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L’edicola del venerdì: giorno delle interviste, ancora un cambio in panchina

Scritto da Federico Formisano

Ieri pubblicati su Calciovicentino.it :

Antonio Bottazzi analizza i gironi di Promozione, con i top di giornata, la classifica marcatori aggiornata, e con le gare che decideranno la volata del girone B http://www.calciovicentino.it/2019/03/14/la-promozione-di-antonio-bottazzi-25-giornata

L’edicola del giovedì : la novità arriva da Malo con Dal Ferro nuovo ds della società maladense, la storia di un derby infinito e altre notizie.   : http://www.calciovicentino.it/2019/03/14/ledicola-del-giovedi-dal-ferro-al-malo-festa-telemar-il-derby-infinito-e-altre-notizie/

Cà Ba Marchesane- San Pietro di Rosà un redazionale sulla gara di Marchesane e l’analisi del girone G, con classifica marcatori aggiornata, risultati e classifica.  http://www.calciovicentino.it/2019/03/15/san-pietro-rosa-vince-in-casa-del-marchesane-il-girone-g-di-seconda-con-risultati-e-classifiche/

A

Almanacco:  Il lavoro prosegue e contiamo per fine mese di pubblicare l’Almanacco 2018/19. Come vedete in bozza e in miniatura in queste pagine dedicate al Monteviale (foto di Antonio Martinello) per ogni giocatore oltre alla foto ci sono le squadre in cui ha militato e le presenze e le reti dell’ultimo campionato. Inoltre i dati sulla società, la foto della squadra e dei componenti dello staff. Per ogni squadra 30 fotografie, tutte aggiornate.

Amichevoli: il turno di sospensione del campionato viene occupato anche con qualche amichevole:

Malo – Cornedo 3-1   (Giocata mercoledì )
Virtus Plateolese – Berton Bolzano 3-7  (giocata ieri sera)
Stasera  ore 20.00
Malo – Novoledo a Case di Malo
Seraticense e San Vitale
Pedemontana- Santomio a Centrale di Zugliano

Arzignano:. Di Donato: “Abbiamo ricaricato le pile per il gran finale”Vittoria importantissima per il morale e per la classifica, – dice Di Donato ricordando l’ultima vittoria della sua squadra –  specialmente per come è arrivata, in extremis. Stavamo bene prima, ma ora stiamo ancora meglio. Vittorie così ti danno davvero una carica super”.  L’organico ha dato un’ulteriore conferma di solidità. Senza Odogwu e con Valenti dentro solo nel finale si è avuta la conferma di un’intercambiabilità importante. Sei d’accordo? “L’organico è importante, l’ho sempre detto. Chi è stato assente è stato sempre sostituito degnamente. Sono contento di tutti; chi è subentrato lo ha fatto alla grande. La forza di una squadra che va bene è il gruppo, e noi ce l’abbiamo. Tutti stanno remando dalla stessa parte per un obiettivo importante”. Come ha lavorato la squadra durante la sosta?  “Durante la sosta abbiamo cercato di scaricare la tensione, divertendoci pure un po’. Venivamo da un periodo molto intenso e stressante, ma state tranquilli che l’attenzione e la voglia saranno massimali” Nella prossima partita giocherete in casa contro il Belluno. Che partita dobbiamo aspettarci? Che caratteristiche dell’avversario dovrete tenere sotto maggiore attenzione?  “Il Belluno verrà ad Arzignano per fare punti salvezza; ormai partite semplici non ce ne sono. Le partite valgono tanto per tutti; dobbiamo prenderla con le pinze e affrontata come fosse una finale di Champions. Dobbiamo puntare a fare risultato attraverso il gioco; dobbiamo limitare gli errori, perché abbiamo un obiettivo da raggiungere. Loro hanno un obiettivo chiaro, ma ce l‘abbiamo pure noi. Dobbiamo cercare di preparare al meglio la partita e farci trovare pronti”. Avrai assenti o sarete al completo? “Dobbiamo ancora valutare se sarà disponibile Odogwu, per il resto siamo al completo. Valenti ha recuperato”. Nicola Ciatti Ufficio Comunicazione ASD Arzignano Valchiampo

il saluto fra i mister Andreucci e Di Donato

C

Cambio sulla panchina del Campigo.  Interrotto il rapporto con il tecnico Alex Visentin  (si parla di decisione consensuale..) il Campigo ha chiamato sulla panchina l’allenatore Antonio Martino ex Rossano

