IL VENERDI’ di Luciano Zanini
Caferri timbra due volte il ticket per la B!
Lane in orbita…
Parliamo subito del principale protagonista – a mio parere – di queste prime quattro giornate del girone di ritorno. Di un certo Lorenzo Caferri – lombardo di Melzo, classe 1999, paracadutato in biancorosso in questo campionato – il quale, grazie alla rete messa a segno in quel di Arzignano allo scadere (per altri a tempo scaduto) del derby vicentino Arzignano-Vicenza, ha fatto letteralmente andare fuori di testa i tifosi biancorossi.

Replicando poi con la terza rete del Lane contro il Cittadella, che in sostanza ha chiuso la gara. Dico protagonista di questo scorcio di campionato 2025-26, ma forse anche di qualcosa in più. Non voglio certo scomodare gli autori di gol storici del Lane, i grandi bomber rimasti impressi nella storia più che centenaria del club, come Pablito Rossi, Vinicio, Cappellaro, Vitali, Otero, Schowoch e via dicendo – primi nomi che mi sono venuti in mente al volo, naturalmente ce ne sono tanti altri –, ma il calcio è bello anche perché un gol spettacolare non ha confini di categoria. E Lorenzo Caferri si iscrive a mio avviso nell’elenco di autori di gol vicentini spettacolari, inaspettati, improbabili… e pure drasticamente concreti. Lorenzo gioca nel Lane da questo campionato, dopo quattro stagioni trascorse nel Giana Erminio – nella terra del gorgonzola – con 150 partite alle spalle. In precedenza aveva giocato col Tritium in serie minori. Nonostante questo curriculum “normale” da calciatore di serie C, lui è riuscito nell’impresa di cui sopra: segnare un gol all’Arzignano che non solo vale tre punti pesanti ma che, per come è stato eseguito, per la carica di adrenalina che ha trasmesso al pubblico, per la chiara determinazione di volerlo fare ad ogni costo, condensa in sé il meglio del calcio giocato. Fatto di tecnica, senso della posizione, visione di gioco e voglia di vincere. Non sarà facilmente dimenticato questo gol che ha suscitato tante proteste da parte degli arzignanesi, perché a loro avviso realizzato allo scadere dei minuti supplementari concessi dall’arbitro, e ritenuti eccessivi. Rimane però intatto il valore del grandissimo gol che, come detto, ha punito severamente il Grifo, capace di una prestazione di spessore, tanto che un pareggio sarebbe stato onestamente più equo per quanto fatto vedere in campo dalla squadra di Di Donato. E, a proposito, tanto di cappello al mister Di Donato che ha fatto i complimenti a Caferri per il grande gol.

