PER MIGLIORARE, BISOGNA CAMBIARE!.
RIFLESSIONI SUL MONDO CALCIO di Maurizio Lissandrini
Lo diceva Winston Churchill “non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare”, personalmente sposo in toto questa affermazione, rimanendo ancorato alle vecchie cose e abitudini non vai da nessuna parte, cambiare per provare, innovare, sperimentare, studiare cose nuove, altrimenti rimani vincolato a vecchi schemi che sono il passato.
Ovvio che sono “naturali“ le dimissioni di chi ha sbagliato, il presidente Gravina, lo staff con Buffon e mister Gattuso, un atto dovuto, complimenti a loro, in un paese dove le dimissioni non le dà nessuno, per primi i politici con reati penali gravissimi, non le danno nemmeno i condannati seduti in parlamento. Al sottoscritto non importanta neanche chi andrà a sedersi su quella poltrona “politica ovviamente!!” al posto di Gravina, al sottoscritto interessa più una rivoluzione etica e morale sul sistema calcio, quando dico calcio parlo di campo da gioco, parlo di allenatori, parlo di stadi, parlo di partite, non di poltrone politiche.
Ho fatto il l’allenatore per tantissimi anni ( più di 400 panchine nei dilettanti) ho fatto il preparatore atletico di molte società e categorie ( dal calcio femminile in serie A, a squadre di Hockey pista in seria A e Nazionali giovanili) ho il patentino UEFA B da 35 anni…. e credetemi in questo mondo negli ultimi 20- 25 anni non è cambiato nulla, tutto fermo, tutto immobile, con persone che sono incollate alla propria poltrona con un immobilismo da giurassico, da brontosauro. Ecco, tutto fermo, cementificato ancora come negli anni 90, dagli stadi che sono i peggiori d’Europa colpa della politica che non guarda questo mondo, alla formazione globale dei giocatori colpa dei tecnici che sono fermi al calcio di difesa e contropiede. Per la verità seguendo qualche allenamento di mister Zanetti al Verona è cambiata la lingua con cui comunicare ai giocatori le informazioni che sono solo in inglese, l’italiano non lo parla più nessuno!!.

Mister Zanetti
Da tecnico dico come possiamo migliorare se abbiamo ancora presidente degli allenatori italiani (AIAC) il buon Renzo Ulivieri che alla soglia dei 85 anni guida ancora un gruppo di tecnici che hanno fatto il suo tempo, confermati da decenni, che poi son quelli che formeranno a Coverciano e in Provincia i nostri mister, abbiamo i responsabili tecnici delle nazionali giovanili che sono figure ormai passate alla storia nel secolo scorso, da Viscidi a Beretta ecc. ecc.( solo delusioni ed esoneri quando allenavano!).

Ulivieri
Nulla è cambiato da quel corso UEFA B che ho fatto nel 1992, i corsi di oggi sono esattamente uguali, 2 cose in campo, 2 cose di teoria, un esperto che ti racconta della difesa a 3 oppure a 4, un medico sugli infortuni, un arbitro per 2 regole….tutto come allora.
Allora da tecnico e tifoso dico che bisogna cambiare (non nelle poltrone !!!) ma nel modo di parlare, di studiare, di allenare in campo questi giovani pieni di talento ed energia , parlando loro non del quinto a destra che rientra, o del braccetto di sinistra che attacca nella difesa a cinque, ma ripartire dal gesto tecnico, dal coraggio anche di far giocare i giovani ai vertici dei nostri campionati. Quanti ragazzi sono scomparsi in questi anni, dai nostri Campioni d’Europa Under 19, ai vice campione del mondo Under 20, pensate che solo in 4 giocano in serie A, Pisilli alla Roma, Pio Esposito all’Inter, Lipani al Sassuolo, Ndour alla Fiorentina, gli altri sciolti come neve al sole in categorie minori o all’estero in serie semi-professionistiche. Ecco che bisogna cambiare mentalità, approccio, metodologia, rimanere ancora con le vecchie e scontate regole non ci porta da nessuna parte. I nostri giocatori ai massimi livelli sono mediocri e comprimari nelle loro squadre proprio perché sono cresciuti con metodologie storiche e passate, senza fantasia, senza personalità e al servizio dei campioni ( l’Inter, il Napoli, l’Atalanta vincono per gli stranieri, mica per i nostri!!).
Mediocri e comprimari….Gattuso avrà sbagliato di certo, ma la colpa è a monte, dove si allenano soldatini al servizio del risultato. Cambiamo, cambiamo tutti, non solo le poltrone che contano
Mister Lissandrini Maurizio, diplomato ISEF, docente di Ed. Fisica, allenatore UEFA B, preparatore atletico.

Lissandrini e Sacchi
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