Prima Categoria

Non bastano 10′ di recupero per sbloccare lo 0-0 di Azzurra- Tezze sb

Scritto da Federico Formisano

AZZURRA SANDRIGO – TEZZE SUL BRENTA 0-0

AZZURRA SANDRIGO: Cesarano, Marzaro, Peruzzo, Bagnara, Graziani, Boscato, Gusella (sr. 24’ Bigarella), Parise, Scanavin, Maita (st. 27’ Bassan), Bertolin. All. Tonetto.

TEZZE SUL BRENTA: Mason, Cecchin, Sancolodi, Giaretta, Baldissera, Trevisan, Baggio (st. 18’ Loro), Agostini, Venturin, Campagnolo (st. 27’ Leonardi), Vivian. All. Campagnaro.

ARBITRO: Tonetto di Treviso

NOTE: calci d’angolo: 3-7. Spett. 200 circa.

Testo e foto di Delfino Sartori

Tra una nebbia la cui visibilità era ridotta sui 20 metri l’Azzurra Sandrigo e il Tezze sul Brenta alla fine di una bella partita decidono che il pareggio fosse la cosa più giusta. A parte l’arbitro Tonetto che ha fatto un recupero di oltre 10’ e che forse sperava di scaldarsi fischiando un gol. Che poteva arrivare nel primo tempo quando le due squadre si sono date sana battaglia, almeno per quello che siamo riusciti a vedere sotto la tribuna perché dall’altra parte del campo non si capiva nulla di quanto succedeva.

Il primo ad aprire le ostilità è stato Venturin che dopo un cross di Baggio si fa trovare solo davanti a Cesarano. Il suo colpo di testa, però, da a lambire il palo. A sfiorare il gol ci pensa, quindi, al 21’ Parise con un tiro in diagonale che esce di centimetri.

Sul ribaltamento di fronte c’è un tiro di Baggio che colpisce il palo. La palla torna nell’area piccola e l’attaccante spara a colpo sicuro. Grande è la parata del diciassettenne Cesarano.

Poi, si procede con varie performance singole ma nulla avviene sino al 45’.

Allora tutti a bere chi un cordiale chi un bicchiere di brulè. Il tutto perché c’è un grado e dunque il corpo ha bisogno di vitamine liquide.

Si riprende dopo che l’arbitro ha consultato la visibilità tra porta e porta e dopo aver chiuso un occhio decide di proseguire. Noi, di quello che avviene in area andiamo per idee e informazioni di chi ha miglior vista.

Al 5’ c’è un tiro di Maita che esce. Poi, nulla più se non lanci a cercare un ariete in grado di perforare la difesa avversaria. Buona in tal senso la partita di Scanavin sempre pronto a lanciarsi e, purtroppo, spegnersi come un cerino quando la difesa avversaria prendeva le misure. A farne le spese anche i cambi visto che la tabella luminosa non perfora la nebbia. E, quindi, un recupero quasi da record e gli spettatori che avevano deciso di sfollare.

 

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Federico Formisano