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Vicenza, la Dea Eupalla ti ama!

Scritto da Luciano Zanini

IL VENERDI’ di Luciano Zanini

                

VICENZA, LA DEA EUPALLA TI AMA !

Proprio così! Non ci sono dubbi. Il Lane, dopo aver subito due sconfitte casalinghe, ossia oggettivamente un bel doppio rovescio, inaspettato per una capolista invitta da inizio campionato – la prima contro l’Alcione, la seconda dal Trento – deve ringraziare sentitamente la dea Eupalla che da sempre presiede al gioco del calcio planetario, seppure con il suo caratterino particolare, come del resto un po’ tutte le divinità pagane. Perchè? Per il semplice fatto che nelle giornate in cui ha perso, e pure pareggiato al Menti contro la “Dolomiti Bellunesi” con risultato ad occhiali, quelli che potevano essere passi falsi sono diventati delle semplici cadute senza alcuna minima conseguenza per la classifica. Per non dire dell’ultima performance del Brescia che ha buttato a mare altri due punti contro la gloriosa ma derelitta Triestina, che l’ha stoppato sullo 0 a 0.  E se alcuni – anche adesso e non sono pochi – tra i tifosi biancorossi non vogliono parlare “prematuramente” di promozione per scaramanzia, ma solo quando avranno la certezza aritmetica, figuriamoci cosa sarebbe successo nel caso, per nulla improbabile, che le due inseguitrici più temute avessero fatto bottino pieno invece di perdere le rispettive partite. Per essere più precisi, se il Brescia avesse vinto contro il Novara alla 25ma giornata, contro la Pergolettese alla 27ma, contro l’Albinoleffe alla 30ma e contro la Triestina alla 31ma (tutte partite alla sua portata) oggi saremmo qui a discutere di “soli” otto punti di vantaggio del Lane. E di chissà quali timori per un possibile clamoroso aggancio, vista anche qualche debolezza mostrata dai biancorossi negli ultimi tempi quanto ad incisività sotto rete e determinazione nel vincere. Ecco la dovuta riconoscenza da rivolgere alla dea Eupalla che ha dato una mano importante ai biancorossi nelle gare di cui sopra, facendo lo scherzetto sia ai bresciani e ancor più ai lecchesi. Va detto però che il Lane ha fatto comunque il suo dovere nelle ultime trasferte sia contro la derelitta Virtus di cui abbiamo detto in precedenza, ma anche e soprattutto contro l’Albinoleffe di capitan Lopez e il Giana Erminio, degli ex Caferri e Stuckler, portando a casa nove punti pesanti e per nulla scontati vista la caduta del Brescia proprio a Zanica contro l’Albinoleffe pochi giorni dopo.

La “tranquilla” battaglia di Zanica

La partita esterna contro l’Albinoleffe era stata considerata insieme con quella precedente contro la Virtus Verona, una doppia “prova della verità” sulla tenuta psicofisica della squadra biancorossa. Beh!, diciamo che dopo la duplice trasferta conclusasi con pieno – pur se stringato – successo, anche le minime ombre, immaginabili in seguito a qualche passo falso del Vicenza, a dieci giornate dalla fine del campionato, sono state completamente seppellite. Contro la Virtus di Gigi Fresco, sebbene con una certa difficoltà a tradurre in gol le varie occasioni create, lo scalpo dei veronesi con relativa vendetta sportiva è stato conquistato sul campo. Quattro giorni dopo, la stessa dinamicasi è ripetuta in quel di Zanica. L’Albinoleffe, società nata nel 1998 dalla fusione di Albino e Leffe, ha creato una sua storia recente fatta anche di serie B e di buoni campionati di C, il tutto in un contesto di impianti sportivi molto belli e funzionali, rari da vedere, tanto più che parliamo di un comune sotto i diecimila abitanti. Proprio qui, come noto, ha trovato casa il mai dimenticato Gianni Lopez, capitano del Lane per antonomasia. Sabato 28 febbraio, da una parte i bergamaschi con 34 punti in classifica e dall’altra il Lane con i suoi 72. Una partita sulla carta a senso unico, ma il calcio non è logica aritmetica e così i biancorossi hanno dovuto attendere il fischio finale per portarsi a casa i tre punti. Hanno fatto gioco e creato occasioni ma non sono riusciti a chiudere la gara nel primo tempo. Poco male!

