EVIDENZA Serie B

L’appuntamento  con la X^ giornata

Scritto da Federico Formisano

Il  punto di Luciano Zanini sul campionato  di serie B

 

 

DUE PUNTI (OTTIMI) IN TRASFERTA, MA ORA TRE CON IL COSENZA

Mimmonostro, alias Domenico Di Carlo, alias MN, è un “furbone” di tre cotte. Proprio così! E’ bravo come allenatore, ha esperienza maturata nelle tre serie calcistiche, vanta risultati eccellenti come la doppia promozione del Mantova e la salvezza del Chievo, con in più due ottimi campionati dei gialloblù nella massima serie. Però è anche, appunto, un gran furbone. A fine gara contro l’Empoli, dopo aver esultato a ragione  con i pugni serrati, ha parlato di una squadra superlativa, affibbiando il voto 10 a tutti i suoi giocatori scesi in campo. L’entusiasmo per il pareggio contro i toscani di sabato scorso, acciuffato al 93.mo su rigore da Longo, è una gran bella cosa, essendo un risultato che fa da carburante energetico per il prosieguo del campionato. Però, se i giocatori avessero meritato davvero un dieci a testa, che voto meriterebbe Mimmonostro cui, a mio avviso, spetta più di ogni altro la palma del protagonista assoluto dell’impresa compiuta in quel di Empoli? Secondo la sua speciale graduatoria gli andrebbe attribuito, di conseguenza, un undici o un dodici, cioè un voto che fuorisce dal conteggio tradizionale, fissato al dieci come limite massimo. Ecco dunque scoperta la “furbata” di MN, certo simpatica, che però sempre tale rimane. Ad Empoli, il Vicenza ha giocato come doveva, sebbene oppresso dalle note vicende viralocinesi che hanno colpito duramente la squadra. Se il voto ai biancorossi nel loro complesso può essere senz’altro un gran bel sette, a mio avviso, alcuni ragazzi meritano certamente qualcosa di più. Su tutti il frenetico, irriducibile Dalmonte al quale va un bell’otto pieno. Quindi, a Da Riva, che si è confermato un bel talento in divenire, Cappelletti, Guerra e Longo un sette e mezzo. Sette a tutti gli altri, Perina compreso, perché senza il suo intervento salvifico sul rigore battuto da Mancuso, il Lane molto probabilmente avrebbe perso. Infine lui, Domenico Di Carlo: voto 8,5, per aver saputo tenere insieme la squadra nonostante le avversità,  e aver messo in campo l’undici giusto, con cambi altrettanto indovinati.  Un super Mimmo,  insomma!

Longo contrastato (foto dal sito dell’Empoli)

LA VENDETTA (PARZIALE) DEL LANE DOPO OTTO ANNI

Nel precedente “Appuntamento” spingevo idealmente  il Lane a scendere sul terreno del Castellani permeato da uno spirito battagliero sopra le righe, anche per vendicare l’indimenticata beffa infertaci, proprio dai toscani nel lontano 2012, in occasione della disputa dei playout di serie B. Avevo tirato fuori dal cassetto i tristi ricordi di quella rocambolesca partita per trasmettere ulteriore carica alla squadra, in particolare andando con la memoria al momento decisivo di quella finale quando, sul punteggio di 2 a 2 (come sabato  al 93.mo), i toscani riuscirono a segnare il gol della loro salvezza e della nostra condanna alla retrocessione in Lega Pro. Allora MN non c’era proprio fisicamente, perché stava sulla panchina del Chievo (su quella del Vicenza c’era Gigi Cagni), però possiamo ben dire che il pareggio di sabato scorso al 93.mo, va considerato a tutti gli effetti una vendetta compiuta, seppur parziale, rispetto alla brutta sconfitta del 9 giugno 2012. Una vendetta che ha rianimato tutto l’ambiente, fornendo l’autostima che ci voleva per andare a Monza a fare risultato.

 

 

E A MONZA, UN ALTRO PUNTO D’ORO

Rinfrancato, direi anzi rigenerato, dalla trasferta ad Empoli, il Lane ha saputo affrontare con il giusto spirito l’ambizioso Monza di Berlusconi&Galliani. Un Monza che “doveva” fare i tre punti ad ogni costo. La dichiarazione a fine gara del mister brianzolo Brocchi, del resto, la dice lunga: ”È difficile da mandare giù questo pareggio casalingo, perchè la mia squadra avrebbe meritato la vittoria“. Punti di vista, naturalmente, perché se guardiamo anche solo ai  numeri oggettivi della partita (senza dimenticare il gol che si è mangiato il buon Meggiorini verso la fine dell’incontro) le cose stanno un pò diversamente. Più possesso palla del Monza, certo, ma quanto a tiri (18 contro 12) e tiri in porta (6 contro 4) non c’è stato chissà quale divario: del resto, era il Vicenza che giocava in trasferta. Insomma, i biancorossi hanno fatto anche a Monza il loro dovere alla grande, con una formazione ancora una volta allestita per l’occasione, causa noti motivi. Mimmonostro ha saputo mantenere ancora ben alta la tensione, cogliendo il duplice obiettivo che si era proposto: fare punti e dare continuità ai risultati positivi. E se, ad Empoli, il tecnico di Cassino è stato il vero artefice del bel pareggio, insieme con un super Dalmonte, allo stadio U-Power di Monza (nome che mi suona un po’ roboante, ma c’è di mezzo il patron Berlusconi, appunto!) l’accoppiata MN-Dalmonte ha fatto di nuovo il bis, impreziosito dal magnifico gol dell’ex-genoano, già diventato beniamino dei tifosi biancorossi per la sua indiscutibile classe, accompagnata da grande dinamismo e tenuta atletica. La stampa nazionale specializzata dà un bel 7 al Vicenza e 6 al Monza: promuove in blocco la nostra difesa e assegna un 7 a Di Carlo, Dalmonte e Da Riva. Siccome i voti sono qualcosa di personale e umorale pure (ad esempio, la stampa locale ha affibbiato l’insufficienza a Da Riva), allora sparo i miei. Di Carlo e Dalmonte sempre 8 pieno, difesa 7, tutto il resto più che sufficiente con qualche punto debole che però, visto il grande risultato ottenuto, non voglio menzionare. Nel complesso alla squadra voto 7,5.

