IL VENERDI’ di Luciano Zanini

 Cremonese: stop or go? Match insidioso..

Eccoci all’undicesima giornata! Ancora non ho capito – come diceva il grande Totò in uno dei suoi sketch esilaranti – dove “vuole (o meglio può) arrivare costui”, cioè il Lane targato Fabio Gallo. Contro l’Empoli è arrivata intanto la prima conferma che anche in B l’effetto Caferri (di cui ho abbondantemente parlato nei servizi precedenti) non è solo una suggestione, fermo restando che in campo bisogna metterci – dal 1’ al 95’ – determinazione, forza fisica, coraggio, tecnica, e avere anche di un po’ di fattore C. A proposito del quale mi viene in mente la “formula” del grande allenatore milanista Arrigo Sacchi: “occ, pazeinza e bus de cul”. Tradotta dal romagnolo, sta per: attenzione a tenere tutto sotto controllo, fare pressing costante; essere pazienti ma continui nel costruire gioco; una buona dose di fortuna. Il Lane ad Empoli, grazie all’influsso psicologico riveniente dal grandissimo gol messo a segno da Lorenzo Caferri a Benevento, ha dunque interpretato la partita alla maniera giusta tornando a vincere contro i toscani, dopo il successo al Menti sul Catanzaro. Anche contro il Modena, peraltro, si è visto l’effetto Caferri, nonostante la sconfitta subìta per due errori individuali e per l’arbitraggio di parte: in sostanza il Lane avrebbe strameritato il pari. Ricordando che il Modena è la numero due della serie B, almeno per ora.

Quattro grandi, quattro sconfitte (dieci gol subìti, 3 fatti)

A Palermo infine il Lane ha giocato un grande primo tempo e con un po’ più di fattore C (vero Pietrelli?) poteva chiudere sul 2 a 0 il primo tempo contro la capolista: con due reti di vantaggio la partita si gioca con altro spirito anche contro la più brava della classe. Naturalmente con i se e i ma non se impasta fritole, mentre il bilancio oggettivo a questo punto parla chiaro  e tondo: il Lane ha perso sempre contro le grandi (Verona, Pisa, Modena e Palermo), pareggiato e vinto  con le squadre di media-bassa classifica. Proprio ad Empoli è arrivato finalmente il primo successo esterno della stagione, conquistato contro una formazione retrocessa dalla serie A, benchè in crisi di risultati: e ciò grazie ad una buona prestazione complessiva che ha coinvolto tutti i biancorossi, mister Gallo compreso, e pure con qualche assolo brillante. Il Lane è finalmente riuscito a non farsi perforare dall’Empoli anche appunto con po’ di fortuna in occasione dell’espulsione del toscano Curto per fallo su Motta lanciato a rete. Ma ora riavvolgiamo il nastro su Empoli, Modena e Palermo.

 

 

Il primo gol cadetto di Pellizzari a Empoli

Sin dall’avvio si percepisce che il Lane c’è e controlla la gara, pur subendo la pressione avversaria iniziale. Al 22’ punizione di Corazza che perviene in area toscana, dove la prende Papetti svelto a smistare il cross a Rauti, pronto a scattare sulla sinistra ed insaccare. Al 28′ è Ceesay a sfiorare il palo sulla sinistra di Gagno, mentre al 43’, sul pericoloso cross di Saporiti, il portiere biancorosso sventa con i pugni. Il Lane tiene bene il campo e trova pure l’aiutino: Curto, che trattiene Morra lanciato in avanti, viene espulso. La gara sembra in discesa, ma il blasone non è acqua. L’Empoli non ci sta e ci prova prima con Shpendi, quindi con Cauz che va in rete ma il gol è annullato dopo la revisione Var. A metà ripresa Gallo cambia Merkay e Alessio per Morra e Rauti. Proprio l’albanese si mangia un’occasione d’oro buttando il pallone in caciara. Entrano quindi Sandon per Marchizza e Zonta in luogo di uno stremato Valoti. I cambi premiano anche stavolta Fabione-nostro perché il neoentrato Zonta recupera palla e lancia Pellizzari lesto a lanciarsi verso Seghetti: si beve gli empolesi che cercano di fermarlo e, giunto in zona gol, spara in porta il suo primo gol stagionale.

 

Modena e arbitro stendono un Lane meritevole

Contro il Modena il Lane cerca da subito il gol senza cincischiare. Al 13’ Bellemo si fa strada sulla destra, entra in area e tira deciso: Nieling ci mette lo zampone beffando il suo portiere Chichizola. Il gol mette tutti di buon umore ma, ironia della sorte, lo stesso Bellemo dieci minuti dopo si rende protagonista in negativo, favorendo i canarini con un intervento “molle” che dà il via libera allo scatenato Caso: tocco per l’antico predatore d’area Belotti e palla rasoterra alla destra di Gagno. Le due squadre giocano comunque senza risparmio, la partita è bella ma non ci sono grandi occasioni da gol. Da segnalare invece il grande primo tempo del solito Caferri, instancabile cursore, che delizia il Menti anche con un cross al volo dalla destra per le teste dei compagni in area: nessuno però la prende. Peccato. Al 30’ è Valoti ad inventarsi un gran tiro dalla distanza, deviato però in angolo dall’estremo emiliano. Aleggia l’idea che i biancorossi possano giocare un secondo tempo all’altezza nonostante l’arbitro. Già, perché su questa prima parte della gara, come pure nella seconda, il roveretano Perenzoni, più orsiano di Orsato, ne ha combinate di tutti i colori condizionando pesantemente il match, a sfavore del Lane.

