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La serie A: equilibrio, infortuni, polemiche

Scritto da Federico Formisano

Come abbiamo scritto più volte la Serie A è decisamente fuori dal nostro target, ma scriverne diventa un divertimento a cui ci applichiamo in queste giornate festive. Ecco il commento di Federico Formisano all’attuale momento vissuto dai grandi club del nostro calcio. 

Mentre i campionati dilettantistici riposano fino al 11 gennaio le massime serie Nazionali proseguono nel loro cammino e giocheranno anche nel prossimo week end con la prima gara della 18 giornata che è già in programma per venerdì 2 gennaio.
L’attuale situazione di classifica vede al comando l’Inter con 36 punti, seguito dal Milan con 35 punti, dal Napoli a 34, dalla Roma a 33, dalla Juventus a 32.  Più staccate sono il Como (27), il Bologna (26) la Lazio (24)  Atalanta, Udinese e Sassuolo a 22.

Inter, Milan, Napoli e Bologna devono recuperare la gara saltata per la disputa a Riad della SuperCoppa Italiana con il Milan che sulla carta ha l’impegno più gravoso nella trasferta di Como.

Equilibrio si ma in basso

E’ evidente che quest’anno il campionato vive una fase di grande equilibrio con 5 squadre raccolte in 4 punti ma a nostro modo di vedere è un equilibrio a chi fa manco (come diciamo noi a Vicenza) piuttosto che a chi fa di più.  La capolista Inter ad esempio ha già perso 4 partite e rimane al comando sopratutto per non aver ancora pareggiato:  ha perso scontri diretti con Juventus, Napoli e Milan e ha sprecato tre punti nella gara con l’Udinese.  Per contro il Milan dopo aver perso la prima gara in casa con la Cremonese, non ha più subito sconfitte,  ma ha lasciato punti importanti pareggiando con Pisa, Parma, Atalanta e Sassuolo  oltre che con la Juventus.

Il Napoli ha perso con il Milan, con il Torino, con il Bologna, con l’Udinese e ha pareggiato con il Como al Maradona.  6 partite ha già perso la Roma che gli scontri diretti li ha ciccati proprio tutti visto che ha subito con Inter, Milan, Napoli e Juventus e in aggiunta è andata anche a perdere a Torino e a Cagliari.  Infine la Juventus nel primo periodo con Tudor in panchina ha infilato una sfilza di pareggi con Verona, Atalanta, Milan, Torino e Fiorentina e ha perso con Como e Lazio oltre che con il Napoli. Nelle ultime gare sembra aver ripreso un buon passo con Spalletti in panchina.

E che dire degli altri top club (o ex tali) con la Lazio che è staccata di 12 punti (e di una gara) dalla capolista e l’Atalanta di 14!

Possiamo in sostanza parlare di un campionato finora giocato al ribasso senza quel dominio che avevano esercitato negli scorsi campionati Milan, Inter, Napoli, ecc.  basato prevalentemente su un dualismo ma mai con 5 squadre staccate di un incollatura.

L’Inter che ha sicuramente perso per strada punti molto scioccamente, vanta tuttavia primati importanti: è la squadra che ha segnato di più  (35 gol, 8 in più del Milan che la segue in questa classifica, 11 più del Napoli, addirittura 15 più della Roma), ha il capocannoniere del campionato (Lautaro Martinez 9 reti, che precede Pulisic  a 8 e Paz a 6), ha la miglior differenza reti  +21  con un vantaggio notevole sul Milan (+14) sul Napoli (+ 11) sulla Roma (+9).  E dopo un inizio campionato contraddistinto da una certa fragilità difensiva (11 gol subiti nelle prime 8 partite)  sembra aver trovato maggior compattezza davanti a Sommer con soli 3 gol incassati nelle successive 8 gare

Rivelazione

La Rivelazione del campionato è sicuramente il Como di Cesc Fabregas, l’allenatore emergente espresso dal campionato italiano ma destinato secondo noi a grandi palcoscenici internazionali.  Il Como ha 27 punti in classifica con una gara ancora da recuperare con il Milan ed ha già fatto vittime importanti battendo la Lazio, la Juventus, il Torino,  e ha pareggiato a Napoli.  Ha messo in evidenza giovani di grande valore come Ramon, Valle, Addai, Diao, Perrone e sopratutto la stella Nico Paz già  autore di 6 reti e di 6 assist che sembra destinato a tornare al Real Madrid.  Unico difetto della squadra lariana è di non occuparsi minimamente dei giocatori italiani: nella rosa di 26 giocatori solo due sono nati nel nostro paese e solo Goldaniga è sceso in campo in un occasione, mentre il portiere Vigorito, ex biancorosso è sempre stato solo in panchina.  Ma al di là di questo la squadra del presidente Suwarso esprime un calcio veramente di alto livello e moderno che dovrebbe trovare imitatori per incrementare lo spettacolo offerto.

