IL VENERDI’ di Luciano Zanini
VICENZA, TORNERAI A VOLARE ALTO ?
Prima di parlare di partite e classifiche, non possiamo che tornare alla festa del Menti del fatidico 13 marzo 2026, un lunedì-sera destinato a rimanere iscritto negli annali della lunghissima gloriosa storia del Lanerossi Vicenza. Sarò breve perché tanta e tale è stata la bagarre emotiva vissuta in campo e sugli spalti – per non parlare degli articoli e servizi della carta stampata, radio e tv – da far pensare che un po’ tutti i vicentini, tifosi e non, chi più chi meno, siano rimasti coinvolti nella vicenda della promozione del Lane in serie B. C’era un’attesa fortissima per questa partita contro l’Inter U23, per ovvie ragioni, facilmente intuibili. Su tutte, se il Lane avesse vinto la partita, l’aritmetica con la A maiuscola avrebbe sentenziato il salto “ufficiale” in serie B, ipotesi certamente prevedibile, anche se con il calcio di qualsiasi categoria certezze totali non possono esserci. Vuoi mettere però vincere un lunedì sera e chiudere qui, a sei giornate dalla fine, ogni “problema”, ogni ulteriore attesa? Per poi godersi le partite successive giocando tranquilli seppure impegnati a fare altri punti. La tifoseria biancorossa organizzata, del resto, ci aveva visto giusto invitando tutti allo stadio con sciarpe, bandiere e altri accessori distintivi – e i vicentini a casa all’esposizione delle bandiere biancorosse ai balconi e terrazze –, proprio per creare quel clima di festa e di spinta ai giocatori in campo che rende il Menti una piazzaforte quasi inespugnabile. Poi, la squadra dell’Inter U23 non è una formazione qualsiasi, visto il nome che porta, ma anche e soprattutto per via del mister che la guida, ossia Stefano Vecchi che – come noto – qui a Vicenza ha vissuto due grandi stagioni indimenticabili per il bel gioco espresso e i risultati ottenuti, sebbene, e pure per una buona dose di malasorte, non sia riuscito a portare il Lane in serie B. A tal proposito va sottolineata la bella dichiarazione sportiva di mister Gallo che, pur travolto dall’euforia generale di fine partita, ha dato atto al collega di panchina di aver contribuito con il suo lavoro, nel corso delle due stagioni precedenti, all’exploit del Lane targato 2025/’26, il suo. Un’altra ragione per vincere era legata al ricordo della partita dell’andata di novembre contro gli interisti a Monza, quando il Lane, pur in dieci uomini per un tempo, era riuscito a risolvere la partita proprio negli ultimi minuti, incamerando anche una determinante svolta psicologica e di autostima che l’avrebbe accompagnato nei mesi successivi: vittoria importante allora, ma da replicare lunedì sera per dimostrare la superiorità sulle giovani promesse nerazzurre. Così è stato e, come detto e ormai risaputo, alla fine di Vicenza-Inter U23, tutto è diventato frenesia liberatoria.

Una serata intensa
Al fischio finale lo stadio Menti, peraltro in ebollizione per tutta la durata della partita con i suoi dodicimila spettatori-tifosi, esplode letteralmente e le manifestazioni di giubilo, applausi scroscianti, urla di vittoria e acclamazioni si accavallano in un indistinto boato di felicità e di liberazione, tra lo sventolìo di bandiere e di sciarpe biancorosse. Lo spettacolo che si attendeva è proprio qui, l’attesa di decine e decine di migliaia di tifosi vicentini si è finalmente concretizzata già a metà marzo, a tante giornate dalla fine, segno indiscutibile della qualità di questa vittoria, una notevolissima performance che ha messo fuori gioco, in seconda fila lontana, le concorrenti più blasonate, come Brescia e Lecco, senza dimenticare il Cittadella per diversi lustri protagonista nella serie cadetta. Ecco allora, spontanea e inarrestabile, la corsa dei giocatori biancorossi verso i propri tifosi, quasi a volerli abbracciare uno per uno, e questi a loro volta ad essere abbracciati dai propri beniamini. E poi mister Gallo, che finalmente si sbraca come un qualsiasi tifoso biancorosso, circondato dai suoi giocatori festanti, con in testa il capitano Pippone Costa il quale, in piena overdose adrenalinica, si mette a dirigere i cori della Sud con tanto di megafono. E ancora il patron Renzo Rosso, finalmente ebbro di gioia insieme col figlio presidente Stefano, il direttore Werner Seeber e via via tutti gli altri componenti dello staff vicentino. Una serata indimenticabile per chi c’era, carica di emozioni che hanno coinvolto anche il sottoscritto che, quanto a giornate epiche del Lane, non se la passa male avendo assistito alle imprese calcistiche di Paolino Rossi e compagni, del Vicenza targato Guidolin e altre. Adesso, raggiunto il traguardo della B, rimangono tempi ragionevoli per programmare un futuro importante per il Lane, così da poter dare gioia ai tantissimi tifosi, soprattutto i giovani, che hanno dimostrato a sufficienza pazienza e amore per la propria squadra del cuore. E che attendono di vedere il Lane tornare a volare in alto… Ma volerà come ai tempi d’oro della serie A?

