IL VENERDI’ di Luciano Zanini

LORENZO IL MAGNIFICO

“EFFETTO CAFERRI” ANCHE IN SERIE B

 

Hai voglia a dire che la serie B non è la serie C, etc. etc., e questo è certamente vero. Però c’è un però, che rilevo volentieri dopo la rete “pazzesca” di Lorenzo Caferri in terra sannita. Già Lorenzo, uno di lotta e di governo insieme, nel senso che tira la carretta ma mette pure fieno in cascina. Basta ricordare alcune cosette in ordine cronologico.  26 ottobre 2025: Trento-Vicenza 1 a 1, gol di Caferri. 2 novembre 2025: Vicenza – Giana Erminio 2 a 1, gol vincente di Caferri. 18 gennaio 2026: Arzignano 1 a 2 con il gol vincente di Caferri al 98’, una rete che ha fatto letteralmente impazzire i tifosi biancorossi e che si è iscritta nella storia dei grandissimi gol del glorioso Lanerossi Vicenza. Caferri comunque ne ha segnati altri tre lo scorso anno in maglia biancorossa pur non essendo un bomber, e anche questo dice molto di lui. Ma ancor più il fatto che i tre gol sopraricordati sono arrivati come il cacio sui maccheroni quando il Vicenza all’epoca aveva dato più di un segno di intorpidimento. Non dico crisi ma qualche battuta d’arresto indicativa sì. Allora “Lorenzo il magnifico”  fu autore di performances per me indimenticabili (ricordo a tal proposito il voto 9 assegnatogli dopo il derby contro l’Arzignano). Adesso se ne aggiunge un’altra e grande, ossia il gol del 2 a 2 al 41’ del secondo tempo nella partita contro il Benevento. Un gol salvifico, determinante per dare linfa psicologica vitale a tutto l’ambiente biancorosso, altrimenti ridotto male in caso di sconfitta contro i campani. Ma ne riparliamo più avanti. Prima la botta presa per mano del Pisa.

Contro un Pisa superiore poca grinta e fisicità

C’erano voluti pochi minuti per capire che la torre di Pisa sarebbe rimasta intatta e, anzi, si sarebbe consolidata. Le speranze di fare il colpo contro i toscani sono naufragate miseramente di fronte al loro assalto sistematico, organizzato, ficcante e talora irridente. Se, del resto, per i bookmakers più accreditati il Pisa, nonostante l’avvio alla diesel (13 punti frutto di quattro vittorie, un pareggio e due sconfitte), rimane il maggiore indiziato per il salto di categoria diretto ci sarà pure una ragione. L’abbiamo vista in campo e per essere obiettivi il risultato di 3 a 0 sta pure stretto ai ragazzi di Bianco: poteva essere un 5 a 0 oppure un tennistico 6 a 1. I pisani hanno fatto una decina di tiri diretti in porta contro lo zero dei nostri, per non parlare del numero dei calci d’angolo e delle punizioni che esprimono un divario eloquente, senza possibilità di repliche. Oltre alla notevole qualità dei singoli – i vari Tramoni, Moreo, Pittarello, Rao, etc., – che sul terreno verde hanno fatto bella mostra di sé, al Pisa non è certo mancata la grande organizzazione di gioco, la capacità di trasformare rapidamente l’azione da difensiva in offensiva letale. Che poi il primo gol sia arrivato su calcio da fermo per una sfortunata papera di Gagno su Pittarello che l’ha bruciato sul tempo, mentre il secondo su calcio d’angolo, nulla toglie alla super prestazione dei toscani. Attenzione però: se il Pisa ha mostrato da subito di essere superiore in tutto ai nostri, cosa restava da fare ai biancorossi? Semplice: come diceva il grande mister del Vicenza, Francesco Guidolin, il Lane avrebbe dovuto “mangiare l’erba”, asfissiare fisicamente gli avversari e non farli giocare o quantomeno limitarli. Non l’ha fatto che per soli quindici minuti nel primo tempo.Troppo poco.

Povero Silvio lasciato solo in avanti

La partita, come detto, non ha avuto storia sin dai primi minuti, a parte il quarto d’ora centrale del primo tempo quando il Lane pareva essersi tolto di dosso il timore reverenziale, con qualche incursione degna di questo nome. L’imputato numero uno è stato un “assente illustre” che di nome fa centrocampo. Non puoi pensare di contenere un Pisa del genere se non hai idee, slancio, creatività a centrocampo. Proprio contro una delle grandi, questa grossa lacuna è apparsa in tutta evidenza, accanto agli errori della difesa. Marco Carraro è stato risucchiato in un’attività di sopravvivenza calcistica, alimentando le attuali perplessità sulla sua caratura di regista in serie B. Male anche Leverbe che pure nella serie cadetta ha giocato. Mi fermo qui per carità di patria e, anzi, voglio citare quei pochi che hanno meritato contro il Pisa, nonostante tutto. Buono Sandon per decisione, incisività e voglia; pure Zonta che non sarà Ronaldo come tecnica, ma si è fatto carico della squadra come ha potuto. Infine il combattivo Silvio Merkay che a vederlo suscita due sentimenti opposti. Entusiasmo per come si batte su ogni pallone, tristezza nel constatare che è lasciato troppo solo là davanti e non può fare miracoli.

