Serie B

Il punto sulla serie B di Luciano Zanini: 25 giornata

Scritto da Luciano Zanini

Il  punto di Luciano Zanini sul campionato  di serie B

L’appuntamento  con la 25^ giornata

 

MANCATA LA SPALLATA ALLA SPAL: ORA TOCCA AL PISA…

 

Per me il Vicenza è uscito “ristorato”, dopo l’emergenza virus-cinese, proprio a partire dalla bella prova sostenuta contro il Venezia, pareggiata nei fatti ma idealmente vinta ai punti. Ha inserito la marcia giusta e iniziato a giocare come si deve, quasi alla stregua delle grandi del campionato. Se fino all’incontro con i lagunari avevo dei dubia intorno alla consistenza effettiva del Lane, da quel momento in poi ho girato pagina, e con sempre maggiore convinzione. Certo, devo ammetterlo: alla fine del primo tempo della partita di sabato primo-pomeriggio contro la Spal, qualche punta di incertezza, qualche autofrecciatina di delusione mi ha colpito, mettendo un po’ in discussione le idee di cui ero, e sono imbevuto. Ma, per fortuna, questo stato d’animo “autolesionista” è durato solo pochi minuti, poi si è dissolto come vapore al vento nel secondo tempo.

Merito della scelta di Mimmonostro, merito del nuovo entrato Nicola Dalmonte da Ravenna, il nostro Giaccherini  (qualche addetto ai lavori ha riscontrato più di qualche affinità tra lui e il campione juventino, ora al Chievo, anche se di strada deve farne ancora tanta), per aver ribaltato le prospettive della partita. A qualcuno è sembrato che più che per l’ingresso in campo del romagnolo, la svolta della gara l’abbia decisa il tanto mitizzato cambio di formula di gioco (ritorno al 4-4-2). Ma il calcio è bello proprio per questo, ognuno esprime il suo pensiero. A mio avviso il cambio di passo del Vicenza è da imputare soprattutto alla giusta scelta effettuata da MN sull’uomo giusto da mettere in campo in sostituzione di un Vandeputte, chiaramente fuori dalla partita e dagli schemi, punto debole per l’intera organizzazione di gioco biancorossa.

Dalmonte contro la Spal

La giornata storta capita a tutti. Una volta messo piede sul terreno di gioco, il furetto Dalmonte ha fatto immediatamente rivedere di che pasta è fatto (e pare proprio sia perfettamente guarito da ogni malanno, una gran bella notizia). Ha fatto  vedere i classici sorci verdi agli avversari con le sue fughe imprendibili, con i suoi cross, con la sua rapidità. Possiamo dirlo: Dalmonte ha dato la botta giusta alla Spal che può dirsi pure fortunata ad aver pareggiato, e ciò per due semplici ragioni. La prima è il rigore assurdo decretato contro il Vicenza per un mani inesistente, inventato dal duo arbitrale, tale da far cadere mani e braccia. La seconda si chiama Gori, numero 9 vicentino, che ha avuto un pizzico e più di sfortuna (ma va dato merito ovviamente all’estremo albanese Berisha) nei due suoi tentativi  di fare gol, che avrebbero fatto finire la partita in gloria,  se ne avesse realizzato almeno uno!

