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Berton blocca sul pari i sogni del Trissino

Berton Bolzano Vicentino – Calcio Trissino 1-1

 

Berton Bolzano Vicentino: Tieppo, Penzo, Marzaro, Talli (dal 13’st Stangaciu), Orso, Barbiero, Milan (dal 29’st Fabris), Zini, Meka (dal 35’st Carli), Scanagatta, Giacobbo (dal 44’st Zanella). Allenatore: Carlo Comacchio. A disposizione: Maimone, Facci, Breschigliaro, Maistro, Venturini.

Calcio Trissino: Rossi, Piana, Marcato, Zanotto, Puttini, Sacchetto, Filotto (dal 33’st Muntar), Virgilio (dal 12’st Carlino), Fracaro (dal 12’st Calgaro), Bianco, Mores (dal 25’st Kindo, dal 41’st Cestonaro). Allenatore: Alessandro Sgrigna. A disposizione: Refosco, Castegnaro, Pilastro.

Arbitro: Sig. Andrea Burbello di Castelfranco Veneto.

Assistenti: Sigg. Luca Bergamin di Castelfranco Veneto e Tommaso Bordin di Castelfranco Veneto.

Reti: 37’pt Filotto (T), 14’st Meka (B).

Ammoniti: Piana (T), Stangaciu (B), Meka (B), Muntar (T), Scanagatta (B), Bianco (T). Espulso: Piana (T) per doppia ammonizione.

Angoli: 4-5 per il Trissino. Recupero: 1 minuto primo tempo, 5 minuti secondo tempo.

Cronaca di Francesco Andreotti, foto di Mario Seganfreddo e Sara Anni

Sopra all’intervallo di una rete, in virtù della marcatura realizzata da Filotto attorno al 37’, il Trissino stava già pregustando una notte da re assoluto del girone, facendo proprio questo turno d’anticipo chiesto ed ottenuto dal Bolzano per poter recuperare al meglio in vista della semifinale di andata di mercoledì 4 marzo contro lo Baldo Junior Team.

Nella foto di Mario Seganfreddo, Filotto riceve l’abbraccio della panchina

Il Berton però, di fronte al pubblico amico non ha accettato di recitare il ruolo di semplice sparring partner e con un secondo tempo gagliardo e combattivo è riuscito a bloccare sull’1 a 1 finale gli ospiti, rendendo indigesto il sabato pomeriggio ai biancorossi. Nonostante l’impegno infrasettimanale in programma, i padroni di casa si sono presentati all’appuntamento contro una delle prime della classe quasi al completo, smentendo così le ipotesi di turnover fatto per permettere ai titolari di ricaricare le energie. 7 punti di vantaggio sull’Eurocalcio quintultimo restano un margine significativo ma la salvezza va conquistata il prima possibile, per evitare inutili patemi d’animo finali. Il punto strappato in casa permette di muovere, seppur leggermente le acque facendo salire a tre il numero di pareggi ottenuti in questo 2026, a fronte di una sola vittoria e 4 sconfitte. Si mangiano invece le mani i biancorossi di Sgrigna, che sprecano una ghiotta occasione per balzare in vetta alla classifica. Complice il pareggio esterno del Galliera sul campo del Longare, una vittoria avrebbe permesso di scavalcare in un colpo solo i ragazzi di mister Rebesco e il Thiene, si resta invece alle spalle di entrambi sul gradino più basso del podio, a quota 46.

