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Il Lane è caduto, viva il Lane

Scritto da Luciano Zanini

IL VENERDI’ di Luciano Zanini

 

IL LANE E’ CADUTO, VIVA IL LANE !

 

La prima sconfitta stagionale del Lane, per di più tra le calde mura amiche del Menti, mi ha deluso. Non dico profondamente, ma deluso ci sono rimasto, questo sì. Non mi aspettavo, come tanti, che proprio nel momento in cui tutto filava a gonfie vele, si sarebbe stata – domenica 15 febbraio – la capitolazione dei biancorossi, dopo aver inanellato una lunghissima serie di partite senza sconfitte (58 ab origine). E, per di più, con un gol preso nei supplementari, ad una manciatina di minuti dalla fine del match contro l’Alcione Milano, ciò che rende ancora più amarotico questo rovescio domestico. A fine gara un po’ tutti si sono precipitati a dire che “prima o poi doveva succedere”, “in fin dei conti cambia poco perché la distanza con le inseguitrici Brescia e Lecco rimane a livelli di ampia sicurezza”, “si è pagato lo stress e la fatica di tre partite giocate in otto giorni” e altro ancora. Partiamo dalla considerazione della fatica sostenuta nel giocare tre partite in tempi ristretti: è certamente vero che questo fatto abbia pesato, ma ha pesato per tutte le squadre, per cui non possiamo attaccarci troppo a questa scusa. Certo, prima o poi doveva – o meglio poteva – capitare la giornata storta, e questo fa parte dell’essenza del calcio, della sua imprevedibilità, del suo fascino. E’ anche evidente però che se perdi una partita in casa, pur trattandosi nel nostro caso di evento inatteso e sorprendente, qualcosa ovviamente non è girato per il verso giusto. Stanchezza? Sì, la stanchezza è affiorata evidente soprattutto nella parte finale del match, facendo intravvedere un certo calo fisico in alcuni giocatori. Aspetto comprensibile, da affrontare e risolvere negli incontri prossimi futuri. Insufficiente incisività? Anche questo va valutato bene perché in effetti il Lane varie occasioni le ha create, ma senza “saldare il conto”. Buone manovre in e dalla difesa in su, ma poi imbuto negli ultimi metri e incapacità di saltare la difesa avversaria. Può capitare, peccato però che non siamo riusciti a mantenere lo 0 a 0 che a sua volta avrebbe mantenuto l’imbattibilità.  E pensare, neanche farlo apposta, che prima della partita mi era balenata in testa la prospettiva di un possibile cammino senza sconfitte del Vicenza sino alla fine del campionato.

A secco contro Dolomiti Bellunesi e Alcione Milano

Una prospettiva da spendere pure come stimolo per “indurre” i biancorossi a scendere in campo sempre affamati. Del resto, arrivati alla 27ma giornata, questo difficile obiettivo non era certo campato per aria. La stessa dea Eupalla ci ha colpito, favorendo l’azione di contropiede assassina dell’Alcione che ha fatto precipitare i nostri sogni di imbattibilità, riportandoci con i piedi per terra. Una caduta comunque accettabile, tanto che a fine partita è partito spontaneo un caloroso applauso corale, condito con grandi cori di sostegno, per consolare la squadra. Lo stesso mister Gallo ha avuto parole di giusto orgoglio, ricordando come una sola sconfitta non intacchi minimamente quanto fatto dal Lane nel corso di questo campionato. Rimane una sconfitta amara, ma da dimenticare al più presto, da considerare un semplice intoppo accidentale nel cammino verso la promozione, obiettivo unico da raggiungere con rinnovata determinazione e tenacia. Certo qualcosa da rivedere nei meccanismi della formazione berica c’era dopo l’Alcione, perché il gioco visto in casa nelle ultime due partite non è apparso fluido e concreto come in passato, tanto che di gol non se ne sono visti proprio contro Dolomiti Bellunesi e appunto Alcione Milano. Toccava al mister, trovare le soluzioni del caso in vista della “vendetta” contro la Virtus Verona. In sintesi: il Lane è caduto, viva il Lane!

Un grande grazie a Brescia e Lecco

Va sottolineato in ogni caso che se la dea Eupalla, da un lato, ci ha puniti con il suo “messaggero” Plescia, solo soletto in area vicentina, dall’altro,  ci ha però dato una gran mano perché le due inseguitrici hanno toppato. Il Brescia, che poteva acchiappare tre punti e ridurre il distaccone da noi, è stato bastonato da una quasi ultima della classe in quel di Crema, mentre il Lecco in riva al suo lago ha impattato per 2 a 2 con la Virtus Verona, di cui diremo. Vicenza vs Alcione si apre con il Lane che pare voler fare sua la gara al più presto, come contro la Dolomiti Belluno: al 7’una bella conclusione di Rauti, che trova però pronto  Agazzi, sulla cui respinta Talarico effettua un cross per Alessio, il quale di testa fa una telefonata al portiere avversario, senza problemi. L’Alcione, pur sulla difensiva, non sta certo a guardare: all’11’ Galli batte di testa, Gagno è vigile. Ci prova quindi Sandon da lontano con un gran tiro , ma c’è ancora Agazzi a respingere. Al 27′ Rauti avrebbe la palla gol da insaccare su cross di Talarico, ma alza incautamente la palla sopra la traversa. Al 42′ Caferri in una delle sue tipiche azioni crossa al centro, ma Morra non riesce a chiudere in gol.

