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Il venerdì di Zanini: Gallo il mago dei cambi!

Scritto da Luciano Zanini

IL VENERDI’ di Luciano Zanini

MISTER GALLO, IL MAGO DEI CAMBI

 

Ripeto ormai da mesi  che Fabio Gallo è un gran bel azzeccacambi, una sorta di mago calcistico, con la sua capacità di leggere le partite e provvedere di conseguenza. Almeno sino ad ora. Ciò detto, non mi sarei mai aspettato che, ad un minuto dalla fine del match contro il Giana Erminio, FG si inventasse un cambio che i tifosi biancorossi non dimenticheranno facilmente. Al 44’ della ripresa, infatti, con un Lane ormai inchiodato su un umiliante pareggio con i vispi “gorgonzola”, il mister inzuppato dalla copiosa pioggia del Menti cosa estrae dal cilindro bagnato? Richiama in panchina un affaticato Zonta e inserisce il furetto Raul Talarico, protagonista di passate imprese sotto la fatidica curva Sud.

Talarico 

Non avrei però scommesso un euro che questo cambio avrebbe poi portato alla vittoria, anche per il semplice fatto che i minuti residui da giocare rimanevano solo una manciata, con  il morale del Giana ancora alto, etc. etc. Da notare, comunque, che il nostro condottiero aveva cambiato dieci minuti prima anche il bravo Caferri – protagonista di un’altra bella partita e ancora in gol dopo Trento, pur se un po’ “colpevole” sulla rete dei suoi ex-compagni – con Tribuzzi per dare maggiore “altezza” ai cross, nel senso di consentire ai compagni di colpire di testa per far saltare il dispositivo difensivo avversario. Sia come sia, arrivati al 92’ con un Lane che ha dimostrato quantomeno di non mollare mai – un aspetto questo decisivo, pressochè assente negli anni scorsi – ecco arrivare l’inaspettato, l’improbabile. Tutto parte da Capello subentrato pure lui nella ripresa: da talentuoso qual è, Capello vede Tribuzzi sulla destra e lo lancia con un tocco dei suoi. L’esterno parte in tromba e dopo pochi metri effettua il cross (che vale la partita), su cui più che avventarsi, Talarico aspetta che gli arrivi giusto giusto per avvitarsi e uccellare difesa e portiere. Neanche a dirlo, un gol del genere lascia increduli i tifosi e anche i pochi ospiti, perché non te lo aspettavi proprio, perché è troppo bello vincere quando pensi di non farcela più, perché sei ancora il più forte. E tutto questo grazie ad un paio di cambi azzeccati: è la grandezza emotiva del calcio. Anche di serie C.

Partita non certo brillante, anzi…

Il trio Capello-Tribuzzi-Talarico ha dunque conquistato i tre punti che servivano per non sentirci addosso il fiato sul collo del Lecco e del Brescia. Tuttavia, se questa partita verrà ricordata per l’impresa del trio di cui sopra, certamente non lo sarà per il gioco espresso dai biancorossi che contro il Giana hanno sostanzialmente deluso. Può capitare però qualche passo falso, non c’è da creare allarmi, tanto più che si è vinto e, visto come sono andate le cose a Monza una settimana dopo il “negativo” tende a scomparire. Però al Menti si era ripetuto un po’ lo stesso copione visto a Trento, ossia: Lane in difficoltà nell’aprire varchi e andare in gol, caduta di tono e di gioco anche dopo aver segnato l’1 a 0 con Caferri. E con il Giana Erminio che addirittura per un quarto d’ora prende possesso del campo e arriva a segnare il gol del pareggio con Vitale su cross di Lamesta, il quale poco prima aveva sfiorato la rete. Vicenza non pervenuto insomma, a parte la traversa presa da Cuomo: solo dopo il pari finalmente qualcosa si muove e così il Lane si butta in avanti con decisione a seguito dei cambi significativi effettuati da Gallo. Fuori Vescovi per Capello, fuori Caferri per Tribuzzi. Siamo al 34’, il tempo vola, il Lane è ora arrembante ma non ce la fa… Poi arriva il 44’ e il sole torna a splendere sul Menti grazie a Talarico. Non piove più, un gol del genere asciuga tutto. Il tutto in attesa dell’importante verifica successiva contro la squadra di Stefano Vecchi…

 

