Calcio Femminile

Gender gap nel calcio femminile

Scritto da Redazione

Gender Gap nel calcio femminile

Il gender gap nello sport è ormai da anni all’attenzione non soltanto del pubblico, che non lesina nei suoi confronti un’ironia talvolta becera, ma anche e soprattutto degli addetti ai lavori. Inutile ripetere come la differenza prestazionale tra uomini e donne nelle diverse discipline sportive dipenda sia da fattori biologici che culturali, e anzi, come nella maggior parte dei casi siano proprio questi ultimi ad avere il peso specifico maggiore.

Fattori culturali che si traducono in una sistematica e drastica diminuzione degli investimenti economici nel settore femminile, sia per quanto riguarda gli stipendi delle atlete, sia per quanto concerne le strutture sportive.

La strada percorsa dalle diverse discipline in direzione di una reale parità di genere è differente: se nel tennis, ad esempio, a partire dal 2007, tutti e quattro i grandi Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open) offrono premi identici per uomini e donne, in altri sport, come il calcio ad esempio, la disparità salariale tocca punte vertiginose.

Seria A Women

Basta osservare i dati per avere una percezione immediata e in un certo senso drammatica del problema. La Serie A femminile italiana è diventata una lega professionistica soltanto a partire dalla stagione 2022/2023 e da questo momento in poi le calciatrici possono contare su un minimo salariale di 26.664 € lordi a stagione (circa 19.000 € netti). Da questa soglia minima i guadagni medi non si discostano sensibilmente: gli stipendi di calciatrici di livello medio si attestano intorno ai 30/40.000 €: stiamo sempre parlando di cifre lorde, dunque perfettamente in linea con quelle relative allo stipendio di un qualsiasi dipendente pubblico che abbia maturato qualche scatto di anzianità o della maggior parte di impiegati e tecnici assunti nel settore privato. Insomma stiamo parlando di uno stipendio mensile che oscilla tra i 1700 e i 2100 Euro. Risulta dunque persino superfluo riportare con precisione i dati relativi alla Serie A maschile, tanto è ampio il divario (si parla di circa 2 ordini di grandezza, ovvero un fattore moltiplicativo parti a 100!).

Per le calciatrici top level il discorso non cambia, con cifre lorde che nei migliori casi, quelli riguardanti i club più strutturati, come Juve, Milan e Roma, possono raggiungere i 200.000 euro. Tuttavia stiamo parlando di un gruppo veramente ristretto: infatti le uniche tre a sfondare questa soglia sono Valentina Giacinti (Roma), Cristiana Girelli (Juventus) e Kosovare Asllani (Milan), mentre subito al di sotto, con stipendi che oscillano tra i 100.000 e i 200.000 Euro troviamo soltanto una decina di altre atlete.

Il calcio femminile nel mondo

Liga F

La situazione migliora se guardiamo all’estero, specialmente in quei paesi che hanno deciso di fare investimenti mirati per sostenere la crescita del settore femminile, non soltanto nel calcio. In Spagna la Liga F offre compensi mediamente molto più alti: le top player guadagnano cifre che possono raggiungere i 700.000 euro, come nel caso della stella del Barca, La Reina Alexia Putellas, considerata una delle migliori calciatrici della sua generazione. La due volte vincitrice del Pallone d’oro, in Spagna, è seconda soltanto alla sua compagna blaugrana, Aitana Bonmati, che si trova in testa alla classifica sfiorando il milione di euro.

Barclays Women’s Super League

In Spagna è la squadra catalana a tenere alta l’asticella, grazie alla sua politica sportiva e alle enormi possibilità economiche del club, che per trattenere i propri talenti ha optato per stipendi in linea o persino superiori a quelli della Barclays Women’s Super League. Nella massima serie inglese, infatti, la calciatrice più pagata, milita tra le file del Chelsea, ed è Sam Kerr (circa 540.000 euro), seguita a ruota da Lauren Hemp (Manchester City) e Keira Walsh (Chelsea). Tuttavia, pur non raggiungendo le vette di Putellas e Bonmati, gli stipendi medi in WSL sono superiori rispetto alla Liga F, grazie alla presenza di un maggior numero di top club.

National Women’s Soccer League

Se vogliamo trovare le calciatrici più pagate al mondo dobbiamo andare, un po’ a sorpresa, dall’altra parte dell’Atlantico, negli Stati Uniti. Qui, nella National Women’s Soccer League, militano la calciatrice più pagata al mondo, Trinity Rodman, che stacca tutte con la bellezza di 1,7 milioni di euro e la numero tre di questa speciale classifica, Sophia Wilson (852.000 Euro).

Questi sono i dati che fotografano la situazione attuale del calcio professionistico femminile, ma se vogliamo avere un’idea più precisa, dobbiamo osservare anche l’attuale dinamica: a livello globale, pur con le nette differenze tra le varie realtà nazionali, possiamo osservare una crescita sistematica degli investimenti nel calcio femminile, sia dal punto di vista retributivo, che da quello di strutture e impianti di allenamento. A questo si sono accompagnati una crescita generale del livello, una maggiore copertura televisiva e un crescente interesse da parte del pubblico, soprattutto in occasione di grandi eventi come i Mondiali o la Champions League. La speranza, nel futuro prossimo, è quella di vedere realizzata una parità reale tra calcio professionistico maschile e femminile, sia a livello retributivo, che dal punto di vista degli investimenti, con l’obiettivo fondamentale di costruire un prodotto che possa raggiungere gli standard di qualità del calcio maschile.

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