Una partita difficile per il Lane
Grifo e Lane scendono in campo con la stessa idea in testa: vincere la partita. Il Grifo per confermare il ritrovato stato di grazia delle ultime gare, che l’ha portato in zona playoff dopo aver navigato nei bassifondi della classifica. Il Lane invece deve vincere perché è il Lane, e confermare il suo cammino di capolista unico e solitario, tenendo ben lontane le due inseguitrici Lecco e Brescia, dato che ormai il Cittadella è obiettivamente fuori gioco del tutto. L’avvio è effervescente con le due antagoniste che si muovono con slancio e determinazione, in pressione sugli avversari cercando la via del gol. La prima conclusione è di Rauti al 4’ ma il suo tiro viene deviato e preda dell’estremo Manfrin. Poi è la volta di Nanni che calcia alto non di molto. Al 15’ Tribuzzi crossa in area: sulla palla respinta da Manfrin ci prova Carraro, senza esito. Al 21′ viene invece ammonito Lakti, che verso fine gara sarà pure espulso per doppia ammonizione, lasciando i suoi in dieci nel momento decisivo della partita (la dea Eupalla c’era ad Arzignano!). Un minuto dopo arriva la chance per Talarico, che però non riesce a toccare in rete; ancora Talarico poco dopo, ma stavolta viene anticipato di poco sul cross di Rauti. Al 36′ Nanni serve Minesso che spedisce sul fondo, segue una conclusione di Lakti fuori misura. Dopo il tentativo di Sandon sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con palla sul fondo, al 45′ per poco non arriva il patatrac. Leverbe commette una grave ingenuità, sbagliando la chiusura su Minesso, il quale parte a razzo verso la porta di Gagno: pare gol fatto, ma il nostro portierone chiude in uscita alla grandissima e salva il Lane dal ko.
Gallo cambia e Caferri si esalta
Inizia la ripresa e Gallo cambia: fuori Tribuzzi e Zonta, dentro Caferri e Vitale. Il cambio di Caferri con Tribuzzi avviene, peraltro, a seguito di esplicita richiesta dello stesso Tribuzzi che lamenta un dolore al ginocchio. In avvio c’è più Grifo che Lane, a dimostrazione della voglia dei locali di fare lo scherzetto ai biancorossi. Al 14′ Cariolato, autore del gol all’andata, effettua un tiro-cross molto insidioso, cui segue la botta al volo di Bernardi con palla alle stelle. Il pimpante ex Minesso al 15’ sfiora il pallone di testa su traversone di Bernardi ma la spedisce sul fondo non di molto. A questo punto si sveglia il Gallo che effettua un altro doppio cambio, pure questo vincente: fuori Rauti e Stückler, dentro Capello e Alessio. Il Vicenza passa così in vantaggio, ma ci vuole un errore di Moretti che finisce per regalare palla a Capello, gran bravo a girarsi e bruciare Manfrin. Gara chiusa? Macchè! Pochi minuti ed è l’Arzignano a segnare: su calcio d’angolo il solito Minesso tocca di testa per Mattioli, che in spaccata spedisce la palla sulla traversa, grazie alla deviazione di Gagno, che però nulla può fare su Toniolo, lesto ad anticipare tutti e segnare l’1-1. Al 34′ quando Lakti si becca il doppio giallo, di cui sopra, il Lane capisce di dover-poter osare il tutto per tutto con l’uomo in più. E proprio lui, Lorenzo Caferri, al 42′ ci prova a segnare su cross di Sandon, ma manda alto. E’ solo l’aperitivo perché al 53′, in pieno “ampio” recupero, si materializza una specie di miracolo calcistico, sotto l’egida della dea Eupalla, ghiotta di gorgonzola. Ecco l’azione: lancio lungo di Leverbe sulla destra, la difesa del Grifo rinvia come può, la palla giunge a Caferri. Il quale la stoppa benissimo, poi si sposta di quel poco che serve per crearsi spazio e infine mira al bersaglio grosso, sparando una cannonata imprendibile per un Manfrin annichilito. Indigeribile per i grifoni. Pazzesco per i biancorossi esaltati dalla prodezza.
Vicenza – Cittadella, partita della verità
Il gol di Caferri, oltre a quanto detto sopra, ha avuto un’altra conseguenza importante, di natura psicologica. Ha riportato i biancorossi – dopo alcune partite precedenti non brillantissime, anche se questo può starci per ovvie ragioni – dentro quel range di determinazione e voglia di vincere tutte le partite che rimane sempre un asset fondamentale per chi voglia salire di categoria. In sostanza il Lane ha ritrovato tutto il suo potenziale proprio con il gol di Caferri e l’ha dimostrato prontamente e in maniera solare proprio nell’atteso scontro di lunedì sera al Menti contro il Cittadella. Squadra blasonata sì, ma che ora, dopo la batosta subìta, può pensare solo a cercare il migliore piazzamento possibile nei playoff. Se poi aggiungiamo che il Lecco è stato sorprendentemente impallato dai giovani dell’Inter di mister Vecchi, si può ben dire che la partita contro il Citta segna una svolta chiara, forse definitiva, in questo campionato. La distanza del Lane sulle inseguitrici è diventata ormai chilometrica: per la precisione sono 15 i “chilometri” che dividono Lecco e Vicenza, e dietro le altre. D’accordo la prudenza e la scaramanzia che nel calcio sono d’obbligo, però ora il Vicenza può veramente giocare come sa e può, con la testa libera, impegnata solo a vincere tutte le prossime quindici gare che mancano al termine del campionato.