Antonio Martino

Cannonieri: Anche quest’anno calcio vicentino premia i migliori cannonieri del calcio provinciale. Ormai mancano 5 giornate alla conclusione dei campionati e siamo in dirittura d’arrivo anche per le classifiche cannonieri. Nel Gran Gala (quest’anno alla terza edizione e ancora in fase di organizzazione) saranno premiati i migliori marcatori di Eccellenza (girone A) promozione (girone A e B) Prima Categoria (girone C  e F), Seconda Categoria  (gironi C, E, F,G, M) Terza categoria (Vicenza, Bassano, Padova) delle formazioni vicentine.

Coppa Veneto

Trofeo Veneto di Seconda categoria: nelle semifinali di andata questi i risultati (senza formazioni vicentine, ritorno il 27 marzo):

Atletico Vigasio – Refrontolo 1-2
Arre Bagnoli Candiana – Virtus Agredo Savio 0-1

F

L’intervista a Fabbian allenatore del Rosà  Come è nata la tua passione per il calcio? Io sono nato col pallone, perché come ti dicevo sono nato nel ’70, anno in cui mio zio, fratello di mio padre, vinceva lo scudetto con l’Inter. Lui, infatti, era un calciatore professionista e lo fu per altri 10 anni dopo la mia nascita, quindi i regali che ricevevo quando ero ragazzino erano scarpe da calcio, palloni e tute. Qual è la partita che ricordi con più affetto e perché? Le partite che ho nel cuore sono due. La prima è la seconda finale per lo scudetto che abbiamo fatto con i Giovanissimi del Montebelluna, in cui incontravamo la stessa società che con un’altra squadra che avevo come allenatore due anni prima avevo perso la finale per lo scudetto. Ecco, due anni dopo, sempre contro questa società di Roma abbiamo vinto lo scudetto, partendo da sfavoriti a Pescara. È un ricordo che rispolvero con molto piacere. Poi, più che una partita, sono legato al primo anno che ho fatto a livello di prima squadra ad Istrana, cercando di creare un’idea di calcio diversa rispetto a quella che aveva la squadra. Nonostante lo scetticismo da parte di tanti, i ragazzi ci credevano. L’abbiamo portata avanti per tutto l’anno, senza guardare ai risultati, e alla fine abbiamo fatto il salto di categoria, andando in Eccellenza. Sono ricordi che conservo con orgoglio, ma anche con affetto, perché avevo un gruppo che ci credeva moltissimo e che mi ha dato una grossa mano. Un momento che ricordi con particolare affetto legato a te ed ai ragazzi che alleni? Credo di averlo detto in tante occasioni, a Rosà mi sono sentito fin da subito legato a questo gruppo, è una sensazione che sentivo già dopo due giorni di allenamento con loro. Non so se sia il modo che hanno di allenarsi, se sia la forte unione che c’è fra di loro a far sì che anche uno appena arrivato, come me, si senta da subito parte integrante del contesto. Se potessi rigiocare una partita, quale sarebbe e perché? Ti dico una partita di questa stagione, che mi piacerebbe rigiocare per provare le stesse sensazioni: quella contro la Marosticense. L’abbiamo ribaltata in 9 contro 11, sotto di 2-1, siamo riusciti a portarla al 3-2 alla fine. È stata una dimostrazione di quello che è effettivamente il gruppo Rosà. In quest’occasione ho vissuto, nell’arco di 90 minuti, delle emozioni intense, in particolare alla fine. Un’altra che rigiocherei di questa stagione è quella con lo Schio, al ritorno, rigiocandola nella stessa maniera. Vorrei vedere se il risultato cambierebbe, perché secondo me avevamo fatto una buona partita ed è stato ingiusto uscire con il 2-0. Come è cominciata la tua carriera da allenatore? La mia carriera da allenatore è cominciata presto, perché ho avuto un problema fisico da molto giovane e non ho più potuto giocare. Sono stato fermo quasi due anni, ma il calcio mi mancava tremendamente. Ho avuto la fortuna che a Castelfranco stava rinascendo il settore giovanile e mi hanno chiesto, avendo anche giocato al Giorgione, di andare ad allenare i piccoli. Da lì ho fatto 2/3 anni a Castelfranco, poi sono andato a Montebelluna e ci sono rimasto per 10 anni.

