4 partite per riscrivere una stagione. La Nova Gens arriva al momento decisivo del campionato con la necessità di cambiare marcia: penultima nel girone D di Prima Categoria con 22 punti, domenica sfiderà nello scontro diretto il Rivereel Sossano, avanti di 3 lunghezze. Una sfida che pesa come un macigno: una sconfitta complicherebbe in maniera quasi definitiva la corsa salvezza, mentre una vittoria riaprirebbe concretamente la porta dei playout.
Nonostante la classifica complicata, in casa Nova Gens si respira un clima di relativa serenità. A sottolinearlo è il direttore sportivo Perseghin, che invita l’ambiente a non farsi travolgere dalla pressione: «Siamo sereni. In generale proprio come filosofia siamo per la serenità. Non cambia nulla Rivereel o altre squadre. La suggestione è ritrovare in campo degli amici che fa piacere. Poi per il resto non bisogna cadere in esasperazioni inutili».

Perseghin e Perini
«Abbiamo un gruppo fantastico – sottolinea Perseghin – quello che cerchiamo di fare è semplicemente mettere i ragazzi nelle condizioni migliori. È uno sport, bisogna divertirsi. A nostro modo di vedere quando ci sono queste zone di classifica solo il gruppo può fare la differenza».
I segnali, nelle ultime settimane, sono stati incoraggianti. Al netto della sconfitta contro la capolista, la Nova Gens ha raccolto una vittoria e due pareggi, dimostrando di essere ancora viva. Resta però il rammarico per una stagione al di sotto delle aspettative, come evidenzia lo stesso direttore sportivo: «In generale noi abbiamo fatto un campionato sotto le aspettative. Un po’ per gli infortuni e un po’ siamo a credito con la fortuna quest’anno. Basta vedere quanti pareggi abbiamo, e spesso arrivati nel finale».
Ora, però, non è più tempo di recriminare. Servirà uno sforzo ulteriore per provare a raggiungere almeno l’obiettivo minimo dei playout.

Guardando indietro, le difficoltà non sono mancate e trovare una sola spiegazione non è semplice: «Ci pensiamo spesso e abbiamo mille scuse e mille alibi. Ci siamo messi tutti d’accordo di pensare che sia colpa di Lorenzo Basso e del suo infortunio. Usiamo questa scusa, dai, così è più semplice» – aggiunge con un sorriso.
Infine, uno sguardo al campionato e alle realtà dell’area berica, dove il girone ha evidenziato un trend ben preciso: «Sicuramente c’è da fare i complimenti ai ragazzi della SPES per la partenza ed il percorso. Il girone parla chiaro: le squadre più giovani sono davanti, le più esperte sono dietro. Noi siamo un bel mix e a dicembre sono arrivati ottimi giovani. Speriamo si rivelino l’asso nella manica”. Adesso, però, contano solo i novanta minuti di domenica». Per la Nova Gens è davvero l’ora della verità: vincere per continuare a sperare, con la forza di un gruppo unito e sereno, che ci crede.

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