 

 

Benevento come Catanzaro: “Dottor Jekyll e Mister Hyde”

La partita di sabato scorso contro il Benevento è stata un po’ una copia della prima partita del campionato tra Lane e Catanzaro. Calabri, forti del grande campionato precedente, scesi al Menti per fare il colpo: primo tempo tutto a favore del Catanzaro, a rete con D’Alessandro al 17’, e Lane messo a terra, quasi incapace di fare gioco. Poi al 39’ il gol di Cuomo, inatteso. Ripresa con rete di Verrengia e gara che pareva chiusa. Invece esce il Vicenza con grinta, rabbia in corpo, voglia di ribaltarla. E ci arriva a dieci minuti dalla fine con la prodezza di Pietrelli e quella decisiva di Morra all’89’. Finisce in gloria per un 3 a 2 finale che esalta i biancorossi e brucia ai calabri. A Benevento, terra di streghe e di sorprese, si è ripetuta un po’ la stessa dinamica. Ancora sofferente per la sconfitta contro i pisani, i ragazzi di Gallo hanno approcciato il match troppo mestamente. Va bene stare sulla difensiva ma non va bene subire gioco e pressione senza tentare delle giocate efficaci. E così le streghe ci fanno ben presto il contropelo segnando due gol nel giro di pochi minuti. Prima, al 22’, Maita lancia con un perfetto rasoterra il compagno Siatounis, che ringrazia per la ghiotta opportunità offertagli, e brucia Gagno. Lane non pervenuto. Come pure al 27’quando su tiro centrale di Kouan, Marchizza tocca involontariamente la sfera che spiazza lo sfortunato Gagno e si insacca beffardo. La partita pare chiusa, non solo per il 2 a 0 sul groppone, ma anche perché i biancorossi sono scomparsi dal campo.

Gallo fa il Gallo e cambia le pedine giuste

Non la prendono certo bene i 1400 tifosi del Lane e lo fanno capire a chiare lettere. Le speranze di riaprire la gara sono ridotte al lumicino, però bisogna pur tentare qualcosa. Ecco allora mister Fabione in azione: inserisce Valori in luogo di Zonta, e pochi minuti dopo Motta al posto di Merkay. Sarà perché Valoti ha un notevole spessore tecnico e buona visione di gioco in avanti, sarà per una ritrovata voglia di vendere cara la pelle, sta di fatto che dopo i primi minuti della ripresa si appalesa un Lane (finalmente) diverso. C’è insomma un po’ di vita in biancorosso e il predestinato (a segnare il primo gol) Corazza lo dimostra con un bel tiro che esce di poco a lato. Il Lane ci prende gusto e anche Gallo, che cambia Rauti per Moncini e Costa per Caferri. La sorpresa arriva al 22’, come nel primo tempo, ma stavolta è biancorossa. Un gran bel gol di Emanuele Corazza il quale, messo a giostrare sulla fascia sinistra, si inventa un’azione delle sue liberandosi al tiro che scocca implacabile, uccellando Vannucchi. Grande rete e gran sospiro di sollievo generale. Ora i biancorossi ci credono, come i tifosi, e il Lane è irriconoscibile rispetto a prima. Attacca e ci prova con lucidità e determinazione. Arriviamo agli sgoccioli ed ecco apparire… la dea Eupalla, seppur invisibile: soffia dolcemente su Lorenzo Caferri e lo spinge ad osare. Lui, ispirato, parte in tromba e corre per qualche metro, poi rimira la porta e si decide: spara una cannonata terra aria da artiglieria campale che il povero Vannucchi vede solo in fondo al sacco. Ovvia, comprensibile, frenetica la corsa di Lorenzo pazzo di felicità. Ancora voto 9 a lui, senza nulla togliere a Corazza, voto 8.

Ora un altro brutto cliente, l’Empoli

Chiedo scusa ai lettori, mi sono allungato. Ora però – in breve – due parole sulla prossima partita di venerdì sera. C’è l’Empoli, ossia una squadra dal grande blasone che lo scorso anno giocava in A. Nonostante abbia iniziato male il campionato (è solo in 13^ posizione di classifica con 7 punti, e ha buscato ben 4 gol dal Palermo in casa) rimane pur sempre una squadra-top. La guida da inizio mese mister Matteo Andreoletti, ex allenatore del Padova che i tifosi biancorossi ben conoscono, subentrato al licenziato Pagliuca. L’Empoli ha sin qui messo in mostra una notevole fragilità difensiva che i numeri sostanziano in 11 reti subìte e ben 4 sconfitte, solo 2 vittorie e 1 pareggio. In attacco non ci sono fulmini di guerra, ma Popov, Magnino, Saporiti e Shpendi sono giocatori di categoria e vogliono chiaramente mettersi in luce. A centrocampo si erge il vecchio capitano di mille battaglie Filippo Bendinelli, il quale ha sul groppone qualcosa come 300 partite con la maglia empolese, più che una bandiera. Con lui coopera lo spagnolo Gerard Yepes, talentuoso e rapido. A mister Gallo il compito di imbrigliarli.

Luciano Zanini

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti...

Edicola del giovedi: via vai svincolati e traguardi!

Gli ultimi articoli pubblicati: https://www.calciovicentino.it/2025/01/22/ledicola-del-mercoledi-beghetto-cariolato-vezzu-aleardi/   Cariolato fa 100 con l’Arzignano, l’ex Sossano…

Il pomeriggio porta news da Barbarano, Camisano, Giavenale, ecc..

B Barbarano:  Mister Andrea Franceschetto ha lasciato la conduzione del Barbarano ancora…

Prima e seconda categoria: risultati, classifiche, foto (17 giornata)

PRIMA CATEGORIA (17 Giornata) Girone C Arcugnano Real San Zeno Arzignano 2-1…

L’edicola del mercoledì: polemiche mondiali…

Gli ultimi articoli pubblicati : https://www.calciovicentino.it/2024/10/29/ledicola-del-martedi-oggi-arzignano-nazionale-e-vicenza/ Il programma di un martedì intenso.…