Editoriali

Gli arbitri non devono stravolgere la realtà con i loro referti

Scritto da Federico Formisano

Dieci anni di arbitraggio non si dimenticano. Chi scrive dieci anni sui campi li ha trascorsi da Malcesine a Rovigo, da Buttapietra a Conselve . E quindi non sono abituato a dare la croce addosso ai direttori di gara. Spesso noi di Calciovicentino.it  li giustifichiamo anche verso quei dirigenti scalmanati che vorrebbero aver sempre ragione.  Ma una cosa che non tolleriamo è che gli arbitri usino quel referto inoppugnabile che gestiscono nel segreto della loro stanza come una clava per colpire dissennatamente chi li ha fatti tribolare. Mi hai offeso e io scrivo che mi hai sputato o spinto.. ti ho espulso e te ne sei andato dal campo con l’aria di uno che pensa che sono un imbecille e io scrivo che mi hai detto di tutto.

La lettera che pubblichiamo è di due società che l’hanno firmato congiuntamente per dire che questo arbitro ha esagerato..  Non abbiamo ricordi di due società che dicano la stessa cosa, riferitamente alla stessa partita. Che scrivano nero su bianco che la versione dell’arbitro è stata punitiva. Che quello che hanno visto 36 giocatori e 5 dirigenti non è lo stesso che ha visto il signor Nabil Ghazy.

Oggi mister Montini del Gambellara ci ha detto esplicitamente di essere disgustato di questo calcio e di voler mollare.  Entrambi apparteniamo alle categorie delle persone che si conoscono e che si battono perchè i direttori di gara non siano maltrattati e men che meno sfiorati anche con un solo dito.  Se Montini molla è un galantuomo che lascia il calcio e questo non è un bene. Ma se Montini lascia è perchè non tollera che un giocatore, un suo giocatore a cui ha cercato di trasmettere dei valori, venga squalificato per aver offeso il direttore di gara quando invece questa circostanza non risponde al vero. E se lo dice Maurizio Montini io gli credo.

Il calcio è regolato su dogmi come una religione. E i Giudici Sportivi quando esaminano i ricorsi scrivono che il referto dell’arbitro ha valore probatorio (fra una società che contesta ed un arbitro la Giustizia Sportiva non si azzarda nemmeno a discutere il verbale del direttore di gara). Perchè lo ribadiamo questo è un principio da cui non si ci si può allontanare, da cui non si può deflettere.

Ma siamo in presenza di una situazione anomala: di una congiunta denuncia di due società concordi nel parlare di esagerazione, addirittura di falso palese. Di un allenatore che mette in campo il suo onore per difendere il suo giocatore.

E allora a qualcuno deve nascere il dubbio che forse sia stato Ghazy ad esagerare, a calcare la mano. Deve chiedergli conto di questo.  E deve intervenire perchè questo non succeda più.

Federico Formisano

 

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