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Intervista a cuore aperto a mister Gallo

Scritto da Luciano Zanini

Questa intevista raccolta da Luciano Zanini è uscita il 7 maggio scorso su “il basso Vicentino” storico diffuso periodico di informazione dell’Area Berica, di cui Luciano (Zanini) è stato per lunghi anni direttore editoriale e responsabile

Mister Gallo, lei fa gia parte di quel ristretto gruppo di allenatori che hanno lasciato un segno tangibile nella storia del Vicenza…. Essere accostato ai nomi illustri di allenatori del Vicenza non può che inorgoglirmi E molto! Se nella lunga e gloriosa storia del Vicenza questo mio passaggio ha già avuto un peso, per me è motivo di grande soddisfazione Era del resto anche quello che speravo:  riuscire a incidere, fare cose importanti, lasciare qualcosa di me!

Lei è nato e Bollate, in provincia di Milano nel 1970: quanto contano le radici? Le mie radici sono fondamentali, mi accompagnano sempre.  lo a Bollate ci torno appena posso, appena ho qualche giorno libero qui vivono mia mamma e mia sorella Purtroppo il mio papà é venuto a mancare di recente dopo una lunga malattia, ma il legame con la mia famiglia è rimasto fortissimo!

Il papà  he avuto un ruolo nella sua formazione calcistica? Si un ruolo fondamentale, perche è stato lui il mio primo allenatore a sette anni. Poi a otto sono entrato nel settore giovanile dell’Inter. Ma il papà è rimasto una figura centrale, mi ha seguito e sostenuto sempre. E’ stato veramente determinante perché il calcio di allora era molto diverso da quello attuale Erano richesti sacrifici veri e la famiglia doveva essere presente al fianco.  Mio padre, e anche mio zio, sono stati assolutamente determinanti

Che ricordo mantiene oggi di lui ? Il mio papa Romeo che, come ho detto, mi ha accompagnato passo dopo passo in tutto il mio percorso, è sempre tuttora  presente in me e mi guida dall’alto in ogni scelta che faccio

Tornando al settore giovanile dell’Inter che esperienza è stata ? Importantissima! Inimitabile! Ho fatto tutta la trafila del settore giovanile dell Inter, ho vinto il Campionato italiano e anche l’Europes con la Nazionale Under 16 Sono – come può immaginare  – traguardi che restano dentro per forza, che a pensare ti commuovi anche perche rappresentano il primo vero salto fondamentale nel calcio che conta

Già  il calcio che conta, parliamone… E’  stato un percorso di crescita costante. Ho fatto per prima cosa una bella gavetta in Serie C2, vera e propria scuola di formazione a 360 gradi sul campo, poi Spezia e Alessandria, e quindi il Brescia. Ogni tappa, più o meno complessa. mi ha sempre insegnato qualcosa, sia a livello umano che calcistico. Nel calcio, peraltro, non esistono scorciatoie-

Con il Brescia del grande Mircea Lucescu, scomparso da pochissimo, arriva la Serie A E’ stato un salto in avanti memorabile, una grande emozione, come ovvio fosse giocare nella massima Serie non è cosa da tutti, ma certamente un bell’impegno. Ho avuto la grande fortuna di allenarmi agli ordini di un tecnico di primo livello assoluto, come appunto Mircea Lucescu. E stato un visionario, era avanti di trent’anni. Mi ha  lasciato tantissimo in ereditá, soprattutto a livello mentale e tattico.  Gia all’epoca proponeva idee di gioco moderne per quei tempi, oggi considerate normali.  E’ stato un vero maestro

Poi arrive l’Atalanta, i sei anni più importanti della sua carriera….

Dopo i tre anni, dal 1992 al 1995, con la maglia delle rondinelle bresciane, sono stato acquistato dall’Atalanta finendo per giocarci la bellezza di 159 partite, appunto per sei anni dal 1995 al 2001. Insieme con Marco Sgro abbiamo dato vita ad una coppia di centrocampo che ha regalato non poche soddisfazioni tifosi orobici. Bergamo era allora, ed è oggi, una piazza straordinaria che vive di calcio in modo totale. Lì ho avuto la possibilità di consacrarmi davvero come calciatore. Sei anni importanti con grandi compagni e grandi sfides. Qualche nome dei grandi compagni? Vieri. Inzaghi. Morfeo l’elenco è lungo  Sono ricordi che restano indelebili . Il livello dei calciatori di allora era altissimo e ogni giorno imparavi qualcosa”

