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Vicentini nel calcio importante (1): Michele De Bernardin

Scritto da Federico Formisano

 Michele De Bernardin da Alfonso a Sepe con il Vicenza nel cuore..

Calciovicentino vara una nuova rubrica: intervistiamo i vicentini che hanno avuto l’opportunità di stare al contatto con il calcio importante e che magari sono ancora nei club professionistici. Oggi abbiamo deciso di iniziare con Michele De Bernardin,  preparatore dei portieri del Parma

De Bernardin ha una lunga esperienza iniziata a Montecchio, proseguita ad Arzignano e Thiene, prima di passare nei settori giovanili di Cittadella e Padova, con la prima squadra dell’Alto Adige, della Sambonifacese, del Vicenza dove è rimasto dal 2012 al 2015 e poi al Mantova, al Pordenone, al Parma.

Da giocatore De Bernardin ha giocato con il Valdagno, il Lonigo, la Luparense, il Torri, l’Arzignano, il Villaverla, il Rettorgole, il Camisano, giocando in quasi tutte le categorie, dalla Serie C, alla Serie D, fino alle categorie minori.

Innanzitutto una domanda sul ruolo dei preparatori dei portieri, che attualmente sta assumendo sempre più importanza; da qualche anno anche la Federazione ha iniziato ad istituire corsi appositi per chi svolge questo ruolo.  E’ assolutamente importante riconoscere il ruolo dei preparatori dei portieri, un ruolo che si sta specializzando sempre di più.  Nella Scuola portieri che ho fondato a Vicenza con Leopoldo Nogara e che oggi abbiamo esportato anche a Parma quasi tutti i tecnici sono dotati del patentino istituito dalla Federazione. Dare nozioni su basi tecniche scientifiche è assolutamente indispensabile. Il 25 gennaio devo fare il corso on line per i preparatori portieri Uefa A e quindi per poter  allenare gli estremi difensori a tutti i livelli.

Dallamico e Nogara

Dall’Amico e Nogara, due dei preparatori portieri di Keeper sport

Vuoi raccontarci delle tue esperienze come preparatore dei portieri?   Ho iniziato presto; ero ancora in piena attività come giocatore e chiesi al Montecchio di poter svolgere anche le funzioni di preparatore dei portieri del vivaio. La società me lo concesse e ho cominciato questa attività che ancora oggi mi da molte soddisfazioni: allora nel Montecchio giocava un giovanissimo Enrico Alfonso (oggi portiere della Cremonese) che è stato uno dei primi fra i giocatori che ho seguito a realizzarsi nel mondo del calcio e che ancora oggi sento. Poi sono andato ad Arzignano e Thiene finchè non è arrivata la prima chiamata di prestigio dall’Alto Adige in serie C ed è stato lì che ho deciso di smettere con il calcio giocato per dedicarmi a quest’attività.

Alfonso Enr

Enrico Alfonso, allenato a Montecchio e poi a Vicenza

Ci puoi parlare delle sensazioni particolari vissute a contatto con una realtà così importante come quella dei crociati a Parma? Devo dire innanzitutto che è una società fantastica, bene organizzata. Dopo l’esperienza di Pordenone mi hanno chiamato per un progetto di ricostruzione del settore dei portieri e abbiamo potuto portare avanti un lavoro importante con   2 anni nel settore giovanile e quest’anno con la prima squadra.  E il lavoro ha dato i suoi frutti. quattro portieri provenienti dalla vivaio sono stati recentemente convocati nelle nazionali giovanili fra cui Rinaldi convocato nell’ Under 19 E  anche un ragazzo del  2004 che milita nella nazionale giovanile della Polonia.  Un altro giovane cresciuto con noi Corvi è passato da poco al Legnago in serie C. 

De Bernardin con i portieri del Parma (il primo a sinistra è Sepe)

Il Parma in organico ha tre portieri: Sepe il titolare, Colombi il suo vice e il giovane Rinaldi Ci puoi parlare delle loro caratteristiche ? Sepe è sempre  poco scenico,  non plateale; qualche volta per questo vengono evidenziati più i suoi errori che i suoi effettivi meriti, ma è molto forte ed affidabile.   Colombi, di scuola Atalanta, è stato in B con il Modena, in B  e in A con il Carpi, ed  attualmente il secondo. Sbaglia molto poco.  Rinaldi è un 2002  sta facendo uno stage a Coverciano con l’Under 19.

