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Marco Rossi ha sconfitto il suo nemico: ora vuole di nuovo il campo!

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Un fulmine a ciel sereno, per usare un eufemismo, è quello che ha sconvolto la vita di Marco Rossi poco più di un anno fa. Ottimo portiere, classe 1992, nel pieno dell’attività agonistica. Persona solare, genuina e perfetto collante del gruppo di cui ogni squadra necessita. Un bimbo, Tommaso, appena arrivato ad allargare la famiglia composta da Marco e Marta, mentre Rossi è in forza al Trissino. Un fastidio all’altezza dell’addome ed i classici esami di routine, nulla fa nemmeno lontanamente presagire  quello che i controlli rivelano, cancro. Si fatica solo a scriverla questa parola. Marco non si abbatte e grazie al grande supporto di famiglia ed amici, un coraggio ed una determinazione granitiche ed al lavoro dei medici, il nemico è sconfitto, 400 giorni di battaglia, culminati con la vittoria, la più bella ed importante.

Marco è con estrema felicità che inizio con te questa intervista, la prima domanda seppur scontata, permettimela, come stai?

“Finalmente bene, ho ricominciato a vivere la vita pienamente, è stato un anno intenso sia a livello fisico che mentale, tutto si è concluso al meglio, l’emergenza sanitaria ha complicato ancora di più le cose, ma ora posso tornare a dedicarmi a pieno a ciò che mi rende felice, la mia famiglia ed il calcio.”

Il tuo percorso ti ha lasciato degli strascichi? Hai pensato per un momento di dover smettere?

“Non ci ho pensato nemmeno un secondo di smettere, i medici in questo senso mi hanno sempre rassicurato, certo ci vorrà un bel po’ di lavoro ora per recuperare la condizione, chiunque abbia affrontato degli interventi più o meno invasivi sa cosa significhi ripartire, ma ho una grande voglia. Nessun problema invece a livello fisico.”

Sono parole che rendono me e la redazione di calciovicentino.it molto felici. Facciamo un passo indietro se sei d’accordo, come è andata la vicenda? Il tuo percorso dimostra un coraggio ed una forza indescrivibili, sei energia positiva.

Rossi Cartigliano

Marco Rossi

“Ti ringrazio, la chiave è stata non mollare nemmeno per un secondo, l’approccio nell’affrontare la malattia cambia completamente il decorso, per me è stato fondamentale avere al mio fianco la mia splendida compagna Marta e il nostro Tommaso che mi hanno dato una forza immensa, con loro ovviamente famiglia, amici e compagni di squadra. Non mi hanno lasciato solo un secondo. Avevo da qualche giorno un rigonfiamento nella zona addominale, ma continuavo ad allenarmi regolarmente, anche se mi dava un po’ di fastidio. Ho fissato degli esami di routine col medico di base. Purtroppo il responso è stato quello che sapete, Tommaso era arrivato da pochissimo, non ho mai avuto paura per me stesso, l’unico mio timore è che fosse qualcosa di genetico. I dottori sono sempre stati ottimisti sulla vicenda, il percorso di guarigione non è stato una passeggiata, anzi, il fisico viene messo a dura prova.”

All’epoca eri al Trissino, immagino la reazione di compagni e società.

“Si è stata dura, ma la società a partire dal presidente ed i compagni sono stati eccezionali con me, sono andato a vederli in ogni partita che mi era possibile ed il legame umano creatosi è una cosa che porto dentro.”

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Marco vogliamo vederti così, sorridente !

 

Come se non bastasse, anche la pandemia, che periodo è stato per te?

“Ho dovuto sostenere un ciclo extra di terapia scaglionato proprio nei primi mesi del 2020, praticamente da gennaio a maggio non sono mai uscito di casa, salvo proprio qualche giorno prima del lockdown. Non aveva senso farsi prendere dal panico, ho usato la massima prudenza in tutto.”

“Come detto prima ho già ripreso ad allenarmi, quando il livello di condizione sarà idoneo cercherò una squadra, conto di essere a disposizione verso la fine dell’anno solare. Per quanto riguarda me stesso, voglio recuperare il tempo perso, godermi la famiglia e gli amici. Permettimi di ringraziare la mia compagna Marta, mio figlio Tommaso, la mia famiglia e i miei parenti e tutti gli amici che mi sono stati vicini.

Intervista di Andrea Benedetti Vallenari

Sull'Autore

Andrea Benedetti Vallenari