Gallo con la maglia dell’Atalanta

Centrocampista si,  pero qualche gol l’ha fatto? Pochi, però il gol vincente segnato alla Juventus in Coppa Italia con l’Atalanta per me e stato il massimo. E uno di quei momenti che ti restano dentro per sempre. Battere la Juve di allora non era certo facile

Dopo Bergamo, ecco Treviso… Altra tappa fondamentale Abbiamo realizzato un’incredibile scalata, dalla Serie C alla Serie A Nel campionato 2004/2005, quello appunto della promozione  in Serie A, ero già più che maturo:  avevo 34 anni, e vivere uma promozione cosi è stato qualcosa di veramente speciale E’ rimasta la mia unica stagione in Serie A con il Treviso

Passiamo a noi che ricordo ha in particolare del Vicenza Ricordo perfettamente una partita storica, giocata sulla neve e nella bufera, tra Vicenza e Atalanta Una gara incredibile, condizioni particolari. un’atmosfera unica, indimenticabile. Sicuramente alcuni tifosi biancorossi la ricordano. Come avversario del Lane, in ogni caso, avevo perorpito chiaramente sin dalle primissime partite di trovarmi di fronte ad una piazza calda, molto attaccata alla squadra. Il pubblico di Vicenza è sempre stato un punto di forza.  Anche da avversario questo lo percepivi chiaramente

Da allenatore dopo l’esperienza in Azerbaigian come vice di De Biasi c’è  l’Entella e poi l’arrivo a Vicenza. Che differenze ha trovato tra le due? «Chiavari è una realtà più piccola, con un entusiasmo diverso. Vicenza invece è una piazza completamente differente: grande, ambiziosa, con una pressione costante ma anche con un entusiasmo enorme. Vicenza è una piazza che ti entra dentro. Qui non si può sbagliare per distrazione».

Come è stato l’impatto con l’ambiente vicentino? Molto forte. Quando arrivi qui capisci subito dove sei, perché c’è una storia importante e una tifoseria molto presente. Il resto viene da sè».

Il suo modulo di gioco è identificato nel 3-5-2. Una scelta rigida o flessibile? «Non è una questione di rigidità o flessibilità. Ho giocato anche a quattro. Negli anni ho trovato nel 3-5-2 la soluzione più adatta ai giocatori che avevo a disposizione. Ma il modulo alla fine dipende sempre dai calciatori».

Quando si è convinto che il suo Vicenza poteva farcela? «Non c’è stato un momento preciso. Ho visto una crescita quotidiana, costante sia nella mentalità che nella consapevolezza dei miei calciatori. 

Quindi non un punto di svolta, ma un percorso? Esatto. Proprio così. È stato un percorso continuo. La squadra ha iniziato a credere sempre di più nelle proprie possibilità».

Tra i protagonisti della stagione, quali giocatori si sente di evidenziare? Sicuramente il gruppo nel suo insieme è stato decisivo. Se devo fare dei nomi, direi in ordine alfabetico Marco Carraro, Alessandro Gagno e Giulio Pellizzari. Ma, ripeto, che è stato il collettivo a fare la differenza».

Il suo rapporto con i tifosi del Vicenza? Bellissimo. E ho detto tutto. I tifosi del Vicenza sono semplicemente straordinari. Ti sostengono sempre, e poi quando la squadra funziona alla grande l’ambiente diventa incredibile».

Ha percepito una pressione particolare nel corso del campionato? Una pressione positiva. Fa parte della storia della piazza vicentina. Devi comunque essere consapevole di dove ti trovi

La città e la provincia di Vicenza? E’ una città e una provincia dove si vive bene. Ma soprattutto che vive di calcio. Quando le cose vanno bene, tutto diventa ancora più bello. Ho un rapporto forte, diretto, autentico

Se dovessero arrivare offerte importanti, non rifiutabili, quale sarebbe la sua risposta? «La mia priorita in questo momento è rimanere a Vicenza. Non è mai stata una questione economica. È una que-stione di progetto e di lavoro

Quindi si può dire che il suo futuro è biancorosso? Si. la mia priorità è questa

In bocca al lupo e grazie a mister Gallo

 

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Luciano Zanini

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