In precedenza sei stato al Pordenone con il mister Leonardo Colucci quali “segreti” gli hai carpito in particolare ?    Colucci  è un allenatore molto pacato e tranquillo con lui in panchina siamo arrivati agli ottavi  di Coppa Italia (dopo aver vinto nei sedicesimi di finale con il Cagliari)  . Siamo andati a giocare a San Siro con l’Inter : A San Siro, la Scala del calcio ce la siamo  giocata con l’Inter.  Allo Stadio c’erano 30.000 persone con 10.000 tifosi friulani venuti a tifare per noi. Ma lui è stato bravo  a non fare pesare la gara, a mettere i giocatori a loro agio.  Certo quella partita (persa ai rigori) ha portato via molte energie mentali ai giocatori e ci è costata probabilmente la mancata promozione in B, sfuggita comunque di poco.  I portieri erano Perilli, Mazzini scuola Atalanta e il giovane Meneghetti che oggi gioca con il Sud Tirol.   Quella serata a San Siro è stata veramente emozionante.

Prima ancora sei stato al Mantova. Sei arrivato al Mantova che era appena andato via mister Juric oggi al Verona.   Hai avuto modo di conoscerlo ?  No lui era appena andato via: al Mantova prima di me come preparatore dei  portiere c’era Bellodi, un ex virgiliano a cui Juric aveva chiesto se era disponibile a seguirlo a Crotone e lui disse di no. Magari se fossi arrivato a Mantova un anno prima adesso sarei ancora con Juric che secondo me come allenatore è molto bravo.

E tra il 2012 e il 2015 sei stato anche a Vicenza. Che ricordi hai di quel periodo?  Al Vicenza sono stato in anni non facili per i noti problemi societari; però ho fatto esperienze importanti con allenatori come Dal Canto, Breda e Lopez.   Ero in trattativa con la Juventus per andare a seguire la formazione  Under 17 quando il dirigente Pessotto  (ex giocatore della Juventus ndt) mi ha detto: guarda che so  che vai al Vicenza e allora ho capito che la trattativa si era concretizzata.  Ed in effetti ricordo la chiamata di Cristallini che allora era il direttore sportivo, con Breda come allenatore; io ero ancora molto giovane per il ruolo (34 anni) ed ero molto emozionato fin dal primo allenamento.  Quando sono  entrato al Menti mi sono commosso.

Lopez

La tua attività comporta anche dei sacrifici, lontano da casa. Come riesci a gestire questa fase e la tua famiglia ha accettato volentieri la situazione?   Sono sposato ma non abbiamo figli. Mia moglie vive e lavora a Vicenza,  io vivo a Collecchio, dove c’è la sede societaria del Parma, ormai da tre anni. Ci vediamo una volta alla settimana, ma mia moglie non mi fa pesare questa situazione e ha sempre condiviso le mie scelte.  Al Sabato vengo a Vicenza perché sono impegnato con la Scuola Portieri di Vicenza.

Parlaci appunto di questo progetto della Scuola Portieri Keepersport

E’ un attività che abbiamo iniziato già da qualche anno con Leopoldo Nogara.  Ha continuato anche in questo periodo di interruzione dell’attività con numeri importanti: nel periodo stretto di loockdown da maggio a giugno facevano attività con 4 soli portieri, in maniera distanziata. Eppure abbiamo avuto un picco di 140 portieri  presenti con 100 presenze alla settimana. Abbiamo fatto una scuola simile anche a Parma dove abbiamo numeri interessanti con 64 ragazzi che si alternano nell’attività.  I più giovani sono del 2012 (due di loro a Parma) e i meno giovani sono del  2003. A Parma ci sono anche cinque ragazze dal 2009 al 2003.  Inoltre svolgiamo incontri tecnici di aggiornamento on line.

In questi sicuramente hai visto tanti giocatori formati da te fare scalate importanti e arrivare a palcoscenici importanti: Certamente e rischio anche di dimenticarmi qualcuno: Alfonso che dopo Montecchio ho ritrovato al Vicenza, Bonato al Mantova,   Perilli al Pordenone ( con lui è stata fatto un bellissimo lavoro ed in effetti ci sentiamo tuttora.) eppoi Meneghetti e Maniero, che a Mantova non giocava e adesso è esploso  a  Cittadella.  Però un giocatore che pure era ormai arrivato  a fine corsa, come Bremec del Vicenza, ecco con lui  si è creata un empatia molto bella.

In conclusione, hai un sogno nel cassetto? Ho dei bellissimi ricordi del periodo del Vicenza ed  in effetti il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di tornare a vestire i colori biancorossi.

 

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Federico Formisano