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Tiro al bersaglio ad Arezzo..ora occhio al colpo della strega…

Scritto da Luciano Zanini

IL VENERDI’ di Luciano Zanini

                

TIRO AL BERSAGLIO AD AREZZO,

ORA OCCHIO AL.. COLPO DELLA STREGA!

 

Ad Arezzo, sabato 2 maggio scorso, il Vicenza ha partecipato idealmente al celebre torneo equestre, denominato la “Giostra del Saracino”, che da illo tempore si svolge nel capoluogo toscano a giugno e settembre. I cavalieri dei quattro quartieri cittadini corrono in Piazza Grande per colpire il tabellone-bersaglio del Buratto, ottenendo punti e vittoria in base alla zona colpita. Il massimo dei punti è cinque. Come appunto i cinque gol messi a segno dai biancorossi nella prima uscita della Super Coppa di serie C, come noto riservata alle squadre vincitrici dei rispettivi gironi di terza serie: Vicenza, Arezzo e Benevento. Cinque reti in trasferta contro la squadra vincitrice del girone B sono tanti, appunto tanto da farsi una domanda semplice semplice: è stata vera gloria? Importante era vincere, per ovvi motivi, e magari con un bel margine di scarto, visto che il burocratico regolamento della Super Coppa alla fin fine è favorevole a chi segna di più, in caso di pareggite. Però, appunto, va onestamente ricordato ciò che mister Bucchi ha sottolineato a fine match: il differente approccio alla gara delle due formazioni. I toscani, ancora strafatti dalla tensione e dalla fatica per la fatica di vincere il campionato alla penultima giornata, lasciando l’Ascoli a bocca asciutta: i nostri biancorossi,  belli tranquilli e in piena autostima dopo il grande campionato, stravinto da tempo. Tanto più che l’Arezzo ha giocato in parte con le seconde linee, mentre il Vicenza ha messo in mostra tutta la sua “migliore gioventù”. In buona sostanza si può dire che il Lane ha saputo capitalizzare al meglio il vantaggio della freschezza e dell’aver incontrato una formazione “adattata”. Tanto dovevo per rendere l’onore delle armi agli avversari e all’ex-biancorosso mister Bucchi, che i tifosi vicentini hanno potuto apprezzare tanti anni fa come prolifico bomber, rimasto sempre legato col cuore a Vicenza.

Vicenza scapigliato e senza pietà  

 

Fabione Gallo, abituato alle sfide importanti, sceglie per Arezzo la formazione base, uomo più uomo meno. Nella circostanza sono i biancorossi ad applaudire prima dell’inizio della partita i vincitori del girone b, scesi in campo accompagnati dal roboante e icastico inno amaranto cantato dal noto Pupo: “Arezzo cavallo rampante, Arezzo squadrone potente…”. Inno che fa venire alla mente quello decisamente più allegro biancorosso dei simpatici bevitori. Va a gusti. Opportunamente viene poi tributato un minuto di silenzio alla memoria del grande Alex Zanardi, il cui ricordo fa emozionare profondamente lo stadio. Già al 5’ arriva la prima grande occasione per i biancorossi: fuga del solito Caferri e delizioso cross sulla testa di Filippo Costa che colpisce sì benissimo, ma indirizza la sfera troppo centralmente e così Trombini neutralizza. L’Arezzo è impegnato ad arginare la foga biancorossa, e crea solo verso la mezz’ora la prima vera occasione con Pattarello, il quale da ottima posizione spedisce a lato. Il pericolo scampato induce il Lane a concretizzare la sua superiorità in campo. Così al 38’ Carraro, sempre lucido, lancia alla perfezione Rada che penetra in area, tira prontamente ma incoccia Renzi che devia favorendo Morra, appostato al posto giusto al momento giusto. Tac da tre metri e il gol è fatto. Un gol che spacca la partita perché il Lane  ringalluzzisce e confeziona la seconda rete dopo due soli minuti. Il difensore amaranto Gigli, ancora frastornato dal gol buscato, appoggia di testa un pallonetto loffio al suo portiere, sul cui si avventa come un falco lo scatenato Morra, versione speedy gonzalez, il quale brucia l’estremo avversario con una finta e lo uccella senza pietà. Lane in vantaggio per 2 a 0, con buone prospettive per la ripresa.

 

Quel gran gol di Stuckler

Che inizia sotto i migliori auspici visto che i biancorossi continuano a macinare gioco fluente e creano occasioni. La prima, al 15’, vede andare a rete Nicola Rauti, purtroppo annullato per fuorigioco. Al 25’ il subentrato Stuckler timbra il tris: dopo i tentativi di Caferri e Zonta respinti dal portiere di casa, il pallone arriva al numero 11 biancorosso che si esibisce in una bella semirovesciata, infilando il malcapitato Trombini. Sul 3 a 0 il Lane si rilassa un po’ ma viene subito punito: cross dalla destra e Gigli si fa perdonare l’errore precedente con  un bel colpo di testa che batte l’incolpevole Gagno. Niente paura, i biancorossi si portano prontamente sul 4 a 1 per merito esclusivo di Davide Stuckler, il quale conferma in questo episodio la sua più che notevole caratura di bomber, realizzando una rete straordinaria per intuizione, tecnica, potenza e spettacolarità. Gagno, visto il collega bomber in movimento a centrocampo, non ci pensa due volte a lanciarlo. Il lancio arriva là dove se lo contendono Stuckler e due difensori, ma è lui a prevalere riuscendo a controllare la sfera e a portandosela leggermente in avanti, giusto per scoccare un vero missile all’indirizzo della porta aretina. Il tiro potente e preciso si insacca alla destra del portiere che non si aspettava di certo una simile giocata: 4 a 1. La partita è sostanzialmente finita qui, anche se si aggiungono due autoreti, una a testa: Capello che interviene su una punizione e infila Gagno, e Casarosa che fa secco il suo portiere su cross basso. Termina per 5 a 2 e il Lane torna a casa con un certo legittimo ottimismo dopo il tiro al bersaglio in terra di Toscana. In attesa delle streghe….

Il Benevento prenota il Menti

Sullo stemma del Benevento appare l’immagine di una strega (noi abbiamo la famosa R, ognuno sceglie ciò che più gli piace …), da cui “la Strega” per dire il Benevento calcio e “le streghe” i calciatori irpini.

Ciò premesso, eccoci alla seconda partita di Super Coppa: Benevento vs Arezzo. Una gara equilibrata, vinta dal Benevento con un solo gol di scarto, e un Arezzo diverso dal precedente. La gara l’accendono proprio i toscani al 13’: corner di Iaccarino da destra, Righetti incorna di testa e Vannucchi si salva in due tempi. Replica il Benevento con Maita che sfrutta un errore degli avversari e si trova una palla d’oro tra i piedi, ma il portiere sventa; poi altre due occasioni irpine con Lamesta che nella prima tira alto, e nella seconda invece addosso al portiere amaranto Trombini. La pressione delle streghe si concretizza al 32’ quando Iaccarino arriva in ritardo sul pallone travolgendo Maita in scivolata: l’arbitro indica il dischetto e Salvemini realizza il gol partita. Nella ripresa l’Arezzo cerca di recuperare lo svantaggio, e ci prova subito Guccione con un bel tiro da fuori area, ma Vannucchi respinge. Risponde la strega con due tentativi in successione, ma senza esito. Al 63’ l’Arezzo ha una doppia grande occasione con Tavernelli che prima spara un gran destro, con palla deviata che arriva ad Arena, il quale batte forte ma centrale e Vannucchi respinge. Ancora Tavernelli con il destro ma il suo tentativo finisce di poco sopra la traversa. Replicano i giallorossi – nelle cui fila gioca l’ex-biancorosso Della Morte – con un paio di buoni tiri di Tumminello, ma senza esito. Lo stesso Tumminello al 74’ segna il 2 a 0, ma il gol viene annullato per fuorigioco. Il Benevento cerca con foga il doppio vantaggio per avere un migliore biglietto di presentazione al Menti, ma gli viene annullata anche la rete di Mignani al 78’, sempre per fuorigioco. Ultimo tentativo di Prisco al 93’ con un gran tiro che Trombini mette in angolo. Finisce qui: Arezzo out, Benevento in viaggio verso Vicenza…

 

Occhio al colpo della Strega…   

Grande appuntamento di fine stagione allo stadio Menti, sabato 16, per seguire la finale della Super Coppa, una questione ormai rimasta solo tra Benevento e Lanerossi Vicenza. Per scaramanzia non faccio pronostici ma metto lì alcuni dati significativi. Gli irpini hanno chiuso il loro campionato a 82 punti con un vantaggio di 12 sul Catania; hanno vinto 25 volte, 7 pareggi e 6 sconfitte; gol segnati 74, buscati 28. Il Vicenza a sua volta, come ben sanno i tifosi biancorossi, ha chiuso a quota 89 punti, con un vantaggio di 20 sul Brescia. Sono poi 27 le vittorie, 8 pareggi e 3 sconfitte; 69 reti segnate e 26 subite. In sostanza entrambe le squadre hanno fatto grandi campionati e ora si vedrà chi è il migliore. Il Vicenza ha il vantaggio della goleada aretina che gli consente di poter sfruttare anche il pareggio per mettere le mani sulla Coppa. E’ comunque un avversario di grande caratura, con forte difesa, centrocampo e attacco dove segnano un po’ tutti: Salvemini (13 gol in campionato), quindi Manconi, Mignani e Tumminello (10 a testa), Lamesta (9). Matteo Della Morte è sceso in campo 29 volte segnando solo un gol. Speriamo stia buono e vinca il migliore … cioè noi (come diceva il grande Nereo Rocco).

Della Morte

Luciano Zanini

 

 

 

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