IL VENERDI’ di Luciano Zanini

L’EFFETTO CAFERRI FUNZIONA ALLA GRANDE
Avevo scritto nel “Venerdì” precedente che il gol messo a segno da Lorenzo Caferri agli sgoccioli, anzi agli ultrasgoccioli, di Arzignano-Vicenza di qualche settimana fa, avrebbe costituito quel quid psicologico capace di segnare la vera completa svolta in questo campionato del Lane.

Qualcuno potrà giustamente osservare che i biancorossi hanno già fatto cose calcisticamente straordinarie nel corso di questo torneo di serie C. Che hanno già svoltato da tempo. In effetti, quando una squadra non perde una partita una, in casa vince sempre (tranne contro la Dolomiti Bellunesi, eccezione che conferma la regola) e fuori dalle mura amiche male che vada pareggia, non si può altro che fare una cosa ovvia: applaudire i ragazzi, il mister decorato di recente Fabio Gallo e la società nel suo insieme. C’era però ancora un aspetto che andava chiarito e risolto, ossia appunto la consapevolezza di essere la squadra migliore, che scende in campo sempre e comunque per vincere, avendone i mezzi tecnici e la dotazione tattica. Non possiamo dimenticare, infatti, qualche partita che aveva rilasciato qualche perplessità, peraltro ben stigmatizzata dallo stesso allenatore che mostra di essere onesto in campo e fuori con le sue dichiarazioni alla stampa e ai tifosi. Ecco allora che, in questo senso, il derby vicentino ha rappresentato lo spartiacque consolatorio, che un po’ tutti attendevamo e che, appunto, ha dispiegato ben presto i suoi effetti in campo. Per confermarlo basta solo dare qualche numero: rifilati 4 a gol al Cittadella, letteralmente dimensionato, 4 alla Pro Patria, 0 alla Dolomiti Bellunesi, 2 alla Pro Vercelli. Dieci gol fatti in quattro partite, di cui una di vertice, e uno solo subito, dicono un po’ tutto come forze in campo, senza dimenticare che il Lane ha anche sciorinato un calcio spettacolare, a tratti irridente. Almeno contro Citta e Pro Patria: quando tutto viene facile, tutto fluisce a centrocampo, l’orchestra funziona all’unisono, arrivano occasioni da gol e gol a valanga. Dietro il Lane, le concorrenti arrancano e si palleggiano il secondo posto a distanza di almeno 16 punti, una volta con in testa il Lecco e una volta il Brescia. Sono entrambe ovviamente impegnate a raggiungere la migliore posizione possibile per poi accedere alle finali di playoff. Un discorso quello dei playoff che ci ha afflitto negli ultimi anni riservandoci sorprese amarissime. Brrr ..

Una verifica sul campo esterno
Dopo la grande gara contro il Cittadella, per molti la nostra più bella partita dell’anno, i biancorossi erano comprensibilmente attesi alla prova del nove, ossia a dimostrare la “completezza” di cui sopra, contro un’avversaria che ha toccato il fondo con i suoi soli 12 punti conquistati, peggiore bottino della serie C, girone A. Che timore c’era dunque? Quello dell’appagamento, del sentirsi già a cavallo, di guardare la classifica sottovalutando un avversario alle corde. Niente di tutto questo è accaduto a Busto Arsizio dove il Lane ha mostrato sin dal primo minuto che l’effetto Caferri è stato metabolizzato a dovere, sia dalla vecchia guardia, sia dai babyes biancorossi, i quali hanno rappresentato la sorpresa più lieta tra le varie manifestatesi. Allo stadio Speroni scendono in campo la prima e l’ultima della classe. Come da copione l’orgoglio dell’ultima della classe non manca di farsi notare, ma solo per il primo quarto d’ora quando i bustocchi si buttano in avanti alla garibaldina cercando di sorprendere il Lane e mettere a segno il gol, che sarebbe almeno un viatico di grande soddisfazione per i locali. Tuttavia non riescono a concludere nonostante la buona propensione di Renelus che comunque ci prova con convinzione. Al 15′ arriva invece il primo squillo biancorosso con Stuckler che si mangia letteralmente la grande occasione fornitagli su un piatto d’argento dal sempre talentuoso Capello, e grazia l’estremo Rovida. La prima occasione però dà il là al Lane che comincia a muoversi come sa.
La sontuosa rentrèe di Cappelletti
La prima vera azione ficcante biancorossa vede protagonista Daniel Cappelletti tornato in casa Vicenza felice come una pasqua. E proprio lui, arrivato da pochissimo, cosa fa? Rinverdisce i fasti passati mettendo in azione Zonta, il quale tocca per Costa (ottima la sua gara) che si invola come per uscire dall’area ma viene sgambettato procurandosi il conseguente rigore. Sul dischetto si presenta Stuckler che questa volta – dopo l’erroraccio di cui sappiamo – spara una fucilata secca che fa secco Rovida. E’ fatta, la gara si sblocca e qui entra in ballo da gran protagonista proprio Cappelletti che al 29′ decide di festeggiare il ritorno in biancorosso segnando uno dei suoi gol particolari. Calcio d’angolo del Lane: nel mucchio in area svetta lui che incorna e trafigge l’estremo Rovida. Ci può essere un ritorno migliore? Difficile.

