Coppa Veneto Promozione

È sfida di scacchi senza scossoni tra Marosticense e Caldogno. Giallorossi premiati ai tiri di rigore

Scritto da Marco Marra

Si qualifica agli ottavi di coppa il Caldogno, decisiva la lotteria dei tiri dal dischetto. Sul neutro di Rossano Veneto, infatti, rossoneri e giallorossi faticano a pungere. Questi ultimi più vivi ma fermi al palo di Todaro e ai tentativi di Sandonà. Nardon poi protagonista con un rigore parato a Salif Nonni, valevole per la qualificazione.

MAROSTICENSE – CALDOGNO 0-0 (4-5 d.c.r.)

(Primo tempo 0-0)

MAROSTICENSE (3-5-2): Zanchetta; Lunardon, Bernardi, Palermo; Lobbia, Minato, Signori (57’ Contro), Russo, Pontarollo (80’ Covolo); Salif Nonni, Parise (68’ Nascinguerra)   All. Glerean

CALDOGNO (4-1-4-1): Nardon; Filotto, Mietto, Bonaguro, Todaro; Zanotto; Savio (74’ Benvegnù), Pogietta (70’ Bertollo), Sandonà, Bergo; Camparmò (74’ Battaglin)   All. Zuccon

MARCATORI: Nessun marcatore

AMMONITI: 67’ Lunardon (M), 88’ Filotto (C)

Allo stadio comunale di Rossano Veneto saranno Marosticense e Caldogno a contendersi l’accesso agli ottavi di finale di coppa regionale di Promozione. Due formazioni militanti nel Girone B di categoria, due formazioni giunte entrambe al secondo posto del proprio raggruppamento di coppa (rispettivamente alle spalle di Eurocassola e Unione La Rocca Altavilla) ed entrambe con 6 punti totalizzati. Due squadre che, da calendario, si sfideranno in campionato il prossimo 7 novembre al Virgilio Maroso, ma intanto ci concedono un antipasto con la sfida di stasera. Marosticense timonata dall’ormai indissolubile Ezio Glerean ed in grado di presentarsi con undici reti messe a segno e quattro vittorie in altrettante uscite in campionato. Caldogno rivoluzionato nel nome, non nelle solide radici dell’ormai ex Calidonense: sempre presenti i capisaldi quali Nardon, Filotto, Mietto, Bergo, Sandonà, Savio e via dicendo.

Buona cornice di pubblico nonostante distanza da casa e temperature autunnali piuttosto rigide. D’altronde per il calcio si fa di tutto! Completo bianco per la Marosticense, nero per il Caldogno. Dirige l’incontro Francesco Dogliani di Conegliano.

LA CRONACA

La trama del match pare inequivocabile sin dalle prime battute: si andrà incontro ad una sfida di scacchi nella quale servirà un po’ di inventiva per scardinare gli equilibri. Vige la prudenza, Marosticense propensa ad alternare fasi di fraseggio per vie centrali ad altre di attesa e ripartenza, puntando forte sui tre giocatori in mediana con cui dar brio alla propria manovra. Dal canto proprio i giocatori del Caldogno paiono giostrare con maggior continuità la sfera, concentrando la propria manovra specialmente sulle laterali. Giallorossi, d’altronde, con due giocatori per corsia, Marosticense invece con singoli esterni a tutta fascia e dunque in inferiorità quantomeno numerica su quella zona di campo. Nessuna occasione in ben venti minuti, Caldogno poi pericoloso per ben due volte nella medesima azione: 21’, Sandonà su punizione testa i riflessi di Zanchetta e sul prosieguo dell’azione Todaro riceve al limite e coglie il palo con una bordata.

Il momento pare favorevole agli uomini di Zuccon, per lo meno sul piano delle occasioni. Al 23’ Zanchetta rischia grosso sul pressing di Bergo, rimpallo e palla alta di poco. Momento di forcing di un Caldogno vivace, ma poco produttivo per vie centrali: il folto centrocampo eretto da Glerean giunge spesso a formare veri e propri “rombi” attorno ai mediani avversari, specie durante l’impostazione dai bassifondi, impedendo dunque al Caldogno di accentrare il gioco. Un’ipotetica heat-map del raggio d’azione giallorosso nel primo tempo renderebbe l’idea. Marosticense viva per la prima volta alla mezz’ora, ma la palombella tentata da Russo viene deviata in corner da Nardon. Al 37’ è Camparmò a tentare di colpire al volo la sua ex squadra, ma mette alto da buona posizione. Reti bianche e pochi squilli all’intervallo, tutto rinviato alla ripresa.

Marosticense solida ma poco presente dalle parti di Nardon nella prima frazione di gioco. Si tenta dunque di invertire la tendenza in avvio di ripresa, anche grazie ai cambi. La velocità di Lobbia semina il panico nella retroguardia avversaria, ma Bonaguro sbroglia la minaccia con un intervento in scivolata dalla valenza di un gol; dopodiché tenta anche il colpo da fuori Daniele Contro, subentrato: fuori misura la battuta dell’ex capitano dell’Azzurra Sandrigo. A venti dal novantesimo tenta di arrampicarsi in cielo Camparmò ma mette alto di poco, Marosticense invece pericolosa con un altro ingresso dalla panchina: Simone Covolo, infatti, si incunea in area per poi tergiversare troppo e calciare di fatto addosso a Nardon. Infine, una doppia chance agli sgoccioli per Andrea Sandonà: prima Zanchetta gli sbarra la strada, poi pecca di precisione in area dopo l’ottima sponda di Battaglin. Nulla di fatto, dunque: si va ai calci di rigore!

Sequenza conclusiva bagnata inizialmente da realizzazioni serafiche: Contro e Covolo per la Marosticense, Benvegnù e Bergo per il Caldogno. Al terzo tentativo, però, Andrea Nardon ipnotizza Salif Nonni e, grazie alla successiva trasformazione di Battaglin, il Caldogno si porta in vantaggio. Inutili le reti di Lunardon e Minato, Caldogno a segno anche con Sandonà e Filotto, cinque rigori segnati su cinque e qualificazione ottenuta. Premiata dunque la compagine probabilmente più viva nel corso dei novanta minuti, nonostante l’equilibrio si sia rivelato inscalfibile a tutti gli effetti. Un solo errore dal dischetto funge da spartiacque tra paradiso e inferno, il calcio d’altronde è anche questo. Il Caldogno, dunque, prosegue il cammino in coppa, tornerà in campo il prossimo 31 ottobre. Per la Marosticense persistono i rimpianti, gli uomini di Glerean ora ripartiranno domenica dal campionato per prolungare il proprio momento roseo.

Marco Marra

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