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Una storia vera: Gianpietro Scarpinato racconta la sua odissea

Scritto da Federico Formisano

Gianpietro Scarpinato è l’allenatore dell’Orsiana. In carriera ha allenato il Concordia e gli Juniores dello Schio, e ha anche un’esperienza nel vivaio del Vicenza.

E’ il secondo allenatore che ci ha raccontato la sua esperienza di positivo al Covid e come nell’altro caso di cui vi abbiamo parlato due settimane fa ha vissuto anche l’esperienza della malattia non da asintomatico. Anzi nel suo caso ha potuto raccontare anche del suo ricovero in Ospedale.   Ha scritto un post su Facebook  in cui ha parlato  di questa malattia che – ha scritto “ ha fatto quasi l’en plein nella mia famiglia e che se prende forte è una bella mazzata per tutti.”

Scarpinato con lo Schio

A lui abbiamo chiesto se voleva raccontare di questa sua esperienza e Gianpietro si è aperto volentieri al nostro taccuino:

Adesso sto abbastanza bene. Sono stato dimesso ieri pomeriggio dopo otto giorni di ricovero. Il tutto è iniziato in concomitanza dei contagi all’interno della mia squadra, l’Orsiana (adesso sono tutti negativizzati) Il 18 ottobre abbiamo giocato l’ultima partita con il Santomio e dal 20 circa sono usciti i primi positivi tra i miei giocatori.

Scarpinato in Ospedale

Proprio in quei giorni mio padre ha iniziato ad avere dei sintomi ed il suo tampone era positivo e li è partito l’iter dell’isolamento fiduciario visto il contatto diretto che la mia famiglia aveva avuto con i miei genitori nei giorni precedenti. Al 10° giorno, al tampone di controllo è risultata positiva mia figlia di 10 anni e li è iniziato il difficile perché una bambina di solo 10 anni non si può lasciare completamente sola anche se devo dire che è stata molto responsabile. Nel frattempo tutti e due i miei genitori sono stati ricoverati all’ospedale di Santorso con la polmonite da Covid. Ad inizio mese ho iniziato ad avere i sintomi e dopo 10 giorni di febbre e tosse ho iniziato ad avere difficoltà nel fare le scale di casa e l’ossigeno nel sangue era troppo basso. Mia moglie (positiva e sintomatica pure lei) ha chiamato l’ambulanza e sono stato ricoverato fino a ieri. È passato un mese e non sappiamo ancora se siamo negativi, ma le condizioni di tutti sono migliorate.

Ho veramente apprezzato l’umanità del personale (soprattutto con le persone più anziane). tutti loro hanno una vita al di fuori dell’ospedale e il rischio che corrono tutti i giorni di essere contagiati è alto, con il rischio di portare a casa il virus. Sono veramente bravi. Spesso vengono pubblicati video di personale ospedaliero che non si comporta in maniera professionale. Io posso soltanto dire che durante la mia “vacanza” all’ospedale di Santorso ho potuto apprezzare la sensibilità e la dolcezza degli operatori, infermieri e medici tutti, soprattutto con i pazienti più anziani e bisognosi.

Si è vero che è il loro lavoro, ma l’umanità che ho respirato in questi giorni è stata tanta roba.

 

Quale atteggiamento hai in questo momento nei confronti del calcio ? hai comunque voglia di riprendere ?

In questo momento sono ancora scosso e spaventato per quello che è accaduto. Io sono una persona ottimista di natura e cerco sempre di vedere le cose in maniera positiva, però personalmente penso non ci siano nell’immediato le condizioni per fare calcio in maniera “normale”. In questo momento questo virus si trasmette con troppa facilità e il rischio di bloccare interi nuclei familiari è parecchio alto con le varie ripercussioni per le attività lavorative e scolastiche di tutti noi. Il calcio è la mia passione e devo dire che in questi giorni mi sono stati molto vicino i miei giocatori, ex giocatori, dirigenti, ex compagni tutte quelle persone che con il calcio sono diventati anche amiche e queste cose ti fanno apprezzare ancora di più la potenza del nostro sport. La speranza è quella di tutti, cioè quella di tornare a una normalità e che si possa tornare a vivere con serenità.

I giocatori dell’Orsiana ora tutti negativizzati

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Federico Formisano