Troppi infortuni

Il campionato, le Coppe Internazionali (in cui le prime sono tutte impegnate tranne il Milan), gli impegni con le Nazionali portano ad un eccessivo dispendio di energie fisiche e mentali e mai come quest’anno si stanno verificando molti infortuni di una certa gravità. Paga dazio in questo momento il Napoli che ha perso Lukaku per tre mesi, De Bruyne e Anguissa per periodi equivalenti e ha dovuto rinunciare anche a Lobotka, Buongiorno, ecc. Non  va meglio all’Inter che ha fuori giocatori importanti ad iniziare da Dumfries e poi Acerbi, Darmian, ecc. Infortuni pesanti sono stati accusati dal Milan (senza Gimenez per tante partite), dalla Juventus (Vlaovic fuori fino a marzo, Bremer rientrato e subito fermato da nuovi guai, ecc.) e dalla Roma (Pellegrini, Dybala sempre a mezzo servizio, Dobryk).

Ma i calendari sono condizionati dagli aspetti economici e le società devono fare di necessità virtù dotandosi di rose super attrezzate con ricambi per ogni ruolo. Il problema è spesso avere la fortuna di andare a scegliere sul mercato l’uomo giusto da collocare al posto degli infortunati. Nel Napoli ad esempio Hojlund ha saputo calarsi bene nella parte del vice- Lukaku, mentre nella Juve faticano a seguire le orme di Vlaovic i vari David e Openda (fermi ad un solo gol segnato finora)

I flop

L’Atalanta senza Gasperini non è la stessa squadra: ci ha provato Juric con risultati invero modesti, ci sta provando Palladino ma anche lui non trova la quadra: eppure i nerazzurri bergamaschi hanno una rosa di valore. In attacco, ad esempio, possono contare su Scamacca, Lookman, De Kaeteleare, Krstovic, Maldini e Sulemana e risultano ampiamente coperti anche tutti gli altri ruoli, eppure non gira. E 22 punti esprimono una classifica ampiamente deficitaria

La Lazio è una mezza delusione ma certo è condizionato dagli infortuni importanti di Rovella e Castellanos e dal blocco del mercato.

Ma il vero disastro arriva da Firenze dove ci ha provato Pioli non cavando un ragno dal buco e ci sta provando ora Vanoli con esito analogo. Ultima in classifica con 9 punti eppure con una campagna di rafforzamento importante  che ha visto gli arrivi di Piccoli (dal Cagliari per 25 milioni) , Sohm  ( dal Parma per 15 milioni),  Nicolussi Caviglia (1 milione per il prestito),  Dzeko, oltre ai riscatti di Fagioli (dalla Juventus 13,5 milioni), Fazzini (Empoli 10 milioni), Gudmunsson (Genoa 13 milioni) Gosens ( Hertha Berlino 7 milioni).   Eppure in campionato sono arrivate 10 sconfitte, 6 pareggi ed una sola vittoria. E vedere la Fiorentina lottare per la salvezza fa sensazione.

Polemiche

Il sale del calcio sono le polemiche e quando sulle panchine si hanno personaggi carismatici e vincenti come Conte, Allegri, Spalletti ci si può aspettare di tutto delle dispute fra Conte e Lautaro condite da insulti in leccese ed in argentino, dagli spogliarelli di Allegri, dall’intercalare toscano di Spalletti che ovviamente sono accolte come la manna dai giornalisti che sanno anche come condirle ed esaltarle.  Per il momento si sottrae a questa tipologia il nuovo allenatore dell’Inter Chivu che non ama i toni roboanti dei colleghi.  E dopo la gara con l’Atalanta ha detto “Conte continua a punzecchiare? Ho già detto che quello che dice Conte non mi interessa. E mantengo la coerenza. Poi se siamo abituati a fare casino, facciamo casino ma io non lo farò. Bisogna trasmettere dei valori, si può giocare a calcio anche senza mescolarlo con altre cose che lasciano certi odori. Chi fa casino, può continuare tranquillamente. ”  E adesso non possiamo che aspettarci il prossimo incontro ravvicinato (l’11 gennaio è in calendario la gara fra Inter e Napoli) sapendo che certo sarà commentato con toni che renderanno felici i commentatori.

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Federico Formisano