto il Vicenza a viva voce

Colella conferma la formazione della vigilia con Guerra e Giacomelli di punta e con il trio Zonta, Bovo e Nicolò Bianchi a centrocampo. Preferito Salviato a Davide Bianchi.Ne Nel Monza confermata la presenza di tutti i big della squadra Lepore, Scaglia, Armellino, Fossati, Lora, Brighenti e Reginaldo.

Il Vicenza sa di avere un solo risultato a disposizione e parte determinato, ma il Monza agisce bene in contropiede e crea più occasioni con Reginaldo e Brighenti.Al 13′ un gol di Reginaldo viene annullato, ma Brighenti è in evidente posizione di fuorigioco al momento del passaggio.

Il gol del vantaggio arriva al 33′ con un tiraccio di Lepore da fuori deviato sfortunamente da Bonetto alle spalle di Albertazzi.

Il Vicenza reagisce di nervi e trova il pari con un erroraccio di Marconi che perde palla e concede a Guerra l’opportunità di andare in gol.  E certo l’ex Feralpi di fronte a simili regali non si tira indietro.

Siamo sul 1-1 e questo ci acconsetirebbe segnando una rete di passare il turno per la regola dei gol realizzati fuori casa.

Il primo tempo si chiude sul 1-1 e per la verità con un Vicenza apparso troppo timoroso e sottomesso dal Monza per dare l’impressione di riuscire nell’impresa.

Il secondo tempo è iniziato da 5′ quando N. Bianchi commette un evidente fallo a centrocampo. Per l’arbitro l’intervento è da espulsione anche se un cartellino giallo sarebbe stato più idoneo alla tipologia di entrata. Giocheremo in 10 per 40′ più recupero.

Questa espulsione considerata probabilmente ingiusta, provoca due effetti: da un lato raffredda il Monza che non riuscirà quasi più a rendersi pericoloso nonostante l’inferiorità numerica. Dall’altro lato incrementerà l’aspetto nervoso della gara suscitando nei biancorossi una grande reazione che sfocierà in una gara tesa, agonisticamente valida ma anche giocata con discreta lucidità.

Colella corregge la situazione inserendo Cinelli a centrocampo e togliendo l’evanescente Curcio.

E il Vicenza macinerà occasioni su occasioni sopratutto grazie ad un Giacomelli determinato come poche altre volte.

L’occasione più incredibile arriverà al 82′ con un colpo di testa suicida di Negro verso la propria porta respinto miracolosamente sulla linea da Fossati.

Nel finale melina irritante e non degna di una squadra del livello del Monza che mette in mostra tutte  le tattiche dilatorie sopratutto dopo l’espulsione di Armellino per doppia ammonizione.

Galliani dirà di certo che il Monza ha meritato di più dei nostri biancorossi, a noi resta il dubbio di una gara inficiata da arbitri che hanno risentito della sindrome del potente.

 

Sull'Autore

Federico Formisano