Partita vera fino alla fine
Riprendiamo il discorso sul calcio giocato ribadendo un concetto di fondo: in questa serie C, composta in buona parte da squadre dal modesto blasone, non sono mai mancate però la grinta e la determinazione da parte loro quando hanno affrontato il Lanerossi Vicenza, capolista sì ma anche squadra dal grandissimo blasone (15ma squadra italiana del Novecento nell’elenco stilato dalla più importante agenzia internazionale specializzata nelle statistiche calcistiche). Così anche nella partita contro l’Inter U 23, perché ovviamente anche i giovani talenti lombardi hanno una voglia matta di fare lo sgambetto ai più titolati avversari, e magari rimandare la festa promozione. Tutto giusto e tutto legittimo: è la regola dello sport. Il Vicenza ovviamente ha altro in testa e parte in tromba sulle ali dell’entusiasmo generale, puntando a chiudere la gara il prima possibile. All’8′ ci prova il baby Pellizzari con un tiro rasoterra dalla destra ma l’estremo Calligaris è vigile e allontana la minaccia. Poco dopo c’è la solita punizione di Capitan Costa, che mette in fibrillazione la retroguardia milanese: il pallone sbuffa in area avversaria per qualche secondo in attesa di essere colpito, ma ci arriva prima la difesa ospite. Al 15′ si fa vedere anche Caferri ma il suo tiro viene deviato in corner. Il gol comunque è nell’aria e arriva al 31’, grazie alla prodezza del talentuoso Capello – un misto di esperienza e di furbizia calcistica – che sul cross di Caferri dalla destra pare attendere sornione l’errore di Calligaris, che appunto esce a vuoto, per poi giustiziarlo malignamente con un colpo di testa irridente. E’ il gol che profuma di serie B e lo stadio impazzisce. Ancora Lane al 40′ con il tentativo di Carraro dalla distanza ma palla a perdere sul fondo.

Stukler e Capello ?
Stuckler a quota 11
Inizia la ripresa e, solo dopo quattro minuti, si assiste al contatto tra Alexiou e Stueckler che parrebbe da rigore, tanto che mister Gallo si gioca il Fvs, ma per l’arbitro non c’è il fallo sul nostro bomber. Stuckler non ci sta, vuole fare gol e si vede: al 9’ finalmente lo trova sul cross di Zonta che gli permette di staccare su tutti e battere di testa gonfiando la rete. Al 17′ fuori Stuckler e Capello, per Rauti e Alessio. La gara parrebbe in discesa sul 2 a 0 e invece eccoci ancora una volta al classico colpo basso: cross dalla destra di Kamate, nessuno dei nostri interviene, e così il pallone beffardo frega anche Gagno finendo paciosamente in rete. Ahi! Vuoi vedere che l’Intergiovane ci fa lo scherzetto? In effetti, dopo il 2 a 0 i ragazzini in nero e azzurro – con dentro comunque anche tre marpioni del calibro di La Gumina, Prestia e Fiordilino – prendono campo e provano a fare male al Lane. Al 32′ proprio La Gumina, che sente il momento favorevole, ci prova dalla lunga distanza ma non centra lo specchio della porta biancorossa. Al 37′ abbandonano il campo Costa e Cuomo per fare posto a Tribuzzi e Cappelletti. L’Inter insiste e il Lane abbozza: sul tiro dai quaranta metri di Topalovic la palla è alta. Gli risponde Rauti, pure lui alto oltre la traversa. Dopo sei lunghi minuti di recupero l’arbitro manda tutti negli spogliatoi e stappa la festa biancorossa.