Nella ripresa il Lane triplica al 55′: cross di Pippone Costa, su cui si avventa Pellizzari che tenta la grande sforbiciata senza fortuna che però diventa un assist per Capello il quale – cacchio cacchio tomo tomo – appoggia in rete. 3 a 0 e, con la partita in cassaforte, arriva pure il poker al 16′ quando un pensieroso e titubante Pogliano si fa soffiare la sfera da un affamato (di gol) Claudio Morra che fila verso la porta bustocca e infilza il male accompagnato Rovida. Scende il sipario sullo Speroni…
Dura scalare le Dolomiti
… e si apre quello del Menti, domenica 8 febbraio alle 17,30. Le premesse per fare il colpaccio ci sono tutte: il Brescia ha impattato lasciando per strada due punti, il Lecco ha fatto di più perdendo per 2 a 0, e così il Lane non può altro che vincere, segnare un’altra quaterna e volare a quota 65. Che, tradotta in distanze, vorrebbe dire a più 18 lunghezze dai bresciani e 17 dai lecchesi. Queste dunque le previsioni rosee e legittime dei tifosi in bianco e rosso, ma il calcio è tutto fuorchè scienza esatta, e se ne accorgeranno un po’ tutti a fine gara. Spalti al solito zeppi, tifo alle stelle, c’è una voglia matta di goleada. Così il Vicenza parte in tromba: ci provano a segnare, uno dopo l’altro, Tribuzzi, Leverbe e Pellizzari. Nisba! Poi è la volta di Claudio Morra che trova la dea Eupalla ingrifata con lui, tanto è vero che con ben tre occasioni da gol disponibili nel giro di venti minuti le spreca tutte: quasi incredibile! Sette occasioni Lane e zero gol. In più, proprio al 44’ sull’unica azione di contropiede dolomitica per poco il Lane non ci lascia le penne. Ma un favoloso Gagno esce alla grande su un lanciato Mignanelli e sventa. Ci mancava solo questo!

