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Interviste (14): Chiari (Alte): lo svincolo mancanza di rispetto per chi lavora bene nei vivai

Scritto da Federico Formisano

Chiari: Lo svincolo mancanza di rispetto per le società che curano i vivai

Finora abbiamo pubblicato le interviste ad Antonio Bonati (Real San Zeno) , Antonio Mandato (Longare), Claudio Giarolo (Montebello) Fabio Ebene (Calidonense), Giulio Strazzabosco (Maddalene), Marco Aleardi (Monteviale),  Luca Bertollo (Eurocalcio), Marco Piredda (Junior Monticello),   Spes Geremia (Rosà), Fabio  Bagnara (Trissino), Fabio Munaretto ( Toniolo ), Andrea Luccarda (Santomio)  e Loris Ambrosini (Bissarese)

Oggi abbiamo posto domanda di taglio leggermente diverse e aggiornate alla fase particolare che stiamo vivendo al presidente delle Alte , Ivan Chiari.  

Che cosa pensi della norma sullo svincolo dei dilettanti ? 

Credo che la possibilità di svincolare annualmente i dilettanti sia una mancanza di rispetto per quelle società che investono su allenatori qualificati, progetti e qualità del servizio offerto nel proprio settore giovanile. Molte società di quartiere, come la nostra, che mettono in campo queste componenti, ma che però non fanno selezione qualitativa dei giocatori, rischiano di vedere i propri calciatori andare in altre società senza un minimo di controllo e confronto tra le parti. Le Alte Calcio ha sempre collaborato con le altre società, anche con quelle più qualificate o professionistiche, per la crescita dei propri tesserati. Altresì credo fermamente che l’interazione con il giocatore e con i suoi genitori sia fondamentale prima di una scelta sportiva, di un cambiamento . Una consulenza calcistica e umana tra società e famiglia è la cosa migliore per il futuro del bambino/giocatore. Senza più vincoli tutto questo decadrebbe e le scelte, a volte, verrebbero prese solo per l’ambizione personale di qualche genitore.

l’introduzione della clausola per la regolamentazione del lavoro sportivo penalizza le società sportive  ?

Non dobbiamo mai dimenticare che chi tiene in vita le società di calcio dilettantistiche sono i volontari, persone che investono soprattutto il proprio tempo per il bene collettivo. Queste persone devono essere motivate e ringraziate, sempre. Non si può appesantire la burocrazia e diminuire gli spazi d’azione di queste risorse fondamentali. Le regole vanno rispettate, tutte e le varie attività devono essere svolte come da protocollo, ci mancherebbe. Finora, con l’attuale organizzazione, non mi sembra che le cose stiano andando male e quindi non vedo il motivo per andare ad appesantire ulteriormente la vita delle società che vivono grazie al volontariato.

Mister Vicari, il presidente, il ds Jeraci, il team manager Fuin in occassione della presentazione

Dopo le ultime affermazioni dei dirigenti federali sembra che sia possibile completare la stagione giocando anche durante la settimana e fino a giugno e luglio Sei d’accordo? 

Partiamo da un concetto. Sia il campionato dell’anno scorso che l’attuale stagione sono stati inevitabilmente falsati dalla grave situazione sanitaria che il mondo sta vivendo. Se le condizioni lo permetteranno credo che saremo tutti felici di giocare il più possibile. Giocare a calcio ci farà tornare un po’ alla volta alla normalità. Proprio per questo motivo, come Alte Calcio non ci siamo mai fermati con gli allenamenti. Crediamo che finché i protocolli lo permettano abbiamo il dovere di offrire una possibilità di “normalità” ai nostri tesserati, nel massimo della sicurezza. Quindi più si gioca e meglio è. Credo che si riuscirà a trovare delle soluzioni per giocare anche qualche turno infrasettimanale senza sconvolgere le vite dei giocatori. Le vite sono state sconvolte ora che non si gioca da mesi

Qualora si dovesse giocare solo il girone d’andata pensi che sia giusto ridurre le retrocessioni e quindi puntare ad una nuova stagione con i gironi di Eccellenza, Promozione e prima categoria a 18 squadre? 

Gironi a 18 squadre sono molto impegnativi, ma onestamente questo mi sembra un dettaglio. L’importante è ripartire, ricominciare a giocare e a sfidarsi. Con quale formula si ripartirà conta poco. La voglia di tornare a vivere la settimana di preparazione alla partita e la domenica di gara  supera ogni situazione

Pensi che in queste condizioni sia possibile programmare l’attività sportiva?  Ora come ora programmare il futuro calcistico è impossibile. Non si hanno prospettive reali e definitive di inizio delle attività, non si sa ancora quando si potrà tornare ad allenarsi in condizioni normali. Stiamo cercando di tenere il gruppo allenato e unito, pronto per la ripartenza

Sei soddisfatto finora della stagione della tua squadra?

Il campionato si è interrotto proprio quando la squadra cominciava ad avere una sua identità  Le due nette vittorie consecutive su Grancona e La Contea avevano dato molte certezze. Mister Vicari sta facendo un ottimo lavoro. Le condizioni in cui ha cominciato a portare la propria visione del calcio alla squadra sono state le più sfortunate ma comunque sta lavorando in maniera egregia e sono convinto che i risultati si vedranno anche alla ripresa del campionato.

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Federico Formisano