Prima partita post festeggiamenti ok!
Detto così sembra una vittoria normale quella del Lane allo stadio Meda di Renate, terra di Brianza, dove ha battuto per 3 a 1 la squadra locale. Era la prima partita da giocare dopo i festeggiamenti della promozione con annessi e connessi. Avendo in mente vari flash back calcistici per cui quando una squadra di calcio (di qualsiasi serie e paese, di club o nazionale) raggiunge un risultato molto importante e a suo modo storico, con il relativo trionfo tende poi quasi a sgonfiarsi, a perdere in grinta e fame di vittoria. Ero insomma un po’ scettico su una possibile vittoria sonante del Vicenza contro una formazione in palla e reduce da cinque successi consecutivi, e in corsa per ottenere il migliore piazzamento possibile in vista dei play off. E invece? Invece è andata diversamente e questo gioca a favore dei biancorossi e del loro incontentabile Gallo. A proposito del Gallo mi ha colpito il recentissimo esonero del suo bravo collega Andreoletti che di questi tempi un anno fa con il Padova vedeva vicino il traguardo della serie B: ora invece, dopo un buon girone d’andata, i cugini hanno buscato una serie dolorosa di sconfitte e sono a soli tre punti dai play out. Via Andreoletti, il calcio è anche spietato. Ma torniamo a noi, all’ultima partita, che poteva essere interpretata in maniera sparagnina. Oddio, nei primi venti minuti per la verità, le cose paiono appunto caratterizzate alla maniera dei flash back di cui sopra con il Lane riflessivo – forse troppo – e il (la) Renate garibaldino. Tanto è vero che al 13’ i nerazzurri locali trafiggono Gagno, peraltro incolpevole, a seguito di una bella dormitina della difesa che non riesce a bloccare De Zen involatosi sulla fascia destra. Da qui, nei pressi della linea di fondo, il suddetto De Zen (vicentino) riesce a tracciare uno strano assist a mezz’altezza per il compagno Karlsson, il quale scherza Talarico che invece di fermarlo lo accompagna praticamente davanti a Gagno. Impossibile sbagliare da lì. Il Lane accusa il colpo e risponde solo con un paio di galoppate sulla destra con cross al centro dove Alessio spreca per due volte consecutive. La gara va avanti così senza sussulti sino alla fine del primo tempo.

Zonta & Stuckler affondano Renate
Le premesse, visto il primo tempo, non sono delle migliori, ma le cose cambiano subito per il Lane. Sarà stato il discorsetto di Fabione Gallo negli spogliatoi oppure la ritrovata consapevolezza di essere squadra da serie B, fatto sta che i biancorossi si muovono con altro brio e determinazione. Già al 5’ della ripresa Loris Zonta decide di diventare protagonista assoluto in Brianza: ricevuta la sfera al limite dell’area avversaria, si muove con destrezza tra i difensori, lasciandoli basiti quando d’improvviso sferra un tiro rasoterra, secco, preciso che si infila nell’angolo sinistro bruciando il portiere renatino.

Il gol è un toccasana perché rimette in circolo il dna del Lane: ora gioca da par suo, domina il campo e costruisce varie occasioni da gol. Che arriva circa un quarto d’ora dopo e sempre per mano (piede) del redivivo Zonta, formato bomber. Sulla sinistra Talarico decide di meritarsi la sufficienza dopo l’errore sul gol di Carlsson e fa una gran bella cosa. Giunto quasi a fondo campo sulla fascia sinistra, anziché crossare come prevedibile al centro, intuisce o vede alcuni compagni liberi in posizione più arretrata e gli indirizza il pallone. Il più lesto è ancora lui, Zonta, che tocca benissimo in gol lasciando di stucco difensore e portiere. Il Vicenza in vantaggio infierisce sui renatini che nulla possono contro lo strapotere dei biancorossi. E arriva anche il gol-perla della giornata ad una manciata di minuti dal termine. Costruito dai neo-entrati Federico Tonin al suo debutto in campionato e David Stuckler. Il primo si lancia in avanti, poi tocca rapido a Stuckler che si invola verso la porta, esegue un doppio passo che spiazza i difensori e poi spara in porta a botta sicura. Grande gol, da vero bomber. Grande Vicenza nel secondo tempo, alla faccia dei flash back. E adesso sotto con il Brescia che all’andata mi aveva impressionato favorevolmente, ma che poi si è perso per strada.
Luciano Zanini
Questo articolo è stato letto 34 volte.