LE FORMAZIONI

Come detto già in apertura, Comacchio schiera dal primo minuto i suoi pezzi pregiati, fatta eccezione per Zanella e Vivian, quest’ultimo presente non in panchina bensì sugli spalti. 4-2-3-1 di ordinanza per il Berton con Tieppo tra i pali, Penzo e Marzaro terzini, Barbiero e Orso a formare la coppia centrale. In mediana spazio a Talli e Zini, Scanagatta a galleggiare tra le linee sulla trequarti supportato da Milan e Giacobbo, impiegato come esterno di centrocampo, alle spalle di Meka unica punta. Come visto nell’arco dei novanta minuti di gioco, il modulo non è però fisso ma varia in base all’andamento della gara, così come variano le consegne date dal tecnico ai suoi giocatori. Barbiero rompe spesso la linea difensiva partendo in progressione a testa bassa e palla al piede, permettendo ai compagni di guadagnare metri di campo mentre Talli si alza andando a supportare Meka in fase offensiva nell’inedita veste di seconda punta, con Scanagatta che invece arretra per dare una mano in fase di costruzione. Ad Orso spetta invece il compito di innescare il reparto offensivo con i suoi classici e affilati lanci. Sgrigna risponde con il 4-3-3: tra i pali Rossi, sulle corsie laterali Piana, classe 2007 e Marcato, Puttini e Sacchetto difensori centrali. Solo panchina per Gobetti, solitamente titolare e per l’occasione sostituito dal primo menzionato, prodotto proprio del settore giovanile del Trissino. A centrocampo Zanotto, con Virgilio e Bianco, come l’omologo avversario a metà tra mezzala e attaccante aggiunto, a giostrare da vero 10. In attacco invece allargato sull’esterno da un lato Filotto, con licenza però di accentrarsi ed agire anche per vie centrali, dall’altro invece Mores ad infiammare la corsia di competenza. Unica punta Fracaro, ad aprire varchi per gli inserimenti dei compagni e fare battaglia su ogni pallone vagante nei pressi dell’area di rigore dei locali. Kindo e Calgaro partono dalla panchina

LA CRONACA

Primo squillo al 1’, di marca ospite: apre a memoria Bianco dalle parti di Mores, che rientra e calcia con il sinistro; primo tentativo respinto da Penzo, il secondo termina alto sopra l’incrocio dei pali. È una dichiarazione d’intenti quella fatta dall’11 ospite, sarà infatti costretto Penzo per tutta la prima frazione di gioco a tamponare le sue folate offensive.

Dobbiamo aspettare invece l’11’ per vedere il Berton affacciarsi dalle parti di Rossi: Scanagatta, a conclusione di un’azione di gioco imbastita da Milan e compagni libera il mancino dal vertice sinistro dell’area di rigore, l’estremo difensore del Trissino controlla con lo sguardo la palla rimbalzare lentamente a lato. Al 16’ viene concesso dal direttore di gara ai biancorossi una punizione da posizione invitante: la traiettoria disegnata da Bianco si abbassa ma non a sufficienza per impensierire Tieppo.

Nemmeno il tempo di riposizionare il pallone per il rinvio dal fondo che siamo già dall’altra parte: recupero alto di Marzaro in zona bandierina, Giacobbo si impossessa della sfera e serve fuori Zini, il cui rasoterra termina sul fondo sotto lo sguardo attento di Rossi. Al 28’ grande occasione per il Bolzano: contropiede orchestrato da Scanagatta, velo di Giacobbo a premiare la sovrapposizione a mille all’ora di Marzaro ma il cross del laterale in maglia nera è troppo lungo sia per Meka e Talli, che avevano precedentemente attaccato l’area di rigore; Milan, uno dei migliori in campo tra le file dei suoi in questo primo tempo, recupera la sfera, si accentra e fa girare il destro ma si vede la conclusione respinta dal montante alto. Il flipper successivo favorisce Rossi, che si ritrova la sfera tra le braccia senza nemmeno accorgersene.

Resta strozzato in gola ai supporters locali l’urlo di gioia, il legno nega al classe 2006 la prodezza del vantaggio. Lo schiaffone quasi ricevuto in piena faccia risveglia il Trissino, ora in avanti nel tentativo di rompere l’equilibrio. Al 35’ il tiro cross insidioso di Mores viene smanacciato in corner da Tieppo, mentre al 37’, al primo vero grande affondo gli ospiti bloccano la gara: splendida imbucata di Mores, venuto a ricevere palla in una posizione centrale di campo ed inserimento vincente di Filotto, che supera Tieppo in uscita con un tocco morbidissimo. Terzo centro in campionato per l’ex centrocampista di Monteviale e Dueville, bravo ad approfittare in questo caso di un’incertezza del numero 1 avversario.

