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Il Venerdì di L.Zanini: Triestina- Vicenza epilogo dolce-amaro!

Scritto da Luciano Zanini

IL VENERDI’ di Luciano Zanini

                

TRIESTINA vs VICENZA, EPILOGO DOLCEAMARO

 

Dopo tanto correre e tanti punti conquistati in questo torneo di Serie C, che sarà archiviato come straordinario, il campionato dei record, rimane da espletare un’ultima “formalità” a Trieste. Allo stadio Nereo Rocco. Già, perché l’ultima partita in programma si gioca contro l’antica e gloriosa rivale triveneta da tempo retrocessa. Di fronte la prima della classe contro l’ultima che però a ben guardare proprio ultima non è come risultati ottenuti sul campo, ma solo per una serie di penalizzazioni subìte. Voglio qui  ricordare la grande società sportiva della Triestina Calcio che per tanti decenni ha onorato questo sport  e la bella città di Trieste. Che ha forgiato grandi campioni come Colaussi, Blason, Pasinati, l’indimenticabile Nereo Rocco e altri ancora. Che ha giocato in serie A e in serie B dando vita contro il Vicenza a memorabili derby che i tifosi non più giovani ricordano bene. Per la precisione: 12 incontri di serie A e 21 di serie B, oltre naturalmente alle tante gare di serie C. Concedere l’onore delle armi alla Triestina mi pare dunque d’obbligo e lo faccio volentieri anche se con una punta di rammarico per questa caduta in basso. La prossima partita finirà come finirà, ma sono convinto  che giocatori e società vogliano dimostrare di essere ancora vivi e vegeti, e di possedere l’orgoglio della grande squadra blasonata. Del resto, come detto, se leggiamo bene la classifica prendendo in considerazione quella reale, conquistata sul campo, la Triestina avrebbe 36 punti e non 12. Assistere alla sua retrocessione in serie D, ripeto, spiace a chi ama il calcio veneto e triveneto in generale, per cui non può mancare l’augurio sincero alla Triestina e ai suoi appassionati tifosi di tornare in serie C già con il prossimo campionato.

tifosi biancorossi a Trieste

Arbitra non vede rigori…

Dopo la caduta di Lecco i biancorossi hanno ritrovato sprint e gioco efficace nella terz’ultima gara di campionato contro il Novara, tra le accoglienti e festanti braccia dei propri tifosi. I quali, pur se paghi del trionfo del Lane in campionato, chiedevano ai propri beniamini di giocare in maniera brillante contro i novaresi, e soprattutto di mettere a segno bei gol. Insomma volevano godersi un pomeriggio allegro e spensierato, condito da applausi scroscianti. Alla fine del match si può dire che le attese dei supporter biancorossi non siano andate deluse, anzi. Il risultato poteva essere più rotondo, ma va riconosciuto che i piemontesi, nel primo tempo, hanno dato filo da torcere ai biancorossi, sprecando pure un calcio di rigore, parato alla grande da Alessandro (magno) Gagno.

 

Un primo tempo che ha visto l’esordio al Menti dell’arbitra Maria Mottola impegnata a galoppare, criniera al vento, su e giù per il campo, ma miope nelle due situazioni topiche della gara. Quando cioè, con il Lane in avanti, un’entrata fallosa su Nicola Rauti non è stata minimamente presa in considerazione dal direttore di gara. Eppure il fallo era evidente. Meno male che il supporto tecnico invocato da mister Carobbio, in panchina al posto dello squalificato Gallo, ha dato la giusta sentenza. Poi, sempre nel primo tempo, a pochi minuti dalla fine, la signora Marotta ha ribadito la svista sull’intervento falloso del nostro Caferri ai danni di Ledonne ( giornata al femminile…). Anche in questo caso, su richiesta del tecnico novarese Dossena, è seguita la prolungata visione del filmato da parte dell’arbitra, che ha dovuto prendere atto del rigore esistente. Un Novara pimpante nel primo tempo, capace di tenere a bada il Lane giocando sul ristretto e mettendo in mostra un palleggio decisamente efficace. D’altra parte, a quota 44 punti in classifica, l’obiettivo importante per loro c’era tutto, ossia fare punti per rimanere in zona playoff. I biancorossi invece, come del resto ammesso a fine gara da Carobbio, hanno commesso una serie di errori imputabili a…. “ruggine accumulata”. Sparita però nel secondo tempo.

Un primo tempo “riflessivo”

 

Il primo tempo si apre – come da prassi – con il Lane in cerca di fare gol subito, per poi controllare la gara. E il gol arriva subito, già al 7’, quando mister Carobbio si gioca con successo la prima card per l’intervento di Lartey su Rauti in area, non visto dall’arbitra. Sul dischetto si presenta Rauti, che si concentra per bene  e non sbaglia. Poco dopo è la volta di Morra che però spedisce fuori il cross di Talarico, il quale al 21′ si produce in un fondamentale salvataggio evitando il pareggio. Il Novara ha la gara in pugno, e giunge più volte pericolosamente in area biancorossa. Dài e dài al 41′ il gol arriva: Agyemang, penetrato in area,  viene steso fallosamente da Caferri. Rigore numero due non visto, ma poi concesso a seguito esame. Tira Ledonne, che si fa ipnotizzare da Gagno lesto a buttarsi e a neutralizzare il tiro. L’errore però non smonta il Novara che continua a premere e arriva a pareggiare solo due minuti dopo con il citato Ledonne: da fuori area fa secco il portiere biancorosso con un gran tiro alla sua destra. Il pareggio pare scritto, ma….