La frustata di Plescia

Insomma un primo tempo all’insegna dei tentativi di fare questo benedetto gol, senza successo, ma l’Alcione gioca bene e non mostra cedimenti. Tiene in difesa e appena può parte in contropiede.  La ripresa parte su questo spartito, ma la prima occasione è dei milanesi al 9’: punizione di Muroni che costringe un attento Gagno a deviare in corner. All’11’ il gol sembra fatto per il Lane, lo strepitoso Agazzi mette la sfera in angolo sul bel colpo di testa di Morra. Al 13′ il Lane sfiora il vantaggio: corner di Tribuzzi e colpo di testa di Cappelletti che esce di pochissimo. A questo punto mister Gallo cambia anche Rauti e Zonta per Stückler e Pellizzari e poco dopo anche Morra per Capello. Il Lane vede scorrere il tempo e cerca di stringere la porta avversaria: Pellizzari batte sul secondo palo, ma c’è la tempestiva deviazione in corner di Agazzi. Affiora gradualmente la stanchezza tra i biancorossi e così i lombardi salgono in cattedra.  Ci prova al 32’ il castigamatti Plescia ma spedisce fuori da buona posizione, mentre al 40′ c’è il salvataggio di Cappelletti sulla linea di porta. Il Vicenza, nonostante tutto, ci prova a sbloccarla ed ha l’occasionissima con una bella girata di testa di Capello: purtroppo  a lato di pochissimo. E così al 47′ arriva la botta, la beffa che non vorresti mai, con il Lane allo sbaraglio: parte un micidiale contropiede dell’Alcione sulla sinistra, Pitou crossa al centro dove staziona solo soletto un prediletto di Eupalla, tale Plescia, reso invisibile, il quale ha tutto il tempo di piazzarsi al meglio e infilare l’incolpevole Gagno, mandando in depressione temporanea i diecimila del Menti. Amen.

 

 

L’effetto Caferri anche a Verona

Metabolizzata la batosta casalinga, il Lane era atteso in quel di Verona, alla corte di Gigi Fresco per – come noto – vendicarsi sportivamente della debàcle subita lo scorso campionato, costata la promozione diretta in B a favore del Padova. Premesso che una sconfitta inaspettata può fare male, che Verona è campo tradizionalmente ostico per i berici, che era necessario vincere per riprendere il cammino e il ruolo di prima della classe, tutto ciò premesso il derby veneto poteva essere senz’altro un appuntamento pericoloso per i biancorossi. Tanto più che i ragazzi di Fresco si trovano in brutte acque e devono salvarsi ad ogni costo. Da ultimo, ma non ultimo, hanno pareggiato fuori casa contro il Lecco contribuendo a far perdere due punti ai lecchesi a favore del Lane. Insomma la partita era  temuta. Ci è andata bene, ma come fai a non dire che si è vinto per 1 a 0 contro una squadra che ha giocato in dieci per sessanta minuti, e che ha avuto la palla buona per fare secco Gagno? Per fortuna Caferri c’è, e anche questa volta decide lui la gara come contro l’Arzignano. Due reti che ne fanno pure un bomber ( a quota 5) e che valgono sei punti sei.Ottimo l’effetto di Lorenzo sul campionato: un inesauribile pendolino dal piede assassino!

Tre punti per riprendere il cammino

L’effetto Caferri si fa sentire immediatamente: dopo due soli minuti di gioco il Vicenza va in vantaggio, grazie ad una sua botta dalla distanza su un calcio di punizione.

Al 7′ c’è l’occasione per i padroni di casa con l’ex Cernigoi che colpisce di testa sul cross di Fanini ma spedisce fuori di poco. Brividi. Al 14′ una conclusione di Morra viene parata dal giovanissimo talentuoso portiere veronese Scardigno. Al 31′ altra grande occasione virtussina: cross di Munaretti con Fabbro che da pochi passi non riesce a cacciare la palla  in porta. Otto minuti dopo la svolta: cartellino rosso per Amadio per un brutto intervento su Stuckler che alcuni dicono da giallo. Anche a mio avviso. Ma così ha deciso la dea Eupalla e va bene. In avvio di ripresa Sandon calcia al volo, ma Scardigno devia in corner. Al 12′ altri brividi biancorossi sul tiro di Pagliuca che sfiora il secondo palo, e un minuto dopo di nuovo Sandon (piuttosto nervoso nel corso della ripresa) conclude fuori misura. Ancora  Lane che attacca ma non riesce a sfruttare a dovere la propria superiorità numerica. Prima Morra e poi Stueckler tentano la via del gol senza esito. Al 27’ è la Virtus a provarci con una gran botta di  Pagliuca, la palla colpisce l’esterno della rete. Inizia la girandola dei cambi al 31′: Rauti per Morra, Cappelletti per Leverbe. Al 34′ squillo di Stueckler che colpisce male di testa, con palla sul fondo. Quasi al termine della gara c’è un triplo cambio per i biancorossi: dentro Vescovi, Rada e Talarico, fuori Cuomo, Pellizzari e Sandon. Al 43′ Stueckler tenta per due volte di seguito: nella prima, Scardigno gli chiude la porta e ribatte la sfera che ritorna però nella disponibilità del bomber biancorosso che ci prova ancora di testa, ma la difesa della Virtus salva. Finisce con la faticosa ma importante vittoria del Vicenza per 1-0. La barca va !

Luciano Zanini

 

 

 

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