Contro l’ex- Vecchi, il Lane batte un gran colpo

Era temuta la trasferta dei biancorossi a Monza, allo U-Power Stadium, dove gioca la squadra locale retrocessa dalla serie A e, appunto, anche l’Inter U23 guidata da Stefano Vecchi. Timore dovuto alla scarsa brillantezza mostrata dal Lane nelle precedenti partite contro Trento e Giana Erminio. Ma il calcio è come la vita, fatta di alti e bassi, e alla fine se hai la struttura giusta puoi farcela: come  successo a Monza dove la squadra biancorossa, conscia dei propri mezzi, dell’importanza della posta in palio, ma anche della caratura dei giovani nerazzurri fatta di classe  acerba e parecchia vitalità, ha fatto il colpo. E se contro il Giana Erminio ricordo un primo tempo negativo (anzi il peggiore del campionato), in Brianza le cose magicamente o quasi cambiano. Dalle ore 12,30 – di solito momento gastronomico – e per tutti i restanti 48’ minuti del primo tempo ecco apprezzare un Lane saggio, consapevole della propria maturità, dei propri mezzi e intenzionato a continuare a fare punti, meglio ancora a vincere. La formazione biancorossa sin dall’avvio si muove bene: dal portiere all’unica vera  punta in campo, ossia Claudio Morra. Ma questa volta c’è una novità non dico clamorosa, ma quasi. Il secondo attaccante è Capello, il talentuoso Capello, che in realtà vera punta non è. Fabio Gallo lo mette in campo come trequartista, a supporto delle punte, o meglio dell’unica punta Morra. Anche stavolta la mossa iniziale del Gallo, in pratica il suo ennesimo cambio (dentro Capello e fuori Rauti) fa centro e che centro! I biancorossi si muovono senza frenesia ma impongono il gioco e stringono i babyes dell’Inter nella loro metà campo. Già al 5’ Morra sfiora la rete con un tiro secco e preciso, toccato da un difensore quel tanto che basta a salvare il portiere avversario. Ma questa è la partita di Capello che produce un gran gioco, mostra fantasia, e arriva pure a segnare il suo primo meritatissimo gol. Dopo una serie di scambi ravvicinati al 34’ la sfera perviene a Zonta che la tocca deliziosamente per Capello, il quale pare un chirurgo in attesa dell’intervento: accoglie la palla e la indirizza con calma e precisione a rete bruciando il portiere peraltro incolpevole.  Segue un quasi gol di Zonta, stoppato all’ultimo momento. Al 48’ la prima parte si chiude con il Vicenza superiore in tutto. La ripresa pare in discesa, ma…

Leverbe decide di “vivacizzare” la gara…

… succede invece quello che non ti aspetteresti: il bravo Leverbe, probabilmente non ancora perfettamente ristabilito, fà una fesseria di quelle che costano. Siamo appena al 2’ della ripresa: Maxime insegue in area il giovane Alexiou lanciato verso Gaino, gli tira da pollo la maglia trattenendolo e facendolo cadere. Il signor Renzi da Pesaro non se ne accorge, ma non fa i conti con Stefano Vecchi che ci vede benissimo e chiede l’intervento dell’Fvs. Arriva così la sentenza implacabile ma giusta: rigore, con espulsione di Leverbe, che non mi sento di rimproverare più di tanto. Càpita anche ai bravi,  e spero proprio che, sia a Trento che a Monza, sia incappato in errori che non ripeterà. Sul dischetto va Kamatè che uccella Gaino e porta l’Inter al pari. Non ci voleva proprio. E adesso cosa facciamo? Niente paura, ecco spuntare per l’ennesima volta la manona di Fabio Gallo: la squadra assorbe il colpo sgradito e si prepara alla pugna come se niente fosse. La difesa viene disposta in maniera consona e, soprattutto, non si rinuncia ad attaccare. Anzi, le occasioni le crea proprio il Lane con l’infaticabile Pippone Costa, il quale prima ci prova con una botta su punizione senza esito, poi mette sulla testa di Morra un pallone perfetto per segnare: il bomber però colpisce male e la sfera esce alta. Peccato, pareva gol fatto. Serve il mago Gallo con la sua specialità: la danza dei cambi. Escono Zonta, Vitale, Morra e Capello, entrano Alessio, Cavion, Rauti e Stueckler. IL Lane continua a fare gioco e tiene bene il campo pur in inferiorità numerica, ma non si accontenta del pari, visto che attacca seppure con attenzione a non scoprirsi troppo. Dài e dài arriva il 42’, e ancora una volta l’inaspettato influsso della dea Eupalla.  Il neo entrato Stueckler si fa trovare al posto giusto al momento giusto sull’assist aereo di Sandon, arrivato in area dalle retrovie, e  si inventa un’acrobazia da ginnasta bruciando il portiere nerazzurro. E’ vittoria, è finimondo sugli spalti dello stadio monzese, dove circa 1800 tifosi biancorossi festeggiano a lungo. E senza sapere che nelle ore successive sia Lecco che Brescia avrebbero calato le brache, permettendo al Lane di staccarli di 8 punti. Niente male come domenica calcistica novembrina!

