Armando Frigo era nato negli Stati Uniti in Indiana, da emigrati italiani e all’età di 8 anni, seguì i suoi genitori Giovanni Frigo e Angelica Costa nel ritorno in patria. “All’inizio non sapeva parlare bene l’italiano – ha raccontato la nipote Donata – ma riuscì a superare le diffidenze e gli ostacoli grazie alla passione per il Calcio.” Crebbe nelle giovanili del Vicenza assieme ad una nidiata di giocatori destinati a calcare i campi della massima serie. In particolare sviluppò una grande amicizia con Romeo Menti (che era di due anni più giovane) Con il Vicenza disputò 5 campionati e come scrive Sergio Vignoni nel suo Almanacco furono 92 le partite disputate con 36 reti con il debutto in B il 28 aprile 1935 nella gara Vicenza-Cremonese (1-0). Nell’estate del 1939 passò alla Fiorentina insieme ai compagni di squadra Gino Pasin ed Edmondo Bonansea. Nell’estate del 1942 Frigo venne ceduto allo Spezia, militante in Serie B, giocando 6 gare senza siglare alcuna rete.
Di questo e di tante altre cose interessanti sulla figura di questo ex giocatore si è parlato ieri a casa Vicenza allo Stadio Menti alla presenza di molte autorità e della stampa. C’era il direttore generale del Vicenza Werner Seeber con il responsabile del settore giovanile Michele Nicolin che ha introdotto e presentato l’iniziativa di Figurine for ever.

Foto di Federico Formisano
C’erano i rappresentanti della Federazione con Giuseppe Ruzza, presidente del Crv, Ilaria Bazzerla, consigliere federale, vicepresidente del Comitato Regionale Veneto e responsabile regionale dell’Area Sociale, il consigliere regionale Gilberto Cecchetto e il delegato di Vicenza Francesco Rizzato. Presenti anche i giocatori della Primavera e dell’Under 17 del Vicenza calcio
La nipote ha raccontato che tornando in treno da una trasferta parlò con un reduce che aveva perso una gamba e che disse ad Armando che era stato fortunato essendo un giocatore di calcio a schivare la precettazione. “Quella notte Armando non dormì– ha raccontato Donata- e al mattino decise di arruolarsi; essendo nato negli Stati Uniti aveva assorbito un grande attaccamento ai valori della bandiera e della patria e decise che avrebbe dovuto fare anche lui la sua parte ”
Nominato ufficiale fu mandato in Dalmazia nella Provincia di Cattaro. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, ad Armando e ad altri 3 ufficiali (un padovano e due siciliani) con un drappello di 40 soldati venne ordinato di difendere un punto di passaggio dei nostri Alpini in ritirata. Il 9 ottobre 1943 si arresero alle truppe della Wehrmacht per la mancanza di munizioni e viveri. Il giorno successivo i quattro ufficiali presenti che si erano rifiutati di togliere le mostrine nonostante le richieste dei propri uomini, furono sommariamente processati e fucilati. ” Nelle tasche del fratello di mio padre vennero trovati successivamente la tessera della Fiorentina, un immagine della Madonna di Monte Berico ed un documento di identità ”
Ma il senso più vero di questa iniziativa è stato il messaggio trasmesso ai giovani giocatori biancorossi, dai presenti che hanno sottolineato come il calcio possa trasmettere messaggi di solidarietà e di memoria importanti. Lo ha ricordato Giuseppe Ruzza citando il presidente della Lega Dilettanti Giancarlo Abete che ama spesso ripetere “i Dilettanti hanno la funzione di coniugare la componente agonistica con l’attività sociale che garantisce il calcio” e Ilaria Bazzerla che ha parlato dell’attività rieducativa che il giudice sportivo somministra ai giocatori colpevoli di fatti gravi al posto della punizione sportiva. Lo ha ricordato la giornalista Anna Belloni che ha raccontato la storia di Frigo in un libro.
Lo hanno ricordato Seeber nel suo intervento di chiusura. Infine lo ha richiamato Emiliano Nanni, presidente dell’Associazione Figurine Forever, che ha spiegato il senso più vero dell’iniziativa che è quello di sostenere la memoria storica e la promozione sociale anche attraverso la raccolta fondi a fine benefici (https://figurineforever.com/)

Nanni si è anche stupito di come si fosse partiti da un limitato numero di protagonisti (Castellani, Neri, Weisz) e come poi le informazioni raccolte abbiano acconsentito di dilatare il numero degli sportivi coinvolti in fatti legati alla guerra. E di quanto questo possa rappresentare nella coscienza collettiva per evitare la tentazione di ricadere nell’imbarbarimento delle guerre
In conclusione è stata distribuita la figurina ai numerosi partecipanti


