Michael Scalco pubblica una sua riflessione su Facebook: È da quando ho smesso di pensare da giocatore e iniziato a ragionare da dirigente, che in Italia nei settori giovanili si dà troppa importanza alla vittoria a qualsiasi costo,gli allenatori che ragionano per se stessi e non per il bene dei ragazzi,sento allenatori delle giovanili dire ho vinto di qua ho vinto di là o vinto di qua, e mai allenatori dire ho quel ragazzo in promozione quell altro in D ,un altro in C. Tanto per essere chiaro , non do la colpa agli allenatori ma ad una federazione che mette il risultato al primo posto .. che crea una marea di categorie provinciali regionali elite etc e under obbligatori, facendo cosi crea false aspettative, si crea illusione, genitori che fanno cambiare società solo perché da una parte si fanno i provinciali e dall altra i regionali e non pensano al divertimento del ragazzo.. Dobbiamo cambiare mentalità il prima possibile altrimenti non ne usciamo più ..Rivoglio i del Piero i Totti i Di Natale i Giovinco i Miccoli i Zola e ne potrei scriverne altri 1000.. Ritorniamo a mettere davanti prima la crescita del giocatore che la vittoria di qualsiasi campionato giovanile.


GianMarco Tamberi campione Olimpico ha fatto la sua Nazionale con tutti i campioni dello Sport “Dilettanti allo Sbaraglio”
A Scalco hanno risposto in molti: il presidente del Montebello Billato invita a rivedere la materia sugli svincoli le società più piccole fanno sempre più fatica a programmare ed investire se ogni anno rischiano di ripartire da zero perché tutti i ragazzi possono andare via.

Presidente Billato
Filippo Cicero dice che gli allenatori sono quasi sempre giudicati solo dai risultati e molto spesso da persone senza alcuna qualifica o competenza, dunque se un mister vuole legittimamente fare un percorso di crescita lo può fare quasi esclusivamente con numeri e classifiche

Per Danilo Guarino bisognerebbe reintrodurre il tetto al numero degli stranieri.

Pippo Erba: bisogna allenare la voglia di vincere, il senso del dovere, il rispetto dei compagni e del gioco. Poi se uno a 15 anni calcia da 30 metri invece di scaricare al compagno…se uno a 13 anni salta l’ uomo al limite della sua area e perde la palla … non deve essere vissuto come un dramma… secondo me il gioco esageratamente “ organizzato” a quell ‘ età’ non so se sia la cosa migliore.

Michele Tognato: Bisogna riorganizzare i settori giovanili, dove finora si è premiato un giro palla in più a discapito della giocata singola.. bisogna rimettere al centro la tecnica individuale, la tattica individuale, la fantasia, l’estro che troppo spesso sono bannati dagli allenatori stessi.. Sono spariti i trequartisti e gli esterni che saltano l’uomo, ma allo stesso tempo si fatica a trovare un difensore capace di fare un 1v1

Tognato neo ds con Porcellato e Valente

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