Quali sono i tuoi primissimi ricordi legati al calcio? Sai, quando a 6 anni entri in uno stadio di serie A è una magia. Se poi lo fai per veder giocare un parente è una gioia immensa. Ricordo che a fine partita potei andare al di là dei tunnel degli spogliatoi e quindi era tutto emozionante. Ricordo con altrettanta gioia anche i tornei che si organizzavano d’estate tra le vie del mio paese, Castelfranco. Li organizzavamo noi ragazzi ed erano partite epiche, che duravano anche 3 ore. A tuo avviso, qual è il peggior difetto che può avere un allenatore? La presunzione secondo me, il fatto di pensare di saper tutto. La sicurezza per un allenatore è importante, essere convinti di quello che si propone è la prima cosa, ma senza cadere nella presunzione o nella certezza assoluta. E il pregio? Andare avanti con le proprie idee, senza farsi condizionare da niente e da nessuno. Qual è la scelta che rifaresti e quella che non rifaresti in ambito calcistico? Qualche anno fa ho fatto una stagione in serie D, ero un tecnico emergente e forse in quel periodo qualche scelta avrei potuto farla diversamente. Io però sono della filosofia che tutto serve e tutto aiuta e quindi anche quella stagione è andata bene così. Non ho rimpianti, so di aver dato tutto sempre, quindi sono sereno. La scelta che rifarei assolutamente, invece, è quella di aver ascoltato poche persone quando ho cominciato a lavorare con le Prime squadre. Ho sempre creduto, nonostante quello che dicevano gli altri, che i ragazzi possano fare un certo tipo di calcio anche nelle categorie un po’ più basse e sono andato avanti con questa idea.

Fabbian Marco mister del Rosà

Ricordi il complimento più bello che hai ricevuto in ambito calcistico? Più che complimenti, direi delle dimostrazioni. Ho ragazzi che ho allenato nei settori giovanili di Montebelluna e Giorgione, che hanno giocato ad altissimi livelli anche in serie A e in serie D, e quando li incontro mi dicono che alcuni dei miei insegnamenti gli sono serviti nei loro percorsi calcistici. Questo è fonte di soddisfazione. Allo stesso tempo, anche i miei ex giocatori che ora allenano i piccolini nelle società dei loro paesetti, quando mi incontrano mi dicono che sono riuscito a trasmettere loro la mia passione. Queste sono le cose più belle. Come ti vedi fra 10 anni e dove? Questa è una domanda difficile. Credo sarò ancora nell’ambiente calcistico, faccio fatica a stare senza calcio. Io quando finisco la stagione, la prima settimana mi rilasso, poi inizio già a scalpitare perché mi manca, quindi fra 10 anni sarò ancora nel mondo del calcio, ma non so dove. Chiaramente ho delle ambizioni, a questa età credo sia giusto così, le ambizioni fanno migliorare e fanno crescere. (Dal sito del Rosà)

S

Serie C: Il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha annunciato oggi in occasione del Comitato di Presidenza che si è tenuto nella Sala del Consiglio federale che la prossima Serie C potrebbe essere addirittura a 40 squadre: “Per quanto riguarda la riforme dei campionati è stato deciso che nella prossima stagione il numero delle squadre partecipanti ai campionati di Serie A, B e C può essere ridotto in maniera non inferiore rispettivamente a 18, 18 e 40 su richiesta delle Leghe interessate (salva approvazione del Consiglio federale). Una norma transitoria prevede inoltre che per la stagione 2019/2020 la Serie B sia articolata in un girone unico a 20 squadre, con la promozione dalla Lega Pro di una quinta società” (da Trivenetogol)

 

V

L’intervista a Moreno Visentin, allenatore del San Giorgio in Bosco, di Belvedere di Tezze.  Come è nata la tua passione per il calcio? Ho iniziato da piccolissimo nel paese in cui vivevo con i miei genitori, Belvedere di Tezze. È una passione nata spontaneamente, i miei amici giocavano, anche a me piaceva e quindi ho cominciato pure io. Ho sempre giocato a Belvedere, purtroppo mi sono fermato giovane, perché a 18 anni mi sono rotto tibia e perone e ho avuto varie complicazioni. Così a 18/19 anni già allenavo la Juniores del Belvedere. Qual è la partita che ricordi con più affetto e perché? Più che una partita, ricordo con affetto tutte le partite giocate da un ragazzo che è venuto a mancare qualche anno fa, Daniele Bertacco. È un giocatore che è diventato anche un grande amico e quindi lo ricordo con affetto. È un ricordo che risale al periodo in cui allenavo a Rossano.


Un momento che ricordi con particolare affetto legato a te ed ai ragazzi che alleni? La vittoria del campionato lo scorso anno a Rosà. Anche i festeggiamenti post partita li ricordo con molto piacere. La bottiglia che ho stappato in occasione della vittoria ha una storia simpatica: era un regalo di amici arrivato per i miei 40 anni. L’ho messa da parte, dicendo che l’avrei aperta al primo campionato vinto e così è stato.
Se potessi rigiocare una partita, quale sarebbe e perché? Rigiocherei una parte della stagione quando anni fa allenavo una società in cui, a seguito di un errore di tesseramento, ci siamo bruciati dei punti importanti che potevano farci entrare nei playoff. Questo errore di tesseramento ci ha penalizzati di 3 punti, la squadra è andata in crisi e gli obiettivi della stagione hanno iniziato un po’ a scricchiolare. Mi sarebbe piaciuto vedere, senza questi problemi, dove saremmo riusciti a portare quella squadra. Secondo me avremmo potuto fare qualcosa di interessante, perché era un bel gruppo. Se posso dirne un’altra, rigiocherei quando abbiamo perso i playout con il San Giorgio in Bosco, la partita in casa al ritorno. È stata una delusione pesante, mi piacerebbe rigiocarla per vedere se avremmo potuto vincerla.
Come è cominciata la tua carriera da allenatore? Ho iniziato, come ti dicevo, nel mio paese, allenando i miei coetanei. Probabilmente questo è dovuto anche al mio carattere, un carattere forte, che mi permetteva di gestire chi mi stava attorno. Poi sono andato a Cittadella e sono partito con tutta la trafila: dai piccolini arrivando fino agli Esordienti. A Rossano Veneto ho allenato gli Allievi, da qui sono passato al Bassano, dove sono tornato ai piccoli, e poi al Giorgione, dove ho gestito Allievi e Juniores Nazionali. Dopo questo sono partito con la Prima squadra, iniziando a Rossano, poi a Cassola, Nove ed infine San Giorgio in Bosco.
Quali sono i tuoi primissimi ricordi legati al calcio? Le partite con gli amici nei piazzali davanti casa o nel campetto di calcetto del paese.
A tuo avviso, qual è il peggior difetto che può avere un allenatore? La mancanza di equilibrio nei momenti difficili.
E il pregio? Essere carismatico e riuscire a trasmettere alla squadra quelli che sono i suoi obiettivi.
Qual è la scelta che rifaresti e quella che non rifaresti in ambito calcistico? Rifarei tutto come ho fatto. Tutte le scelte che ho preso mi hanno portato a crescere, a maturare a livello umano e professionale. È un percorso che non cambierei.
Ricordi il complimento più bello che hai ricevuto in ambito calcistico? Mio padre mi chiama tutte le settimane. Si complimenta se c’è da complimentarsi e mi critica se c’è da criticare. Direi che i complimenti più belli arrivano da lui. Io ho una famiglia sportiva, con mio fratello e mio papà parliamo sempre di calcio, ma io non amo i complimenti, preferisco sia il campo a parlare.
Anche tuo figlio ama il calcio? No, vuole fare l’attore di teatro ed io sono felice segua le sue passioni ed i suoi sogni, è per questo che non ho mai cercato di trascinarlo nel mondo del calcio.
Come ti vedi fra 10 anni e dove? Io non scendo in campo per partecipare, ma per vincere: dove sarò tra 10 anni dipende dai risultati che porterò a casa nel futuro. Quello che voglio dire è che per me un allenatore è bravo se vince, al di là della passione che ci mette, quindi se sarò bravo e farò i risultati allenerò ancora, altrimenti no. Ci proverò con tutte le mie forze. (dal sito del San Giorgio in Bosco)

 

Il Vicenza perde tre giocatori per la gara di ritorno con il Monza: Andrea Mantovani è stato fermato per due turni per aver colpito al volto un avversario , mentre sono stati squalificati Filippo Stevanin e Nicola Pasini per una giornata (erano diffidati).  Il Monza non potrà disporre di Marchi squalificato per una giornata

 

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Federico Formisano