IL VENERDI’ di Luciano Zanini
ANDREA PALLADIO E’ BIANCOROSSO ?
Andrea di Pietro della Gondola: chi era costui? Magari non tutti sanno rispondere alla domanda secca, semplicemente perché il nostro grandissimo personaggio è universalmente conosciuto con lo pseudonimo di Andrea Palladio, il sommo architetto che ha inciso in maniera profonda e per sempre sulla storia di Vicenza e provincia, con i suoi grandiosi progetti di ville, chiese e palazzi. Proprio nel cuore di Vicenza, in Piazza dei Signori, splendono nella loro inimitabile bellezza e grandiosità la Basilica Palladiana e il Palazzo del Capitaniato, due delle tantissime opere del Palladio. E allora? Cosa c’entra questo con il Lanerossi Vicenza? C’entra eccome, perché proprio in un contesto architettonico del genere, invidiatoci da tutto il mondo, si è svolta la festa in onore della squadra biancorossa, con la partecipazione di migliaia e migliaia di tifosi che hanno stipato la piazza richiamando con i loro canti e urla – io penso – anche il grande architetto. Nessuno l’ha visto ma forse era presente. Magari contento che la sua gente si ritrovasse in quel luogo, a lui molto caro, per festeggiare un evento sportivo e popolare in grado di calamitare – oggi come nei trascorsi decenni del Novecento – la passione, il tifo e l’identità vicentina, tutto espresso nel duplex di colori bianco e rosso. Certo, Basilica e Palazzo hanno assistito nel corso di cinque secoli manifestazioni ed eventi di ben altra specie, ma questa volta è andata così forse con la benedizione di Andrea Palladio, nato a Padova ma innamorato di Vicenza come lo sono i vicentini che portano nella testa e nel cuore la propria squadra, sia nei momenti del trionfo che in quelli meno favorevoli. E così deve essere, perché il tifo e la passione sportiva per il “vecchio” Vicenza, non cambiano e non muoiono mai. Sia serie C, B o serie A! Come si è visto anche quest’anno al Menti e, appunto, in Piazza dei Signori.

L’onore delle armi al Brescia
Festeggiamenti a parte, sparati ad alzo zero da tv, stampa, social etc. etc., torniamo a parlare di calcio giocato. E volentieri, perché Vicenza vs Brescia – che ha visto ufficializzare la vittoria del campionato del Lane, con relativa solenne e applauditissima consegna della coppa alla squadra tra le mura del Romeo Menti – è stata a mio avviso una bella partita. Lane e Brescia hanno dato vita ad uno spettacolo piacevole: entrambe portano un grande blasone e hanno dimostrato di essere le migliori del girone, sciorinando gioco arioso e belle trame, con diverse occasioni da gol, un rigore sbagliato da Carraro, e il risultato in bilico sino alla fine del tempo supplementare. Il Brescia che avevo visto all’andata mi aveva fatto un’ottima impressione, tanto da sbilanciarmi nello scrivere che la vera unica concorrente del Lane nella corsa al primato era appunto la formazione bresciana. Come mai ha subìto un distacco di oltre venti punti in classifica dal Lane? Perdendo, come sottolineato nei precedenti “Venerdì”, la possibilità di aggancio ai biancorossi proprio nelle partite in cui i biancorossi avevano perso il passo usuale, perdendo due volte a breve distanza una dall’altra e pareggiando in casa. Va riconosciuto a Eugenio Corini – allenatore con trascorsi in serie A – che il Brescia ha lamentato alcuni infortuni pesanti, riferiti ad alcune pedine fondamentali, per diverso tempo e difficilmente sostituibili dalle riserve in panchina. Ecco, questa potrebbe essere stata una buona ragione, mentre il Lane da parte sua ha utilizzato al meglio una rosa più ampia, forte e omogenea. I vari biancorossi hanno giocato a turno, sia in avanti che a centrocampo e difesa più o meno dello stesso livello, un aspetto determinante accanto ad altri, tra cui la forte presenza dei tifosi in casa e fuori.

Ahi Carraro, stoppato da sé stesso
Vicenza-Brescia incoccia una giornata meteorologicamente perfetta, con il tifo biancorosso alle stelle e circa cinquecento ospiti lombardi. La gara si accende subito e dopo solo un minuto David Stuckler si crea una grandissima occasione da gol: spara in porta, ne esce un tiro forte e teso che però finisce alto. Peccato perché poteva essere la sua 13ma rete e in grado di indirizzare al meglio la gara. Al 6′ ancora Lane con la conclusione di Beppe Cuomo che però esce sul fondo. Al 15′ ecco il Brescia con uno dei suoi uomini migliori, Cisco, ad un passo dal gol, ma una provvidenziale deviazione caccia la palla in corner. Ancora la squadra di Corini poco dopo, con il colpo di testa di Sorensen fuori misura, e poi al 24′ Balestrero sbaglia la mira e manda la sfera sul fondo. Sul rovesciamento ci riprova Stuckler di testa ma non è giornata per lui che, però, al 37′ viene messo giù in area. Dopo la revisione richiesta da mister Gallo, l’arbitro assegna l’evidente rigore ai biancorossi: sul dischetto si presenta un titubante Carraro che batte male, consentendo a Gori di respingere la sfera che torna a Carraro, il quale però si impappina, facendosi colpevolmente soffiare il pallone dai difensori avversari. Per la legge del calcio, seppure non scritta, arriva la botta dell’Union Brescia: Lamesta crossa in area dove un lestissimo Crespi devia in rete. Il Menti è ammutolito, ma mister Gallo non demorde e inizia il balletto dei cambi con Rauti in luogo di Capello. Il Lane comunque non ci sta e reagisce, prima con una bella conclusione di Rada fuori misura, e subito dopo, al 49’, ancora con Armand Rada che trova il gol del pari con un bel tiro da biliardo, riportando la partita in equilibrio. Inizia la ripresa ma si percepisce che un pareggio potrebbe accontentare le due squadre. Ci sono alcune azioni iniziali che paiono convinte: tiro di Cisco fuori bersaglio, Stueckler di testa fuori, Rauti che spara la palla sul fondo. Siamo solo al 15’ della ripresa ma il ritmo decresce a riprova che il pareggio non dispiace. Non ci sono più grandi emozioni come calcio giocato, però arrivano quelle indimenticabili del Menti in festa.