Azione di Cinelli (Foto da Facebook/Ac Monza)

CONTRO I CALABRESI SERVE UN VICENZA MATURO

Come diceva il grande Eduardo De Filippo: “gli esami (nella vita) non finiscono mai…”, così va anche nel calcio. Il mondo pallonaro vive per antonomasia di poche certezze assolute e di molte sorprese. Ogni partita è un esame, in effetti. Come nel caso di Vicenza-Cosenza. Dopo le imprese di Empoli e Monza (perché a mio parere di vere imprese si tratta), il Lane è chiamato ora alla prova di maturità, all’esame insidiosetto, perché tutti si aspettano, appunto, una bella vittoria scaccia-zonaretrocessione e l’apertura panoramica sulla classifica medio-alta. Però di mezzo c’è un Cosenza che a perdere proprio non ci sta. I calabri hanno anch’essi 8 punti in classifica (con una partita più di noi, però), e un ruolino di marcia che evidenzia una chiara tendenza alla pareggite ( cinque pareggi, una vittoria esterna e tre sconfitte). Hanno comunque ancora in ballo il risultato dell’ultima gara, persa contro la Salernitana, tuttora sub iudice per via di presunte irregolarità avvenute nell’effettuazione dei cambi, come  denunciato dalla società cosentina. Scende al Menti domenica sera, insomma, la classica squadra coriacea che (in trasferta ha battuto nientemeno che il Frosinone) farà di tutto per rendere l’esame del Vicenza particolarmente ostico. Ha una buona difesa in cui brilla una vecchia conoscenza del Menti: quel Raffaele Schiavi che circa dieci anni fa giocò 37 partite con la maglia del Lane segnando pure, da difensore, tre gol. In avanti la punta Carretta è l’uomo gol, ma direi che nel suo insieme la formazione allenata da mister Occhiuzzi, tecnico-rivelazione dello scorso campionato, è squadra che sa tenere bene il campo. Insomma quella giusta per l’esame di maturità del Vicenza. Non diciamo nulla per scaramanzia, ma Mimmonostro sa bene quello che deve fare.

 

QUANTE PARTITE-VERITA’ NELLA DECIMA DI CAMPIONATO

Eccoci dunque arrivati, con la decima giornata, ad un quarto del campionato. Bilanci pare ancora prematuro farne, e li rimandiamo a fine gennaio quando la prima parte del campionato sarà ultimata. Per ora, comunque, si può parlare di un torneo cadetto assolutamente interessante, che non ha ancora individuato squadre ammazza-campionato, anzi. Basta dire che nello spazio di soli sei punti ci sono tutte in fila la bellezza di nove squadre: dalla quota 20 della Salernitana (sub iudice)  si plana dolcemente sui 14 punti del Cittadella. In fondo è un po’ la stessa musica, se non peggio, visto che ci sono qui  nove squadre entro i cinque punti. In altre parole è tutto da vedere come andranno le cose. A cominciare appunto da questa decima di campionato che presenta alcuni incontri-verità che potrebbero fare un po’ di luce sulle forze in campo date per favorite. La partite-clou a mio parere sono più di una. La prima  è giocoforza Salernitana vs Cittadella, l’occasione giusta per la squadra di Castori di spiccare il volo, veneti permettendo. Poi c’è Pordenone-Empoli, con i friulani desiderosi di farsi valere in chiave alta classifica, dopo tante partite opache. Gran bella gara, quindi, quella tra il Lecce, che ha battuto il Chievo al Bentegodi seppur con un pò di buona sorte, e il sorprendente Venezia che sta inanellando ottime prestazioni, ultima delle quali la vittoria contro il più quotato Brescia. E ancora: scontro tra due grandi ex della serie A allo stadio Stirpe di Frosinone con i ciociari decisi a cancellare la sconfitta interna patita proprio con i nostri prossimi avversari del Cosenza. Insomma, un quadro assolutamente stimolante e tutto da seguire. Pronostici? Va bene che gli esami non finiscono mai, però qui è veramente difficile farli. Tuttavia, siccome i pronostici sono fatti per sbagliarli, eccone due miei: il Citta non perde a Salerno e il Pordenone batte l’Empoli. Non sarò troppo “venetista”? Sapremo.

Pordenone

Luciano Zanini

Sull'Autore

Federico Formisano