Seconda Categoria

La Storia: Legnante arriva dal sud il nuovo regista del Valdastico

Scritto da Federico Formisano

Per il ciclo delle storie di calcio vicentino oggi vi raccontiamo quello di Antonio Legnante, centrocampista del 1987, che da due domeniche gioca con il Valdastico in seconda categoria.

Antonio è uno di quelli che il calcio importante lo ha visto davvero; gli è mancato solo un po’ di costanza per arrivare veramente in alto. Dall’anno scorso si è trasferito con Giusy la sua ragazza calabrese a Schio per motivi di lavoro e ha trovato occupazione alla GPS dove lavora come operaio. “La decisione l’abbiamo presa assieme e il trasferimento al Nord non è stato semplice ,io giocavo con l’Hermes Casagiove in Categoria e vivevo di calcio; quando Giusy ha trovato un’occupazione a Schio si è posto il problema o del distacco o di lasciare il calcio e ho optato per attaccare momentaneamente le scarpe al chiodo, anche perché è capitato anche a me l’occasione di un lavoro anche se a tempo determinato”.

Poi come racconta Antonio è subentrata la nostalgia del calcio e per non lasciare del tutto Antonio ha ripreso a giocare a calcetto con gli amici. Uno di questi Belfort Krasniqi è stato tesserato quest’anno dalla ricostituita squadra del Valdastico. E ha proposto ad Antonio di andare a giocare con lui alla corte di mister Gasparin, il quale da grande esperto di calcio, ha subito intuito le caratteristiche tecniche di questo regista e ha apprezzato il delicato tocco di palla. Dopo pochi allenamenti Legnante è entrato in squadra accanto a molti ragazzi extracomunitari che giocano con la formazione alto vicentina. Nelle due gare che ha giocato la squadra ha ottenuto quattro punti “ Ma – dice il nostro interlocutore – anche con l’Union LC come con il Santomio domenica, abbiamo fatto una bella partita e meritavamo la vittoria. Il nostro obiettivo è la salvezza, ma i ragazzi stanno crescendo e io posso dare il mio contributo. Mi trovo bene con loro e non mi faccio problemi per il fatto che ci siano tanti extracomunitari: nella mia lunga esperienza sui i campi da calcio ho giocato con molti di loro trovandomi sempre bene”  Nel frattempo Legnante è stato confermato al lavoro e inquadrato a tempo indeterminato ed ha potuto acquistare l’auto con cui adesso si reca in Valdastico per gli allenamenti.

Ma la storia interessante di questo giocatore è nel suo passato. Giovanissimo è cresciuto nella scuola calcio della Juvenes Frattese, società di Frattamaggiore, un centro della Campania dove sono nati molti talenti calcistici, tra cui i fratelli Insigne, Roberto e il nazionale Lorenzo  ma anche il centrocampista Lodi che ha giocato anche con il Vicenza. Dopo la Juvenes Legnante passa al Tirrenia Calcio e da lì viene prelevato dalla Spezia che gioca in serie B.

E’ stata un’esperienza esaltante: giocavo assieme a Eddy Baggio e altri giocatori che hanno fatto strada, ma ero giovane e immaturo. Una volta Mister Attilio Lombardo (ex giocatore della Sampdoria che ha vinto lo scudetto con i blucerchati assieme a Mancini e Vialli NDT) mi convoca per la gara con la Carrarese: io scappo dal ritiro. Quando Lombardo se ne accorge mi caccia dalla squadra. Passo allora al Tempio Pausania, in Sardegna dove in tre anni passiamo dall’Eccellenza alla Serie C, ma fallisce e mi tocca ripartire. A questo punto passo alla Villacidrese, altra formazione sarda e quando sono con questa squadra mi cerca il Sassuolo che allora era in C, ma il mio procuratore per una questione economica non combina e così riparto dall’Eccellenza e  dalla Promozione” .

Dopo di allora Legnante ha giocato a Lavello, Carosino, Maglie, Galatina, Praia A Mare, Marconia, Sant’Arpino, Ortese, Dugenta e nelle ultime stagioni alla Real Maceratese, e all’Hermes Casagiove,  fra Campania, Lucania e Calabria.

Legnante nella Real Maceratese

“Certo il calcio giocato in queste categorie, con la terna arbitrale e con una maggior tecnica è particolarmente esaltante, adesso riparto dalla seconda categoria e posso solo ringraziare i compagni ed il mister oltre alla società che mi danno l’opportunità di ritornare a giocare a calcio, ma qualche nostalgia ovviamente rimane. Adesso dopo un anno e mezzo di sosta forzata sono al 1% della condizione, ma pian piano penso di tornare in piena forma e  penso proprio che ci potremo divertire“

 

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Federico Formisano