La Junior Monticello con un Comunicato Stampa prende posizione per un fatto accaduto durante una gara di terza categoria. Interviene a sostegno della società anche l’amministrazione comunale di Monticello.
Dopo anni di campagne di sensibilizzazione, mobilitazioni di atleti, personalità politiche e pubbliche, coinvolgimento di famiglie, praticanti, dirigenti e chiunque in genere sia partecipe di questo sistema che costituisce il movimento calcistico dilettantistico e professionistico, nonostante tutto ci ritroviamo ancora a dover testimoniare ed essere coinvolti nell’ennesimo episodio di razzismo a margine di una partita ufficiale del Campionato di Terza Categoria.
Nulla a che vedere con il tifo nel vero senso della parola, quello che sa essere anche feroce e che prevede anche l’utilizzo talvolta di provocazione e sfottò, e nulla a che vedere con lo svolgimento di una partita in sé, ossia coi valori tecnici e sportivi espressi sul campo. I pesanti insulti di stampo razziale rivolti ai nostri giocatori nella partita di domenica scorsa feriscono profondamente, e nulla hanno a che spartire con tifo e valori sportivi, in un contesto agonistico del livello tecnico di partenza tra tutte le categorie, in cui ci si aspetta che la competizione in campo sia connotata dai più basilari e puri valori dello sport, del divertimento e della salute.
Scriviamo questo comunicato per denunciare e rendere pubblico l’ennesimo grave episodio, non il primo che ci vede coinvolti come parte lesa, per non fare finta di niente come troppo spesso accade, nella speranza che almeno ad alcuni queste parole suscitino una riflessione ed un impulso al miglioramento. La Giustizia Sportiva farà il suo corso, i fatti domenica però restano, a macchia di un movimento sportivo i cui valori sono sempre più sovrastati da questi e altri eccessi.
A.S.D. Junior Monticello
L’Amministrazione Comunale di Monticello Conte Otto esprime la propria piena solidarietà, innanzitutto ai giocatori dell’A.S.D. Junior Monticello vittime degli insulti razzisti verificatisi domenica durante una partita del campionato di Terza Categoria. A loro va la nostra vicinanza, insieme a quella rivolta alla società, ai dirigenti, ai tecnici, alle famiglie e a tutta la comunità sportiva coinvolta.
La Junior Monticello rappresenta da sempre una realtà di grande valore per il nostro territorio, capace di coniugare competenza tecnica, qualità dei propri allenatori e disponibilità di spazi e attività sportive in un ambiente sano e formativo. Soprattutto, si distingue per la forte impronta educativa, insegnando ai nostri ragazzi il rispetto dei compagni, delle strutture e, in particolare, degli avversari. Un impegno testimoniato anche dai riconoscimenti ottenuti in più occasioni con la Coppa Disciplina.
La scelta di iscrivere quest’anno una seconda squadra al campionato di Terza Categoria, accanto a quella di Prima Categoria, conferma ulteriormente la volontà della società di offrire ai giovani del territorio opportunità concrete per crescere attraverso lo sport, contrastando la dispersione sportiva e favorendo il senso di appartenenza alla propria comunità.
Il razzismo non ha nulla a che vedere con lo sport. Gli insulti e le discriminazioni non sono tifo, non sono competizione e non possono trovare alcuna giustificazione. Sono comportamenti incompatibili con i valori di rispetto, inclusione e lealtà che lo sport deve trasmettere, soprattutto alle giovani generazioni.
Non tarda a reagire la società Lions Alto Chiampo respingendo le insinuazioni
La A.S.D. Lions Alto Chiampo intende prendere fermamente le distanze dal comunicato pubblicato dalla società A.S.D. Junior Monticello, respingendo categoricamente le gravi insinuazioni di razzismo emerse a seguito dell’incontro di domenica scorsa. D La nostra società, fin dalla sua fondazione, si riconosce nei valori dell’inclusione, del rispetto e dell’integrazione, principi che viviamo quotidianamente attraverso i nostri atleti, lo staff e il settore giovanile. . Il razzismo è una questione troppo seria per essere strumentalizzata e trasformata in un mezzo per alimentare polemiche sportive. Condanniamo senza riserve ogni forma di discriminazione, ma riteniamo altrettanto grave formulare giudizi pubblici su episodi controversi, rischiando di compromettere ingiustamente l’immagine di una società e dei suoi tesserati. Quanto accaduto durante la gara è oggetto di una ricostruzione che contestiamo fermamente. L’episodio si è verificato sotto la tribuna, alla presenza di numerosi spettatori, tra cui amministratori locali e pubblici ufficiali, alcuni dei quali, secondo quanto ci è stato riferito, non hanno udito l’offesa contestata.
Ci sorprende inoltre che la società avversaria richiami con tanta enfasi i valori della sportività, omettendo i ripetuti atteggiamenti provocatori del proprio allenatore e alcuni giocatori, dai gesti offensivi rivolti al pubblico al rifiuto di stringere la mano ai nostri tesserati, fino alle contestazioni proseguite persino all’interno del nostro spogliatoio. Comportamenti ai quali hanno assistito numerose persone presenti. È questa la sportività che si intende difendere? Riteniamo inaccettabile qualsiasi tentativo di strumentalizzare un tema delicato come il razzismo per gettare discredito sulla nostra società, tanto più a seguito di una sconfitta sportiva. Ci riserviamo pertanto di tutelare l’immagine e l’onorabilità dei Lions Alto Chiampo e dei propri tesserati in tutte le sedi competenti. Il razzismo si combatte con i fatti, non con le strumentalizzazioni. E la sportività si dimostra con i comportamenti, non con i comunicati. Lions Alto Chiampo A.S.D
Di fronte a questo tipo di situazione e a queste visioni diametralmente opposte sarà importante capire che cosa scriverà il direttore di gara, anche se non è detto che sia sufficente a chiarire fino in fondo l’episodio. Se arriveranno squalifiche già sappiamo che saranno pesanti (10 giornate) se interesseranno i tesserati delle società o sanzioni come la squalifica del campo se riguarderanno i sostenitori (con applicazione effettiva della sanzione solo in casa di ripetizione dei fatti ascritti). Le regole ci sono e vanno rispettate: senza prendere posizione non avendo assistito agli episodi segnalati noi ribadiamo che il razzismo nel calcio deve essere bandito. PUNTO.

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