EVIDENZA

Un derby buttato via, cambi fatali…

Scritto da Luciano Zanini

IL VENERDI’ di Luciano Zanini

UN DERBY BUTTATO VIA, CAMBI FATALI !

 

Mastica amaro il grande mondo biancorosso, dopo aver mal digerito al Bentegodi la doppietta tagliagambe del colombiano Mosquera che, ispirato direttamente dalla dea Eupalla in giornata tutta gialloblù, ha letteralmente fatto saltare in aria il bunker biancorosso nel giro di tre minuti. E, quando si prendono uno dietro l’altro due gol alla Mosquera, peraltro molto belli dal punto di vista tecnico, in così poco tempo vuol dire che qualcosa di grave dev’essere successo: la squadra biancorossa ha mollato sul più bello, perdendo lucidità, attenzione e determinazione, appunto tre caratteristiche che l’avevano contraddistinta per circa tre quarti della gara. Il vuoto letale dei biancorossi si è materializzato in tre minuti, dal 73’ al 76’, proprio in coincidenza con l’uscita di Nicolò Brighenti che in sostanza ha determinato più di altre cose le sorti del derby a nostro sfavore. Un’uscita dovuta ad infortunio e quindi non certo per scelta tecnica di mister Gallo. Al suo posto è entrato a freddo Maxime Leverbe che ha fatto rimpiangere Brighenti anche se è difficile incolpare il francese, solo lui, della sconfitta. E’ stata un po’ tutta la squadra a risentire della mancanza della regia difensiva di Brighenti. In particolare, la difesa e il centrocampo sono parsi subito arrancare, quasi impauriti dal forfait dell’uomo-faro là dietro, in grado con la sua esperienza di contenere l’onda d’urto del Verona, costringendolo a giocare ai bordi senza incidere più di tanto, per poi colpirlo al momento giusto sul più classico dei contropiedi con Rauti.

Lane troppo “raggiungibile”

Prima di approfondire il derby numero 44 tra le storiche rivali venete Hellas e Lane, facciamo però un passo indietro cronologico per ricordare che anche la partita precedente, contro la Juve Stabia ( e ancora prima contro l’Entella), aveva certificato la difficoltà del Lane di mantenere il risultato pieno dopo essere passato in vantaggio. Unica eccezione la bella vittoria casalinga contro il Catanzaro, che aveva invece messo in risalto la grande “voglia” di vittoria dei biancorossi proprio nella seconda parte del match. Al Menti con la Juve Stabia è finita dunque 1-1: il Lane, conquistato il vantaggio, ci ha provato fino alla fine a raddoppiare, senza successo. Va detto comunque che il pari con i campani è il risultato più giusto, visto che nei primi trenta minuti il Lane ha fatto da comprimario, tenuto sotto scacco dagli avversari. Solo a partire dal 30’ finalmente la musica cambia, il Lane si sveglia, prende le misure alle vespe e comincia un’altra partita. Al 38’ la prima occasione Lane su punizione, senza esito, mentre al 43’ un pericoloso traversone basso di Merkaj viene deviato in angolo. In questi ultimi minuti del primo tempo c’è però soprattutto la grande occasione, un quasi gol, di Brighenti che su calcio d’angolo svetta di testa, lui non gigante, con tempismo magistrale mancando il bersaglio per un pelo a portiere battuto.

 

Corazza, delizia e croce

A bersaglio ci vanno però in avvio di ripresa i biancorossi, a coronamento di una gran bella azione corale partita da Caferri: lancio allo scatenato Merkaj che brucia letteralmente il suo marcatore sullo scatto, va sul fondo, occhieggia dentro l’area e poi serve di precisione un assist millimetrato a Corazza, ben appostato. Ha tempo di mirare la porta e far partire un gran tiro che fa saltare il banco. Dopo Merkaj e Corazza si prende la scena Alex Gagno: prima effettua una grande parata su Patanè e poi blocca un tap-in di Pierobon che pareva gol fatto. Insomma c’è vita al Menti con il pubblico alle stelle, ma proprio quando si comincia a confidare negli agognati tre punti, ecco arrivare l’amaro pungiglione delle vespe. Siamo al 32’: Corazza, forse caricato fin troppo dal bel gol realizzato, si produce in un ingenuo fallo su Maistro, beccandosi uno sgradito ma giusto rigore. Batte bene Di Nardo, specialista e bomber della Juve Stabia, e ciao ai tre punti. Per un’ingenuità il Lane ne butta via due decisamente importanti in una partita alla sua portata che ha messo in luce tre biancorossi in particolare: in ordine alfabetico Brighenti, Gagno e Merkay. Se si guarda al loro curriculum – neanche a farlo apposta –si tratta di calciatori di serie B, gente che ha ben militato nella categoria cadetta.