Capitan Lopez: il penalty non c’è!

La partita vede subito il Lane in avanti e, al 5′, il redivivo Pippone Costa indirizza una punizione delle sue per la testa di Leverbe che batte bene ma c’è la deviazione in angolo. Gioco senza scossoni sino al 28′, quando Parlati colpisce di testa su cross di Mandelli, ma sulla parte alta della traversa. Il Vicenza risponde con Carraro che dal limite prova la conclusione ma di poco a lato. Ancora Lane al 35′, con l’assist di Zonta per Capello che a sua volta assiste Stueckler, il quale però spreca.  Insomma un primo tempo quasi all’insegna del “vogliamoci bene”. Ad inizio ripresa primo cambio (azzeccato) con Morra per Stueckler. Al 3′ bel tiro di Vitale, in campo dall’inizio, con palla fuori di pochissimo. Due minuti dopo rigore per il Vicenza per una trattenuta di Potop su Cuomo, che cade in area. Lopez non è per nulla d’accordo e si gioca la prima card, ma l’arbitro comanda lui e conferma la decisione presa. Dal dischetto Morra manda Baldi per le erbe e segna un bel gol. Al 16′ fuori Capello e Vitale per Rauti e Pellizzari. Proprio Rauti, apparso in ottima forma, costruisce un’azione personale da applausi, evitando gli avversari in velocità  per sparare poi un secco rasoterra che Baldi respinge su Morra che manda malauguratamente alle stelle. Al 38′ c’è l’occasione d’oro per l’Albinoleffe: Mandelli serve Sali tutto solo, ma lui manda incredibilmente a lato (grazie dea Eupalla!). Due minuti dopo il Vicenza potrebbe assestare il ko: Morra si presenta davanti a Baldi, sembra fatta, ma l’estremo bergamasco respinge il tiro. Al 45′ l’ultimo brivido: ancora un colpo di testa del peperino Sali, ma Leverbe riesce a deviare in corner. Finisce 1-0 per il Vicenza la “tranquilla” battaglia di Zanica.

La carica dei trentatrè trentini…

Dopo aver vinto a Zanica i biancorossi ospitano il Trento, messo molto bene in classifica e decisamente in forma. Accompagnato da un esiguo numero di tifosi (trentatrè,,,, tanto per citare il noto scioglilingua), tornati a casa decisamente carichi ed entusiasti dopo la grande prestazione dei loro gialloblù. Ci si aspettava una grande prova del Lane tra le mura amiche del Menti soprattutto per far felici i tifosi e mostrare calcio di qualità. E invece? Invece il calcio è a suo modo imprevedibile e alla fine del primo tempo – sul risultato di 2 a 0 per il trentini – i tifosi del Lane stentano a credere ai propri occhi. La gara prende avvio con un Lane deciso a vincere la sfida contro una formazione che all’andata aveva già mostrato la sua forza, costituita per buona parte da ex-biancorossi smaniosi di fare bella figura di fronte ai propri ex tifosi (Capone, Pellegrini, Corradi: senza Dalmonte infortunato e Cappelletti  tornato all’ovile biancorosso). Vero Capone? Vero Pellegrini? Ossia gli ex del Lane che hanno messo sotto il Lane. Che inizia bene e si propone, e al 10′ arriva l’occasione per Morra che difende palla e conclude… ma sul fondo. Ci riprova qualche minuto dopo con un buon tiro che, deviato all’ultimo, finisce però sull’esterno della rete. Sempre Lane al 16′ con il tiro cross di Sandon, su cui interviene Talarico di tacco ma la palla viaggia sul fondo. Sembra sia questione di tempo per il gol vicentino e invece, al 20′, l’ex Pellegrini ci prova due volte: prima tira alto, poi debole e centrale. Al 28′ è il turno di Triacca con un destro potente, ma Gagno dice no. Il Vicenza però capitola al 31’quando Cuomo tocca la palla in area con il braccio: rigore! Dal dischetto l’altro ex, Capone, non si emoziona per nulla, anzi tira bene e porta il Trento in vantaggio. Al 34′ il lesto Pellegrini salta Cuomo, non proprio ai suoi soliti livelli, e brucia Gagno per la seconda volta. A questo punto la squadra di Fabbiani è padrona del campo e mette in costante difficoltà i biancorossi che non riescono a ribaltarla.

