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Scarpe attaccate al chiodo: Riccardo Beggiato

Scritto da Federico Formisano

La galleria dei giocatori che smettono ( a meno di nostalgie e di ritorni spesso frequenti) inizia con un giocatore dal grande talento: Riccardo Beggiato

Riccardo Beggiato del Due Monti ha giocato domenica la sua ultima partita. Ultima perché domenica 28 avrà un impegno familiare non rinviabile e quindi salterà l’ultima possibile uscita di questa stagione. Beggiato ha trascorsi importanti, dopo essere cresciuto nelle giovanili dell’Altair è passato successivamente nei vivai del Cittadella e del Milan.
“Negli allievi nazionali del Milan- ricorda  Beggiato –  giocavo con Borriello, Antonini, Donadel, Foggia, Iori, Torri, Eder Baù, e compagnia, quasi tutti giocatori che hanno fatto i professionisti”. Nel 2000/01 è nel Cittadella. Successivamente ha giocato con  il Torri, e nel 2003/04 passa all’Eurocalcio dove rimane per tre stagioni. “Allenatore era Artuso  di Romano– ricorda Riccardo – e sono stati anni fantastici ricchi di soddisfazioni. Giocavo assieme con Lorenzo Meneghini  che il professionista non l’ha fatto per uno di quei strani misteri del calcio. Per classe e mentalità dava punti a molti”
Successivamente passa al  Lonigo, alla Marosticense,  ad Arzignano, allo Schio, al Longare, al Nove, all’Atletico Vi Est, al Quinto, al Bertesinella, alle Alte, al Due Monti con cui ha disputato le ultime due stagioni. In sostanza ha percorso tanti chilometri in quasi vent’anni di onorata carriera.

Riccardo Beggiato con la maglia del Nove

Ma come mai questa decisione?La voglia di chiudere ancora in condizione di esprimermi su discreti livelli. Lo scorso anno ho giocato poco per infortuni , mentre questa stagione sono riuscito ad esprimermi con più continuità e a buoni livelli. Mi sembra giusto a 37 anni chiudere ancora da protagonista. Non hanno influito problemi familiari: devo ringraziare la mia compagna Marica che mi ha sempre seguito ed incoraggiato e un anno fa mi ha dato una bellissima figlia.  Lei non mi ha mai chiesto di smettere

Nella tua lunga carriera hai avuto molti allenatori e anche qualcuno di importante; c’è qualcuno a cui sei rimasto particolarmente affezionato o che è stato più utile nel tuo processo di crescita?  “in questo momento vorrei ricordare soprattutto mio padre Graziano che soprattutto all’inizio della carriera mi è stato molto vicino. Lui aveva giocato a calcio e non ha mai mancato di trasmettermi ottimi consigli. E’ mancato troppo presto, 14 anni orsono ed è ancora un grande rimpianto per me non averlo avuto al mio fianco. Come allenatori non vorrei menzionarne nessuno per non fare torti. Ho avuto esperienze positive e  negative ma ognuno di loro, comunque, mi ha trasmesso qualcosa di importante.

A fine agosto tornando su un campo di calcio non pensi che possa prenderti la nostalgia per il profumo dell’erba e la voglia di giocare ancora ? Ma in realtà il distacco non sarà netto. Al giovedì quando i ragazzi fanno l’allenamento e poi mangiamo assieme ci ritroveremo ancora e sappiamo già che ricostituiremo con, con il ds Raffaello e con Andrea Tagliapietra, un team dirigenziale che porterà avanti le politiche di mercato della società, formato da ex giocatori in grado di affiancare e sostenere il presidente Gaspari,  anche lui ex giocatore. In effetti io non penso di svolgere le funzioni di allenatore, ma penso più ad una carriera da direttore sportivo. Mi ha sempre attratto l’idea di comporre una squadra, scegliendo i giocatori giusti da mettere a disposizione del tecnico.”

A proposito di direzione tecnica della squadra,  rimarrà al Due Monti anche Federico Zordan che è stato protagonista con la squadra di un bellissimo girone di ritorno?  “ Non si è ancora parlato di questo ma posso dirti che Federico resterebbe volentieri con il suo secondo Cogno per continuare l’ottimo lavoro svolto, e anch’io e i giocatori saremmo ben felici di poter proseguire con lui.”

 

 

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Federico Formisano