Redazionali

Perso un portiere, acquisito un ricercatore: Mattia Scalabrin

Scritto da Federico Formisano

Si racconta, non senza qualche punta di nostalgia,  Mattia Scalabrin, ex portiere del Montecchio che adesso fa il ricercatore all’Università di Liverpool.

Scalabrin Mattia a Liverpool

Gli inquietanti guanti verdi e la siringa non riescono a celare il bel sorriso di Mattia

Si racconta, non senza qualche punta di nostalgia,  Mattia Scalabrin, ex portiere del Montecchio che adesso fa il ricercatore all’Università di Liverpool.

Scalabrin Mattia a Liverpool

Gli inquietanti guanti verdi e la siringa non riescono a celare il bel sorriso di Mattia

Ieri abbiamo iniziato a raccontarvi una storia molto particolare in cui si intersecano alcuni dei temi di fondo del nostro stare quotidiano con voi, parlandovi di calcio e altri argomenti più generali come quello della fuga dei nostri giovani verso l’estero.
Vi abbiamo raccontato la storia di Mattia Scalabrin, ex portiere del Montecchio che continua a coltivare la passione per il calcio ma che ha dovuto intraprendere la sua strada, quella di ricercatore a varie centinaia di chilometri dalla nostra realtà. Ed oggi pur nella lontana Liverpool siamo riusciti a raggiungerlo e a farci raccontare la sua vicenda extra calcistica.

Scalabrin M

Scalabrin portiere

Scalabrin nato nel 1990 ha esordito in serie D con il Montecchio nella stagione 2006/07 Successivamente ha giocato nel club castellano ancora in D ed in Eccellenza oltre 110 partite. In mezzo anche un’annata con l’Arzignano Chiampo dove ha disputato 27 gare. Nel 2014 per motivi di studio Scalabrin si trasferisce a Roma e viene tesserato dalla Vigor Perconti una squadra che gioca nella Promozione Laziale. Con la Vigor Mattia fa anche il preparatore dei portieri del settore giovanile raccogliendo più di qualche soddisfazione. “Tra il lavoro in laboratorio per la tesi e il lavoro presso la Vigor Perconti (dove preparavo i portieri della scuola calcio, Juniores e prima squadra) – racconta Mattia – arrivavo a fine giornata troppo stanco per reggermi in piedi, figuriamoci per allenarmi. Tuttavia qualche soddisfazione me la sono tolta anche da preparatore in quanto nei due anni con la juniores ho vinto due titoli regionali elite e due scudetti”. Certo Montecchio non è dimenticato,e il calcio rimane ancora un interesse importante nella sua vita.

Scalabrin M. Montecchio

A Montecchio

La scorsa estate, però, a Mattia arriva un’opportunità troppo importante quella di volare in Gran Bretagna nella grande Liverpool come ricercatore universitario. Scalabrin accetta ( e come potrebbe non farlo) e parte mollando anche la Perconti. “Lo scorso luglio – ci racconta ancora Mattia – ho finito lo European Master in Health and Physical Activity e mi si è aperta questa possibilità di fare un dottorato in Musculoskeletal Biology presso l’università di Liverpool. Qui ho un contratto di 3 anni e svolgo una ricerca sul ruolo dei radicali liberi nel processo di denervazione/reinnervazione durante l’invecchiamento”

Mattia è schivo e modesto, ma certo entrare in un Università così importante non deve essere proprio facile come bere un bicchiere d’acqua o parare un calcio di rigore. E a questo punto va detto anche che se da un lato ci dispiace aver perso un buon giocatore, dall’altro ci fa enormemente piacere che i nostri giovani si facciano onore nel mondo. E riteniamo che dello stesso parere sia il papà Maurizio, ex Sindaco di Montecchio, la mamma ed il fratello Francesco, che gioca nel San Vitale.

Scalabrin con la coppa

Mattia Scalabrin con la Coppa conquistata dagli Juniores della Perconti

A Liverpool Mattia si guarda anche intorno per vedere se ci siano una squadra dilettantistica con cui continuare la sua passione, ma caso strano, nella grande metropoli industriale inglese ci sono solo i grandi club “ Per la verità – ci spiega l’ex estremo difensore di Montecchio e Arzignano – a Liverpool, tra problemi logistici e impegni lavorativi, riprendere l’attività agonistica mi sarebbe stato impossibile. Per ora mi limito a qualche partita a calcetto con i colleghi (partecipando come giocatore di movimento in quanto le porte sono piccole e non c’è il portiere) ma niente di più.

Ma il calcio ti manca? “A volte ma non tantissimo – risponde Mattia – ho sacrificato molto negli anni passati ottenendo qualche soddisfazione (che porto con me ancora adesso) e parecchie delusioni ma nel complesso è stata una grandissima palestra di vita che mi ha fornito delle basi importanti che sto sfruttando nell’ambiente lavorativo. Quello che mi manca di più è sicuramente la tensione pregara e la vita di spogliatoio.

Pensi di rientrare (in Italia e nel calcio) una volta esaurito questo periodo in Inghilterra; in fondo hai 26 anni e un portiere non è certo vecchio a trent’anni ? “Ho un contratto di tre anni – spiega Scalabrin -. Dopo di che vedremo cosa succederà. L’idea è di restare all’estero e continuare nell’ambito della ricerca”. E se la nostra è la sensazione giusta probabilmente il calcio avrà perso un discreto estremo difensore, ma la medicina si garantirà la permanenza di una personalità di valore nel campo della ricerca. In bocca al lupo, dottore !!

 

 

 

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Federico Formisano

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