Avvio di ripresa da incubi notturni

gran gol di Rauti

La folla biancorossa, seppur sorpresa e incredula, spera in un gol prima della chiusura del tempo, ma niente da fare… Il secondo tempo si apre sul 2 a 0 con la speranza mai sopita che cambi tutto, che l’incubo finisca, e invece arriva il patatrac. Dopo neanche un minuto di gioco il sanguinario Pellegrini mette dentro il 3-0 su un errore di società (Benassai e Leverbe). Che fare?  Andiamo a casa? No, perché finalmente arriva la scossa del Lane che si butta a capofitto per fare gol. Ci arriva all’8’ con una grandissima rete del redivivo Nicola Rauti: entra in area, si accentra e scarica un missile terra-aria all’incrocio dei pali. La speranza riaffiora e il Lane finalmente fa il Lane! Al 15′ ci prova Zonta di testa, peccato che pur da ottima posizione la mira sia sbagliata. Fuori Morra dentro Stuckler e al 21′ il Vicenza va a rete proprio con il neoentrato che colpisce bene di testa e non sbaglia. Ora il Lane ci crede, il Menti è una bolgia. Al 31′ su traversone di Caferri è la volta di Alessio ad esibirsi in una girata al volo ma Barlocco sventa. Ancora Rauti, migliore in campo del Lane, ritenta il gol poco dopo ma l’estremo trentino devia in angolo. Al 33′ Costa e Capello in campo per Sandon e Zonta, si tenta per il tutto per tutto. Benassai colpisce di testa su calcio d’angolo di Costa ma la palla scheggia solo la traversa. Peccato.  Il Lane attacca ancora a testa bassa ma non è giornata. Termina 3-2 per i trentini che non si fanno certo pregare a festeggiare alla grande una vittoria per loro indimenticabile.

 

 

 

 

 

 

 

Dopo l’amaro trentino, il gustoso gorgonzola

Nonostante il passo falso casalingo, nessun problema psicologico ha attanagliato poi il team biancorosso. Così è stato con la partita di Gorgonzola contro il Giana Erminio, che il Lane ha fatto sua senza particolare fatica, segnando per primo e regolando poi gli avversari (cui inopinatamente si è permesso di pareggiare) con altre due reti, fissando il risultato sul 3 a 1 finale, che esprime anche il divario tecnico tra le due squadre. Come ha dichiarato Fabione Gallo a fine gara, in versione Sinner: “si è trattato di un match point da vincere”, e in effetti la partita era alla portata piena di un Lane normale. Sin dall’avvio  i biancorossi impongono gioco e ritmi. Al 15’ arriva il gol (molto bello) su azione del duo ex-gorgonzola: Caferri fa il Caferri e si invola da par suo sulla destra, quindi crossa benissimo per Stuckler che anticipa tutti e brucia l’estremo gianizzero. Il gol consolida la proprietà del Vicenza che controlla e però punge, rischiando di segnare ancora con Rauti e Cavion (se il tiro al volo dello scledense avesse inquadrato la porta sarebbe stato un eurogol, fuori di poco).

 

 

 

 

 

 

 

Pareggio inopinato e rimonta biancorossa

L’avvio di ripresa ancora una volta sorprende i tifosi biancorossi: a centrocampo c’è una spizzata di testa che pare innocua e invece consente al rapido Samele di lasciare in braghe di tela il duo Leverbe-Benassai per lanciarsi come un razzo verso Gagno. Niente da fare per il nostro portierone che viene infilato. Ma il Lane c’è e torna a premere. Arriva così il gol di Leverbe –  si fa così perdonare la fuga di Samele – che mette nel sacco il cross d’angolo di Pippo Costa. Poi è la volta della testa di Zonta a chiudere il match, su un delizioso assist del talentuoso Capello. Tre punti esterni e Brescia che invece ne regala due alla Triestina. In lontananza, ma non troppo, si intravvede il traguardo.

Lo splendido stacco di Leverbe

Luciano Zanini

 

 

 

 

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