Stesso menù nella ripresa
Uno pensa: è andata così, può capitare di mangiarsi i gol, ci rifacciamo nel secondo tempo. Con questa bella idea in testa i biancorossi aggrediscono di nuovo i dolomitici per arrivare finalmente alla meta. Ci prova Rauti al 10’ con buona convinzione ma spedisce fuori. Mister Gallo decide allora di cambiare Cavion e Tribuzzi con Vitale e Caferri per dare la scossa e, solo pochi minuti dopo, Rauti e Morra per Capello e Stueckler. Il Lane preme e non molla, ma il gol latita…Ancora un cambio di mister Gallo: fuori Talarico (nonostante l’impegno profuso non è riuscito a far dimenticare i cross millimetrati di Pippone Costa) e dentro Alessio, che tenta pure lui la via del gol, senza fortuna. Sembra una partita stregata: il Lane per mettercela ce la mette tutta, ma evidentemente non ha la dovuta precisione in zona gol né l’abituale scioltezza nel gioco, anche perché gli avversari pressano e raddoppiano le marcature in maniera sistematica ed efficace. Da veri montanari non mollano e stanno sul pezzo con tenacia. Ma – e va detto ad onore dei biancorossi – in questa giornata particolare il Lane non molla un centimetro e, ancora pregno dell’effetto Caferri, dà l’assalto finale ben carico, col rischio anche di scoprirsi. Proprio su un bel cross basso di Caferri, Alessio avrebbe ancora l’occasione di inchiodare la gara sull’1 a 0 ad una manciata di minuti dalla fine, ma Eupalla dice no! Alta tensione con il Menti in ebollizione ma non c’è niente da fare. Anzi: tale Olonissakean, di matrice nigeriana, riuscito a fuggire in contropiede ai nostri, vede praterie aperte per puntare Gagno. Sennonchè il subentrato Vitale commette su di lui un fallo da rosso, però intelligente e salvifico evitando al Lane una probabilissima pugnalata. Finisce qui sul pari poco gradito, ma pur non avendo incocciato una delle sue migliori giornate, non ha certo smaltito l’effetto Caferri.
A Vercelli si torna al gol
Ero convinto che dopo il digiuno montano il Lane avrebbe ripreso a segnare. Troppa la voglia di rivalsa della squadra che vuole dimostrare di essere sempre e comunque la più forte. La gloriosa Pro Vercelli naviga a metà classifica e può dare fastidio a tutti sul suo campo sintetico: il Lane ci arriva con varie novità secondo la dottrina Gallo, in particolare si registra l’avvento a centrocampo di Rada, davanti a Stueckler e Capello dall’inizio. I biancorossi, come nella partita precedente, partono convinti e tengono bene il campo. Arrivano anche le occasioni: prima con Capello, poi con Stueckler. A metà tempo Sandon invita Stueckler che colpisce bene ma mette fuori. La sensazione crescente, però, è che il Vicenza, pur facendo gioco ok fino alla trequarti, non trovi poi la necessaria lucidità per andare a rete. Si sbaglia l’ultimo passaggio, si arriva con ritardo sugli assist, mentre la Pro tiene comunque bene e tenta qualche contropiede condotto dai suoi veloci cursori. Pare insomma la fotocopia della gara contro la Dolomiti Bellunesi, con la differenza che i risaioli pressano di meno e pensano di più a fare gioco.

La performance di Alessandro Gagno
La ripresa parte con il Lane deciso a segnare, si muove con maggiore velocità rispetto alla parte finale del primo tempo. Al 10’ Rada, entrato in area con buone prospettive, si allunga poi la palla proprio nel momento topico prima della battuta a rete e tutto sfuma. Passano i minuti e la Pro cresce: forse è il momento di tentare il colpo della giornata e sale di tono. Arriva il 20’, c’è il fallo strip-tease di Sandon che in area toglie letteralmente la maglia all’intraprendente Coccolo. Rigore sacrosanto. Sul dischetto va il polemico ex-biancorosso Comi che evidentemente non gode delle simpatie di Eupalla. Tira male e un grande Alesandro Gagno para. Si dice comunemente che una parata di queste vale come un gol: qui vale di più perché preserva l’imbattibilità del Lane. Lo spavento rimediato sveglia finalmente i ragazzi di Gallo (che nel frattempo aveva operato il cambio Capello/Stuecker con Rauti/Morra) e innesca l’effetto Caferri. Cambia la dinamica di gioco e il Lane assalta la Pro. Ci provano con buona convinzione prima Morra, poi Rauti e Pellizzari. Il gol è nell’aria e arriva al 28’ quando Rauti, tornato in forma, crossa al centro da sinistra: la sfera sfugge a Morra che riesce solo a toccarla, ma giunge ad un tempestivo zompante Loris Zonta, il quale si allunga a terra e brucia tutti. Pare fatta ma la festa dura solo un attimo perché il veloce Jean-Guy Akpa Akpro su azione di contropiede infila un incolpevole Gagno e pareggia i conti. Il Lane non ci sta ed esce l’effetto Caferri. Rauti, su tutti, vuole segnare e ci prova con grande determinazione. Prima si gusta l’aperitivo con un gran tiro che però sfiora il palo e va fuori. Poi arriva l’abbuffata vera con il duello ingaggiato corpo a corpo con due avversari che non riescono a fermarlo. Lui però riesce a tirare e battere Livieri senza pietà. Lane in paradiso ma di nuovo con il fiato in gola quando al 93’ della partita “sua eccellenza” Gagno decide che il Vicenza deve vincere e si esibisce in un’altra grande parata. Il numero uno a Vercelli si chiama Gagno, voto 9. Dopo i piemontesi, ora sotto con i lombardi dell’Alcione.

Luciano Zanini