Si riorganizza il Berton ma il tempo scarseggia e dopo un singolo minuto di recupero, entrambe le compagini vengono mandate negli spogliatoi. Come le grandi squadre insegnano, il Trissino ha sfruttato al meglio uno dei pochi spiragli concessi da un Bolzano quadrato e solido costruendoci sopra la rete dell’1 a 0.

Padroni di casa, comunque, assolutamente sul pezzo e pronti ad affrontare con vivacità la seconda frazione di gioco, che si apre subito con un’opportunità dalla bandierina per loro: batte Scanagatta, esce con i pugni Rossi che guadagna pure un calcio di punizione per carica fallosa ai suoi danni. Chiamato in causa ancora Rossi al 53’, riflesso felino a stornare in angolo la girata a botta sicura di Giacobbo. Sugli sviluppi dell’angolo di seguito battuto, la sfera arriva ad Orso al limite dell’area: controllo e tiro deviato in corner da Rossi, ancora protagonista tra i pali. Passano tre minuti e Zini cerca di sorprendere il portiere avversario da oltre 30 metri su punizione; sventagliata pazza che per poco non si insacca sotto la traversa.

Foto di Sara Anni

Mister Sgrigna, per ovviare alle difficoltà dei suoi mette mano alla formazione titolare, togliendo Virgilio e uno spento Fracaro e buttando dentro rispettivamente Carlino e Calgaro. Di contro Comacchio toglie Talli per inserire Stangaciu, aumentando ulteriormente il peso offensivo del Berton. I locali sono in controllo del gioco e al 58’ proprio il neoentrato Stangaciu, al primo pallone giocato, entra in area di rigore e viene qui atterrato da Piana. Ammonito il terzino del Trissino, il primo giallo della gara per l’intervento falloso ma da lodare l’assistenza di Milan, che ci crede fino all’ultimo riuscendo a tenere in campo la sfera che sembrava destinata ad uscire e imbastisce poi l’azione dell’1 a 1.

Dagli 11 metri si presenta Meka: glaciale, spiazza Rossi firmando la rete del pareggio. Giusto premio per la solita prestazione di sudore e sacrificio offerta dal toro del Bolzano.

Meka festeggiato (foto di Sara Anni)

Sul taccuino dei cattivi finisce anche Stangaciu, per una spallata involontaria in corsa rifilata al povero Piana, a terra dolorante. Al 76’ i padroni di casa si distendono in contropiede: porta palla Stangaciu, che evita la scivolata di Piana ma anziché servire il meglio posizionato Meka, calcia debolmente tra le braccia di Rossi. A complicare ulteriormente i piani partita degli ospiti ci pensa l’espulsione, all’84’ di Piana per doppia ammonizione. Tocca a Kindo, subentrato a gara in corso abbandonare tempestivamente il campo per fare spazio a Cestonaro. A centimetri dal vantaggio, nel finale di gara il Berton: Orso raccoglie la scodellata di Scanagatta e di prima intenzione colpisce il pallone, sfiorando l’incrocio dei pali.

In pieno recupero però, squillo del Trissino: alla conclusione Calgaro, respinge come può Tieppo e la retroguardia del Berton allontana la minaccia. Al 96’ ultima occasione dell’incontro: punizione dai 20 metri, Bianco chiama in causa Tieppo che si distende e devia in angolo. Il direttore di gara però fa segno che i minuti extra concessi sono terminati e fischia tre volte, scatenando l’ira del capitano biancorosso che chiedeva a gran voce invece l’opportunità di battere il corner seguente. Nel prossimo turno il Berton affronterà il San Giorgio In Bosco, il Trissino se la vedrà invece con il Longare, avversario da non sottovalutare visti e considerati gli ultimi risultati ottenuti in campionato.

Fra il gran pubblico presente a Bolzano anche l’ex mister del Tezze Mantovani qui con Poletto e dirigenti del Trissino

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Francesco Andreotti

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