Doppia caduta nel lago di Lecco…
Se ci fosse stato bisogno di un’ulteriore prova per indicare – ormai al termine del campionato – la terza forza del girone, questa prova è scaturita papale papale proprio dall’ultima partita giocata dal Lane in riva al lago di Lecco. Dove appunto il Lane è scivolato in malo modo, riuscendo in sol colpo a perdere l’imbattibilità esterna (che peccato!) e due leader come Fabio Gallo e Pippone Costa espulsi dal campo seppur per ragioni diverse. Ovviamente nessun processo da istruire contro i biancorossi perché dopo il trionfo calcistico – peraltro strombazzato alla grandissima con tanto di pullman scoperto e tifosi a mille – vissuto in Piazza dei Signori e dintorni era umano, fisiologico, direi prevedibile un allentamento della tensione. Che – e va detto ad onore della squadra – è stato evidente nella ripresa piuttosto che nel primo tempo. Un primo tempo giocato dal Vicenza con un certo brio, tanto che proprio l’avvio biancorosso aveva fatto sperare in un ennesimo non dico successo, ma in una buona prova, magari un pareggio, questo sì. E pensare che appunto nei primi 45’ minuti il Lane crea buone occasioni da gol, con il solito Stueckler che si fa vedere per potenza, velocità, capacità di attirare il passaggio giusto dei compagni. Ma anche per sprecare tre ottime palle gol nel giro di pochi minuti, e questo è troppo anche per uno giovane come lui. Peccato non sia ancora cinico come dovrebbe, ma come diventerà col tempo perché la stoffa di bomber non gli manca di certo. Vedi appunto già al 6’ quando il suddetto zompa in area da destra, su assist di Rada, spara deciso in porta, ma becca in pieno la traversa. Il buon Capello, che in queste occasioni sa farsi vedere e sentire, ribatte prontamente in rete ma la sfera viene abbrancata dall’estremo lecchese prima di superare in toto la linea di porta. La panchina del Lane vede diversamente, ossia il gol, ma l’arbitro dice no!

Brutte espulsioni di Gallo e Costa…
Passano solo due minuti dal fattaccio e il Lecco risponde al Lane con altra moneta. L’intraprendente Sypos si muove in avanti, vede Urso in posizione di lancio e gli serve una gran palla. Questi parte in tromba, vanamente inseguito da Costa che non riesce a fermarlo nè ad ostacolarlo, e si presenta davanti a Gagno in uscita: lo dribbla senza remissione e caccia la sfera in rete a porta vuota. Gran gol non c’è che dire!

Al 13′ ecco invece il primo fattaccio della gara quando Fabione Gallo, forse in fibrillazione per il gol mancato del Lane, oppure per quello preso maldestramente, inscena una vivace protesta che gli attira i fulmini dell’arbitro e tanto di cartellino rosso. Al 18′ si ripete la vicenda-Stuckler che scatta bene, vince un contrasto con l’avversario e calcia prontamente in porta, ma Furlan vigila e respinge. Di nuovo Stueckler contro Furlan cinque minuti dopo, con il lecchese che riesce bravamente a sventare il tiro del bomber biancorosso. Al 39′ il Lecco costruisce una grande occasione da gol con Duca, ma un super Gagno gli dice no! La ripresa inizia con la speranza di pareggiare, invece dopo solo tre minuti i lecchesi raddoppiano: da fuori area parte Konatè in velocissimo contropiede, nessuno riesce a fermarlo. Né Cuomo, né Rada, che in pratica accompagnano il bomber nero per cinquanta metri fino a che lui non fa secco Gagno per il 2-0. Al 6′ ancora Stuckler calcia sul cross di Tribuzzi ma spedisce fuori, mentre all’11’ l’estremo biancorosso fa gli straordinari riuscendo a chiudere Sypos all’ultimo istante. La gara è in mano lecchese, mentre il Lane non pare più in grado di recuperare. La frustrazione evidente dei biancorossi si materializza così al 33′, quando Costa si rende protagonista di un brutto fallaccio a centrocampo, scalciando da dietro Pellegrino, reo solo di averlo saltato. Sacrosanto il cartellino rosso esibito al capitano del Lane protagonista del brutto episodio. La partita finisce con la meritata vittoria del Lecco, che ci può stare, le due espulsioni meno…
Luciano Zanini
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