UN “UNO-DUE” CHE PUO’ STENDERE CHIUNQUE, NON QUESTO VICENZA

Detto dei meriti di Dalmonte ( solo un tempo in campo, ma voto 8 pieno), questo “pareggio-vittoria” del Vicenza ha anche un altro maggior protagonista: Riccardo Meggiorini (7,5). Riccardo ha “lavorato”  bene anche nel primo tempo, e si è confermato alla grande nel secondo con una gran occasione neutralizzata dal solito Berisha e, soprattutto, con un gol dalla magnifica fattura tecnica, che pure ha dato il via alla convinta rincorsa alla vittoria da parte dei nostri. Un gol dei suoi, con tiro liftato finito sul palo interno alla sinistra del portiere per confluire poi in rete. Meggiorini ha dunque segnato ancora (sono 7 le reti) e rimane cannoniere principe del Lane, mentre ha deluso Samuele Longo. Si è mangiato una palla gol importante per un’indecisione poco scusabile davanti al portiere proprio in avvio di partita, con tutte le conseguenze del caso (e risulta un po’ impietoso il confronto con Alberto Paloschi, il quale in un’occasione simile ha bruciato il suo controllore Padella infilando Grandi senza pietà). Peccato proprio, perché quando si presenta la palla gol, il vero bomber ci mette il giusto cinismo, la determinazione feroce. A proposito: visto come si era messa la partita, non era forse più conveniente effettuare il cambio Longo-Gori un po’  prima? Domanda ormai retorica, ma spontanea. Torniamo però a questo “pareggio-vittoria”, per ribadire appunto che il pareggio sta stretto al Lane, che avrebbe meritato la vittoria. Non solo per il numero di occasioni da gol che si è creato rispetto a quelle della Spal, ma aver saputo tenere botta sul 2 a 0 recuperando poi il risultato e finendo ad un passo dalla vittoria: indice di forza mentale e coesione non indifferenti. Insomma, il Vicenza  che mi aspettavo, eccetto il “buco” della seconda parte del primo tempo, che però giustifico per la papera della difesa su Paloschi ( può capitare!) e soprattutto per il contraccolpo psicologico derivato dal rigore inesistente con relativo gol di Valoti.

Pasini festeggiato dopo il gol

MIMMO E PASQUALE, DUE ESPERTI A CONFRONTO  

A fine partita i due allenatori, personaggi navigati e di alta professionalità entrambi, hanno espresso le proprie opinioni. E’ interessante annotare come però siano totalmente divergenti. Pasquale Marino ha detto che la Spal ha giocato al Menti la sua migliore partita esterna quest’anno – e dobbiamo credergli – e che avrebbe meritato la vittoria. Personalmente ho visto una Spal all’altezza della sua ambizione solo a partire dal 25’ e fino al termine del primo tempo. Per il resto il Vicenza ha giocato alla pari e anche meglio. Nel secondo tempo i grandi nomi spallini (vedi Floccari, Tomovic, Missiroli..) non hanno saputo brillare come ci si sarebbe aspettato da loro, segno appunto della forza reattiva dei biancorossi. E, come detto, buon per loro che Gori non abbia trovato il gol castigagrandi.  Per quanto riguarda mister Di Carlo:” Se c’era una squadra che meritava i due punti, questa è il Vicenza. Abbiamo fatto un grande secondo tempo e abbiamo pagato per circostanze avverse.” Voleva dire senz’altro che il rigore era inventato, ma dopo una partita recuperata così ci sta anche un po’ di diplomazia sportiva o fair play che dir si voglia.

CADONO CHIEVO E CITTADELLA, IL VENEZIA SPRINTA

Detto del Vicenza, l’ultima tornata di partite ha lasciato in eredità (more solito) alcune inaspettate sorprese. La prima, la più grossa, direi quasi impronosticabile alla vigilia, è stata compiuta dalla Reggiana che ha battuto il Cittadella al Tombolato con un punteggio che lascia poco margine a recriminazioni specifiche. Il volto tirato di Venturato, mister cittadellese, mentre si avvia negli spogliatoi a fine gara, testimonia senza bisogno di tante parole la durezza della batosta subita. Perdere per 3 a 0 in casa, quando sei una favorita a pieno titolo per la vittoria finale, o quantomeno in lizza tra le prime, lascia sempre interrogativi profondi. La Reggiana, peraltro, dopo la vittoria contro il Lane ha cominciato a correre lasciando i bassifondi della classifica in cui era precipitata e, grazie ad alcuni innesti di spessore (il vagabondo Ardemagni, il forte Laribi e lo stesso Yao, autore del suo primo gol in maglia granata) respira adesso un’altra aria, quella di centro classifica, spalla a spalla con il Lane a quota 27. Ha insomma superato la crisi, per gran parte dovuta al coronavirus che ha colpito gli emiliani, e ora si avvia a recuperare posizioni, in ciò spinta proprio da performances come quella di Cittadella che danno autostima e carica “energetica”.