La grinta di Gallo

Domenica tocca al Renate: vogliamo un super Lane

Dopo la vittoria di Monza, la gente si aspetta che il Lane non ripeta più la prestazione di Trento e soprattutto quella contro il Giana Erminio. La squadra biancorossa ha il dovere – visti anche i punti conquistati e la relativa tranquillità di classifica – di giocare sempre e comunque per vincere, come ha fatto pur in dieci contro l’Inter U23. D’accordo che tutte le squadre che scendono al Menti sono iper motivate e danno tutto in campo,  ma oggi come oggi il Vicenza è leader perché composto da un gruppo di giocatori superiore a tutti. Può permettersi cambi equivalenti o quasi in tutti i reparti: prendi Rauti e metti Stueckler, prendi Morra e metti Capello, prendi Caferri e metti Tribuzzi e via dicendo. Domenica è la volta del Renate, classica squadra di categoria, nel senso che ogni anno si salva in anticipo, e qualche volta aggancia pure i playoff. Guidata dal mister Luciano Foschi,  tecnico di grande esperienza in categoria, la compagine bergamasca vanta un ruolino di marcia da perfetta metà classifica: 17 punti, ottenuti con 4 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte. Età media intorno ai 23 anni, il Renate  compete per i play off, in cui si trova nella parte bassa. Nell’ultima gara ha battuto la Virtus Verona che pare aver imboccato da qualche giornata in qua una parabola discendente: occorre l’intervento di mister Gigi Fresco per ridare motivazioni e risultati. Quanto alla classifica, giunti alla 14ma giornata la situazione in testa è chiara. Lane che corre come una lepre, facendo punti su punti, non perdendo mai, stabilendo l’invidiabile record di squadra imbattuta tra quelle professionistiche. Come avevo rilevato alcune settimane fa, non va però sottovalutato il recupero in classifica del Cittadella che ha infilato una serie di vittorie significative e soprattutto remunerative: ha vinto quasi sempre per 1 a 0 e ora si trova a quota 21, ossia a sei punti dalle inseguitrici del Lane, Lecco e Brescia… Due parole di incoraggiamento vanno espresse ai cugini dell’Arzignano Valchiampo che hanno trovato finalmente una vittoria rigenerante contro la Pergolettese. Spiace l’esonero di Bianchini che ha sempre dimostrato grande attaccamento alla società ed è pure incappato in qualche partita sfortunata. Il calcio sa essere anche crudele, ma adesso sarà il nuovo mister Di Donato a dover recuperare posizioni in classifica, tenendo l’Arzignano al di fuori della zona playout.

Di Donato

 

Performances

Ho individuato facilmente i protagonisti di performances in queste due ultime giornate. Sono per me Alessandro Capello e Raul Talarico. Il primo, per come ha interpretato la partita contro l’Inter U23; il secondo, per il gol della vittoria segnato contro il Giana Erminio. Di Capello e della sua classe calcistica ho già parlato qui in precedenza, per cui ora mi soffermo su Raul Talarico. Giovane vicentino dalle belle speranze, con i suoi 23 anni, Raul quest’anno ha giocato sette partire su tredici, mentre nello scorso campionato era sceso in campo ben 35 volte realizzando quattro reti, un bottino niente male per un esterno destro come lui. Ricordo bene le sue prestazioni, caratterizzate da determinazione e combattività, spesso messe a disposizione delle giocate di Ronaldo. Il suo curriculum è ancora tutto da scrivere, ma le prospettive sono favorevoli perché oltre al resto dimostra anche ottima capacità di chiudere le azioni quando si presenta l’occasione, come appunto contro il Giana e in precedenza nello scorso campionato. Dopo aver fatto la trafila nelle giovanili del Lane, Raul è stato ceduto in prestito al Montecchio e alla Virtus Verona per farsi le ossa, per poi tornare finalmente a casa. Vedremo se il mister lo utilizzerà ancora, magari dandogli spazio in modo da farlo crescere. Lo aspettiamo per qualche altra impresa!

Luciano Zanini

 

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