Lane difende bene, Hellas sotto controllo

Ma torniamo al derby del Bentegodi di domenica 20 settembre. Il Lane segue alla lettera sin dall’inizio le precise direttive di mister Gallo: si devono tenere a bada i veronesi, cercando poi di colpirli in contropiede. Davanti ai ventimila del Bentegodi, senza il sostegno dei propri aficionados (decisione infelice  giustamente assai contestata dal mondo biancorosso e non solo), il Vicenza approccia la gara nella maniera giusta, aspettando l’Hellas e cercando di bloccarne il gioco. Il match si mette proprio su questi binari voluti dal mister con i gialloblù in avanti a spingere come matti, e il Lane sveglio e deciso nel chiudere varchi e  smontare le iniziative avversarie. Minuto dopo minuto il Verona si trova così fatalmente irretito nella ragnatela biancorossa dove giganteggia un possente Brighenti nella sua migliore condizione psicofisica. Certo, il Verona pressa, eccome, a tratti è asfissiante ma il Lane tiene botta, e rilancia in contropiede. Neanche a farlo apposta la prima vera occasione è vicentina, con Alessio che batte bene di testa su corner di Costa ma la palla deviata esce sul fondo di pochissimo. Peccato. Troppo bello un gol così. L’Hellas però non molla di un centimetro sebbene la sua azione col passare dei minuti appaia sterile, con la sola palla-gol di Sarr sul quale però interviene tempestivamente Caferri, sempre in movimento e propositivo. Al 45’ è invece la volta del neo-acquisto biancorosso Bellemo (buono il suo esordio dall’inizio) che si trova in avanti e cerca il gol, ma il tiro esce a lato. Un primo tempo niente male, viste le forze in campo, e la qualità del Verona.

Grande Rauti ma Mosquera è (purtroppo) super

Se nel primo tempo il Lane subisce, è all’inizio del secondo che le speranzielle dei tifosi vicentini (chi da piazza dei Signori, chi al bar, chi a casa davanti alla tv) cominciano a “prender foco”. Già al 4’, quando si materializza la prima vera grande occasione del derby: Rauti imbecca Merkay che arriva puntuale sulla sfera, epperò batte male male mangiandosi un gol fatto, forse per precipitazione, forse per pura jella. Sarebbe stato il toccasana che ci voleva. Toccasana che invece arriva perfetto qualche minuto dopo, al 12’, quando il sempre combattivo Caferri giostra bene un pallone sulla linea laterale destra, a metà campo, e poi lancia Rauti. “Nicola spint” non ci pensa due volte: punta la porta, si lancia ventre a terra nella prateria e dopo una trentina di metri a perdifiato, come una lama nel burro, infilza Leali senza pietà con la palla all’incrocio.

Gol da fuoriclasse, biancorossi (tutti) al settimo cielo (mi ha ricordato la gioia e l’entusiasmo che ho vissuto al Bentegodi nel lontano 2013 con il gol-vittoria  di Franco Semioli nel derby di allora, circondato in tribuna stampa da incacchiatissimi veronesi). Gol importante certo, ma rimane ancora molto tempo da giocare con le sue sorprese. Intanto, la rete subìta fa scatenare vieppiù i tifosi veronesi che caricano a mille i gialloblù, più che mai decisi a recuperare lo svantaggio. Il Lane tiene botta egregiamente e arriviamo così al 67’. Come detto, Brighenti è costretto a lasciare il terreno di gioco, mentre Mosquera entra al posto di De Battisti: i cambi che cambiano la partita. Passano pochi minuti e una doppia folgore si abbatte sul Lane. Al 73’ su calcio d’angolo di Sarr il colombiano sbuca tra un nugolo di biancorossi dormienti in area e li brucia sparando al volo in porta e facendo secco Gagno. Un gol che rivitalizza squadra e tifosi gialloblù e spaventa il Lane. Cosicchè solo tre minuti dopo arriva l’eurogol del solito Mosquera che su cross basso e teso dalla destra riesce a beffare Leverbe e Gagno inventandosi un tacco maligno che inchioda i biancorossi. E’ andata così: un derby perso “a causa” dei cambi. Male per noi, bene per loro. Alla prossima!

 

Luciano Zanini

 

 

 

 

 

Questo articolo è stato letto 19 volte.

Sull'Autore

Luciano Zanini

Visualizzazioni: