Qualche rimpianto, ma un orgoglio sconfinato per la forza di volontà del gruppo: queste le sensazioni in casa Schio nel post-Clodiense. Giallorossi in vantaggio alla mezz’ora con il primo acuto stagionale di Fyda, vicini poi al raddoppio per tre volte in avvio di ripresa (il palo ferma Glamocanin), ma poi riagguantati da Menato all’89’. Ma va bene lo stesso: con tante assenze gli scledensi spaventano e bloccano una delle favorite del torneo!
SCHIO – UNION CLODIENSE 1-1 (Primo tempo 1-0)
SCHIO (3-5-2): De Grandis; Crestani, Gecchele, Buratto; Brugnoli, Torresan (57’ Caporali), Matteucci, Callegaro (82’ Tramonte), Rossi; Fyda (75’ Borgo), Glamocanin All. Pozza
UNION CLODIENSE (4-3-1-2): Mocanu; Puccio (64’ Turolo), Codromaz, Montin, Gueli; De Paoli (81’ Gasparini), Radrezza, Brugnolo (75’ Menato); Marcandella (64’ Barzon); Silenzi, Rosso (64’ Gnago) All. Vecchiato
MARCATORI: 29’ Fyda (S), 89’ Menato (C)
AMMONITI: 68’ Silenzi (C), 76’ Brugnoli (S), 80’ Gnago (C), 85’ Matteucci (S), 90+1 Gecchele (S), 90+1’ Glamocanin (S)
TIRI (IN PORTA) 12 (6) – 9 (2) FALLI: 12-10 CORNER: 4-5 OFFSIDE: 0-1 RECUPERO: 1’ PT – 5’ ST
Cronaca di Marco Marra, foto di Serena Fantini

LA CRONACA
Il pre-partita dello Schio è un mix tra ottimismo e preoccupazione per le notizie dall’infermeria: diverse assenze per Mister Pozza nel confronto col suo passato, con quella Clodiense in cui agli albori del millennio scrisse una delle prime pagine della sua carriera da giocatore. I granata di Roberto Vecchiato, suo ex compagno, viaggiano sulle ali dell’entusiasmo grazie ai tre successi di fila tra Coppa e campionato; in caso di successo al Gino Cosaro si staccherebbero Mestre e Luparense, rimanendo a braccetto con lo straripante Cjarlins Muzane di Moras. Pronostici chiari a tutti, il campo è però fatto per smentirli!
Lo Schio parte col piede giusto, quasi per darsi coraggio, ma la Clodiense capovolge l’inerzia già al 9’: De Paoli affonda dal centrosinistra con uno scatto poderoso e un mancino a lato di un soffio, mentre al quarto d’ora il centrocampista parte dal lato opposto e serve un’ottima palla a Rosso che sfiora il palo di prima intenzione. Meno clamorosa, ma degna di nota l’iniziativa di Silenzi che sposta di fisico il proprio marcatore e scomoda De Grandis sul primo palo. Monologo ospite? Neppure per sogno: Riccardo Callegaro va vicino al gol per due volte in trenta secondi con due tentativi dal limite, ma il piede di Mocanu e un pizzico d’imprecisione gli negano il gol. Ci pensa allora un bomber come Szymon Fyda a realizzare il primo gol del campionato per lo Schio, sfruttando il cross al bacio di Brugnoli e colpendo in maniera sporca ma efficace all’altezza del dischetto. Si sblocca l’italo-polacco, si sblocca la squadra di Pozza che amministra fino all’intervallo!

E al rientro dagli spogliatoi il pubblico del Gino Cosaro pregusta la rete del raddoppio, che indirizzerebbe nettamente il risultato: tre minuti e una progressione di Torresan libera lo spazio per Glamocanin che in caduta colpisce il palo alla sinistra di un impotente Mocanu, l’assedio continua e sfiorano il gol anche Rossi e Torresan sugli sviluppi di una buona transizione, ma è Matteucci a creare un’altra grande occasione col suo magico destro a giro finito alto di centimetri. La Clodiense è alle corde, Vecchiato butta nella mischia Menato e Gnago per ravvivare il reparto offensivo, ma è Marcandella a sollecitare De Grandis al 54’ con un bolide di mancino ben respinto dall’estremo scledense. All’ora di gioco Silenzi scatta sul filo del fuorigioco, tenta il lob sull’uscita di De Grandis e mette sopra la traversa, ugual esito per lui su calcio di punizione al 77’. Lo Schio, complici le defezioni, effettua soli tre cambi ed è dunque costretto a difendersi nella propria area con le poche energie rimaste; la muraglia regge finché può, ma con avversari di questo spessore paghi inevitabilmente dazio: a un minuto e venti dal 90’ Barzon pesca dalla destra Menato che piazza all’angolino pietrificando De Grandis per la rete del pareggio. Due subentrati confezionano il gol che evita la sconfitta a Vecchiato, a dimostrazione di come il maggior numero di energie e rotazioni abbia fatto la differenza a lungo andare. Era facilmente prevedibile e ciò, anziché essere un rimpianto, dà ancor più l’idea di quanto i giallorossi siano stati in grado di dimostrare per due terzi abbondanti di partita: risposta migliore al K.O. di San Donà non poteva esserci per una squadra che, con questo spirito, può togliersi grandi soddisfazioni. Un passo alla volta come sempre: intanto Pozza e i suoi ragazzi metteranno nel mirino la trasferta in casa della Calvi Noale con tante consapevolezze in più!

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