 

L’errore fatale che punisce (troppo) il Lane

La ripresa si apre dunque in fiducia, ma la prima occasione da gol per il Modena, roba da non credere, la confeziona Papetti con il suo retropassaggio-sorpresa diretto a  Gagno, in realtà destinato in fondo al sacco. Solo che il nostro portierone il miracolo lo fa, da supergatto qual’è, riuscendo a deviare la sfera un attimo prima che superi la linea di porta. Il Lane tiene ancora ma la fatica dei ritmi alti è palpabile, così sale il Modena, che nel primo tempo era stato chiuso bene. Sfiora la rete Ambrosino, che poi al 22′ ci riprova ma tira male. Gallo capisce che il Lane è in ambasce: fuori Pellizzari e Rauti, entrano Zonta e Morra, mentre al 31′ Alessio subentra a Valoti. Si punta al pari, e invece malauguratamente al 44′ arriva la beffa che gela il Menti: Ambrosino ruba (ahinoi!) il pallone a Zonta, scherza Papetti e si presenta davanti a Gagno senza pietà. Finisce con la vittoria del Modena, la delusione dei tifosi, fischi e imprecazioni contro la giacchetta nera.

Palermo, primo della classe, sale in cattedra

Se è vero che la grande squadra, quando mette la marcia giusta, ti asfalta o quasi, allora il Palermo è la grande squadra della serie B. Nel primo tempo il Lane gioca bene – sempre con l’effetto Caferri addosso – agevolato dal gol a freddo messo da segno dall’immortale capataz Nicolò Brighenti, spinto in avanti dal suo fiuto del gol: è al 2’, su angolo di Pippone Costa, che Brighenti sguscia come un serpentello nell’area piccola e brucia Perin. Ancora Lane al 9′ con il colpo di testa di Merkaj deviato da Augello. Al 35′ tiro di Pietrelli da dentro l’area: poteva far meglio? Si, Perin sventa bene. Un minuto dopo c’è il gol annullato al Palermo per fuorigioco di Johnsen su segnalazione Var. Al 44′ la squadra di Pippo Inzaghi trova il pari: Bellemo salva sulla linea, ma Johnsen interviene e la mette dentro. Vicenza ok nei primi 45’ ma con la ripresa cambia la musica e dopo solo sette minuti il Palermo si porta in vantaggio: contropiede spettacolare iniziato da Segre con la conclusione vincente di Vavassori che inchioda Gagno. Al 15′ i primi cambi nel Vicenza: Rauti e Caferri rilevano Morra e Pietrelli (forse Caferri poteva entrare prima?). Al 19′ lo scatenato Vavassori spedisce alto da posizione favorevole, e subito dopo è Johnsen a metterla fuori. Al 21′ Moncini e Corazza entrano per Merkaj e Costa; al 38′ Gallo fa uscire Carraro e getta Alessio nella mischia. Cambia nulla, perché la capolista domina e chiude la gara al 39’: Vavassori scappa a Brighenti, scherza Papetti e infila una palombella spettacolare: 3-1. Termina qui col Vicenza che, tutto sommato, ha giocato una partita nel complesso positiva, a viso aperto, ma la caratura tecnica dei rosanero è risultata decisamente superiore.

Ed ora la Cremonese che vuole tornare in A

Circa la Cremonese – prossima al Menti – una domanda sorge spontanea: è una grande? Sulla carta rimane tale, nonostante la sua posizione di classifica finora sia lontana mille miglia dal Palermo capolista. Quota 28 per i siciliani, quota 12 per i lombardi. Il fatto che la Cremonese vanti una squadra dai grandi nomi non significa automaticamente navigare col vento in poppa. Bonazzoli, Djuric, Luperto, Nasti, Thorsby, Vandeputte, etc etc (c’è anche l’ex di turno, David Stuckler, che però ha giocato una sola gara, di recente, contro il Benevento da subentrato) fanno una rosa da primato, che però deve ancora dimostrarlo. Tant’è che il calendario grigiorosso è abbastanza grigio con 4 sconfitte, 3 vittorie e 2 pareggi. Ma è proprio nelle ultime due giornate che la Cremonese è tornata a ruggire battendo il Mantova e il Benevento. Due squadre niente male.  Ovvio che ora voglia proseguire la marcia infilzando il Lane. Il quale Lane dovrà rispondere sul campo alla semplice domanda: stop or go? Ossia mi fermo ancora di fronte ad una “grande” o metto la marcia di sorpasso? Al Menti l’ardua sentenza, domenica ore 19,30.

Luciano Zanini

 

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