 

L’effetto Caferri rilancia il Lane

Ma c’è un “ma” di quelli grandi che ci riporta con la mente al grandissimo gol segnato da Lorenzo Caferri  contro l’Arzignano al 98’. Si chiama “effetto Caferri”. Come allora Lorenzo spacca la gara e la decide mettendo a segno un gol spettacolare. Da campione. L’azione si snoda in avanti con passaggi tra biancorossi, un pò tutti indecisi, finchè la sfera non perviene a Caferri il quale se l’aggiusta, fa un passo in avanti e, quasi da fermo, lascia partire un botta forte e perfetta a pelo d’erba che si insacca sulla destra del portiere ospite, vanamente proteso in tuffo. Gol stupendo che cambia anche l’inerzia della gara a partire dal secondo tempo, preceduto da un cambio tra i biancorossi: fuori Morra e dentro Stuckler. Cambio azzeccatissimo visto che dopo un solo minuto il Vicenza cala il tris: cross di Sandon e colpo di testa in tuffo proprio del bomber, che impiega pochi secondi dall’entrata in campo per fare gol. Il suo tredicesimo. Al 10′ altro episodio, quasi incredibile, con il doppio salvataggio sulla linea da parte dell’onnipresente Leverbe. La gara rimane viva, il Lane è propositivo e cerca il poker. Al 29′ entrano Cavion e Capello per Zonta e Rauti e fioriscono diverse occasioni. La prima vede il buon tentativo di Rada su calcio di punizione, respinto dal portiere Boseggia con palla che perviene a Capello che però tira fuori. Ancora una doppia occasione finale per i biancorossi: sul cross di Caferri, Capello tira in porta ma il suo tentativo viene ribattuto; quindi è la volta di Talarico che prova la mezza rovesciata al volo ma senza fortuna. Peccato, sarebbe stato eurogol e poker biancorosso.

Al Menti esultano biancorossi  e… gialli

Quando si hanno tanti punti in saccoccia puoi essere generoso con chi di punti ne ha bisogno come il pane per salvarsi? Per rimanere ancora un altro campionato in serie C e continuare a vivere. Si può, si può! Devono averla pensata così Stuckler e Carraro i quali, messi in condizione di freddare agevolmente il portiere cremonese Cordaro – nell’ultima partita al Menti contro la Pergolettese – già nei primi minuti della partita, hanno deciso di graziarlo e consentire così i festeggiamenti in comune tra Pergolettese e Lane (ci scherzo sù ovviamente perchè Stueckler ci teneva proprio a fare il 14.mo gol). La Pergo perchè col punticino preso al Menti si è salvata  e non c’è alcun playout da disputare; il Lane perchè ha giocato l’ultima gara interna del campionato di serie C pregustando il prossimo torneo cadetto. Feste comuni dunque ma forse con maggiore intensità interiore per i calciatori della Pergolettese, visto che il Vicenza aveva già abbondantemente festeggiato di recente alla grandissima nel salotto buono cittadino. Non c’è l’ha fatta invece la Virtus Verona che retrocede tra i dilettanti dopo anni di gloriosa permanenza in terza serie: peccato che con questa retrocessione si chiuda anche la straordinaria avventura sportiva di Gigi Fresco, presidente factotum della società scaligera. Il calcio è così, e spesso non guarda in faccia  a nessuno. Torniamo alla gara di sabato scorso, che il Lane avrebbe dovuto vincere per timbrare il suo sigillo su un campionato dominato ab origine. E’ andata diversamente – lo stesso Gallo a fine gara ha ammesso che avrebbe voluto vincere –, amen!  Non dimentichiamo che, a pochi minuti dalla fine, si è financo rischiato il colpaccio esterno degli ospiti. Buon per il Lane che mister Fabio abbia chiesto l’Fvs, inducendo l’arbitro a riconsiderare la sua precedente decisione di assegnare il rigore alla Pergo per un presunto fallo in area di Rada su Orlandi.

Il rinnovato Vicenza sceo in campo con la Pergolettese con Massolo, Vescovi, Cappelletti, Benassai, Cavion, Rada, Talarico, e c.

Fuorigioco inesistente, non per l’arbitro

 Grande occasione subito, già al 2′: il sempre talentuoso Capello invita a nozze il bomber Stueckler che si invola – è il meglio del suo repertorio – come un purosangue verso l’area avversaria. Arriva a tu per tu con Cordaro, pare gol fatto, invece si fa respingere il tiro, e poi ci mette una pezza il difensore Bane che salva capra e cavoli. Replica di Carraro al 6′: batte a colpo sicuro ma c’è di nuovo un grande Cordaro a dirgli di no.  Al 19′ è la volta di Cappelletti che segna di testa un gran bel gol, su punizione di Rada: annullato per fuorigioco. Un fuorigioco che per molti – compreso Fabio Gallo, che ha rivisto cento volte l’episodio, come ha detto a fine gara – è solo nella testa dell’arbitro Iannello di Messina. Il pericolo scampato rinvigorisce la Pergo che con Corti di testa si crea la prima vera occasione da gol prima dello scadere: fuori di poco. La ripresa vede i gialli cremonesi diventare più intraprendenti, facendo innervosire i biancorossi. In particolare Raul Talarico, che si becca un doppio giallo ravvicinato, prima per aver allontanato il pallone e poi per proteste: espulso. Arriva anche la girandola dei cambi ma in dieci è più difficile: per due volte comunque il Lane ci prova con Cappelletti ma non è giornata. La Pergolettese ci crede e tenta il colpaccio: al 40′ cross di Careccia e colpo di testa di Tremolada fuori misura.  Poi, al 47′ arriva il rigore sopra descritto: dopo la revisione delle immagini, però, l’arbitro cambia decisione e non concede il penalty. Al 51′ ci riprova Tremolada, Massolo sventa in corner. Finisce qui con festa comune, ma futuro diverso.

 

Luciano Zanini

 

 

 

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