Altra sorpresa niente male arriva dalla Cremonese, che dopo la dipartita di mister Bisoli, ha trovato un nuovo profeta – almeno per ora – nell’avvocato Fabio Pecchia, a suo tempo bel giocatore, mentre come allenatore deve ancora dimostrare qualcosa. Ha fatto bene con la Juve Under 23 lo scorso anno, è vero, e ora pare aver trovato la quadra per la formazione del torrone. Sorpresa, dicevo, della Cremonese che ha fatto bottino pieno contro il Brescia, grazie a due belle reti di Ciofani, l’ex-frusinate che davanti alla porta ci sa fare. Questa vittoria  dei grigiorossi assume una valenza significativa, quando si ricordi che al Rigamonti era caduta in precedenza una big come il Chievo. A proposito dei veronesi, per essere onesti, dobbiamo ribadire un pò le stesse considerazioni fatte per il Lane: ha giocato meglio del Monza, nell’incontro di vertice della 24.ma giornata,  ma è stato penalizzato dalle decisioni arbitrali: annullata una rete valida nei primi minuti e non concessi un paio di rigori evidenti. Chiaro che con queste premesse, poi, quando ti arriva il gol del solito Balotelli, incensato perchè ha fatto centro ma per il resto poca cosa, al povero Chievo non rimane che ululare alla luna. L’ha fatto il presidente gialloblù Campedelli, incacchiato nero per i torti subiti: però alla fin fine in Brianza se ne fregano e si godono i tre punti rapinati causa arbitro. Classifica attuale: Empoli in testa a 45, Monza 42, Salernitana (che ha vinto bene ad Ascoli) 41, insieme col sempre più vivace Venezia che non finisce di sorprendere. I lagunari sono lì e non hanno certo voglia di mollare proprio adesso.

ORA  A PISA PER CANCELLARE IL 4 a 4 ….

Il tempo corre veloce e sembra solo ieri quando Vicenza e Pisa si affrontavano nella famosa partita del Menti finita con un pareggio (4 a 4) che ha stimolato la fantasia dei cronisti. Molti l’hanno definita la serata degli errori/orrori nella notte di Halloween, con il Lane che prima recupera lo svantaggio, quindi arriva al 3 a 2 con Cappelletti, poi Gucher con la sua doppietta riporta i toscani  in vantaggio sul 4 a 3. Al 30’, per fortuna, giunge benefico il gol di Da Riva che rimedia ai suoi errori precedenti e fissa il pareggio finale.

Un’immagine della gara d’andata

Partita rocambolesca quanto mai, che i tifosi biancorossi ricordano bene. Ma ora siamo giunti al ritorno e la situazione è giocoforza più chiara. Il Pisa si è rimesso in carreggiata da qualche settimana dopo il periodo veramente buio vissuto nei mesi di novembre/dicembre, quando la stessa permanenza sulla panchina del tecnico ex-Bassano, Luca D’Angelo, è stata messa in discussione. Non occorre andare indietro nel tempo per capire l’attuale forza del Pisa: basta ricordare che nelle ultime tre partite ha fermato la Salernitana (2 a 2), battuto per 2 a 0 il Monza fuori casa, pareggiato con l’Empoli capolista per 1 a 1. Insomma una squadra perfettamente in salute che ha avuto un periodo di crisi (altrimenti sarebbe tra le prime), superata però alla grande e ora installata a 32 punti con vista playoff. Ben guidata da un tecnico ormai collaudato, esprime un gioco corale di buon livello e dispone di alcuni giocatori decisamente validi. In avanti si avvale dell’opera di attaccanti come Marconi (7 reti), Vido (5), Palombi (3), Masucci (2), gente che ci sa fare, in grado di sbloccare le partite con grandi gesti tecnici, vedi in particolare alcune reti messe a segno da Marconi, ma pure da Mazzitelli, sebbene centrocampista, che ha infilato per ben due volte la difesa del Monza con due belle conclusioni-fotocopia.

Il centrocampo è pure forte con i vari Gucher, che ben conosciamo, De Vitis, lo stesso Mazzitelli, Marin, Soddimo, l’ex-Siega .. e la difesa imperniata su Birindelli e Caracciolo. Per farla breve, all’Arena Garibaldi il nostro caro Vicenza dovrà scendere in campo avendo chiara la consapevolezza che il Pisa è una squadra forte, direi per ora una big mancata. Per ora. Quindi lo spirito dovrà essere quello che ha animato i biancorossi contro Chievo, Monza, Empoli, Salernitana e Venezia. Solo così puoi dare la spallata al Pisa e portare via punti dalla torre pendente.

Luciano Zanini

Sull'Autore

Luciano Zanini