Vicenza sceso in campo con il Cittadella
La migliore partita del campionato e non solo
Partita molto attesa per varie ragioni, facilmente comprensibili, questa gara poteva rappresentare un test importante per entrambe le squadre. Una cosa però è certa: pochissimi avrebbero pronosticato un risultato del genere, ossia un poker del Lane fatto di grinta e tecnica, che poteva essere pure una manita se il giovane David Stueckler, non si fosse impappinato di fronte al portiere cittadellese Maniero. E’ il 20’ quando si presenta sul dischetto per tirare il rigore: ne esce una rincorsa un pò sgangherata che produce un tiro loffio e centrale, preda dell’estremo avversario, incredulo di fronte a tanta grazia ricevuta. Ma torniamo alla gara. Il Lane scende in campo mostrando subito le sue intenzioni e sciorinando un gioco scintillante; crea azioni su azioni e pure diverse occasioni da rete ma manca la mira giusta. Al 20’ come detto c’è la grande occasione procurata da Capello che, vicino al palo destro, viene spinto in rete. Rigore! Batte da cani Stueckler e il Vicenza rimane a bocca asciutta, ma sempre intenso e capace di creare occasioni a ripetizione con i vari Costa (bella prestazione continua la sua), Caferri, Capello e Sandon. Ci si aspetta finalmente il gol e invece ecco un contropiede rapido di Diaw e Bunino che si conclude però con una botta alle stelle. Siamo ormai al 48’, e nonostante il gran gioco espresso, il primo tempo pare destinato a chiudersi sullo 0 a 0. Pare, ma non è dello stesso avviso il baby Pellizzari che vuole pure lui rimanere iscritto nel grande libro dei supergol: si muove in area palla al piede e la perde, ma la recupera Stueckler, che la ridà prontamente al nostro baby 2005. Che cosa può mai combinare in quel momento circondato da un nugolo di avversari? La cosa più semplice, se hai talento: colpo di tacco e vai. Apoteosi al Menti.

Mitraglia biancorossa
Come prevedibile nella ripresa il Citta fa capire subito che non ci sta e muove in attacco. Al 5’ arriva il gol padovano: colpo di testa di Angeli che Gagno respinge ma sulla ribattuta si avventa Amatucci, messo giù dal duo Cuomo-Pellizzari, procurando così il rigore per gli ospiti. Batte Anastasia che infila Gagno. 1 a 1 e tutto da rifare dopo il gran primo tempo. Ma il Lane di questa sera è un grande Lane che non molla. Solo due minuti dopo Casolari tocca la sfera con il braccio: è rigore! Sul dischetto, tra la perplessità di molti, si ripresenta David Stuckler evidentemente deciso a farsi perdonare per l’erroraccio precedente. Stavolta parte bene, tira forte senza cincischiare e brucia Maniero (ma che rischio per lui!). Bravo a riprovarci. Il Cittadella comunque non demorde e alza il baricentro insaccando il Lane nella propria metà campo. Da cui possono partire, eccome, i contropiedi letali, come quello che vede protagonisti Rauti e Caferri, molto bravi a intendersi, consentendo appunto a Caferri di insaccare al volo il suggerimento del compagno. Altro gol da bomber e soprattutto gol che chiude la gara e timbra il ticket per la serie B. La partita è ora in discesa ma ci riserva un altro gol gioiello che matura al 37’, quando l’altro baby biancorosso Alessio decide di imitare il suo coevo Pellizzari. Parte in tromba sulla sinistra come un rapido, nessuno lo ferma, si accentra, prende il tempo per mirare la porta e poi scocca un magnifico tiro a rientrare, con la palla che tocca il palo alla sinistra di Maniero e si insacca. Ovazione e gara che finisce in gloria. Tutto bello e davvero. Domenica si gioca a Busto Arsizio: non per fare una gita domenicale!

Luciano Zanini

