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Letture mondiali: Compiti delle vacanze!

Scritto da Paolo Paiusco

Letture Mondiali. Compiti delle vacanze

note di Paolo Paiusco

 

Già ci manca.

Dopo più di un mese passato a seguire dapprima una raffica di partite ogni giorno, di livello tecnico più o meno apprezzabile ma tutte comunque da seguire; poi meno partite ma tutte decisive, fino ad arrivare alla finale; dopo più di un mese passato a vivere ed assecondare una passione che si prova fin da bambini, e che forse tanto ci tiene legati a sé perché ci fa sentire ancora spensierati come si dovrebbe essere da bambini; ecco, dopo più di un mese passato a leggere e a vedere risultati e curiosità e notizie – dalla mamma di Vozinha al capo chino di Bielsa, dalle scorte di birra consumate a Boston dai tifosi scozzesi al fratellino di Lamine Yamal – sentiamo già la mancanza dei Mondiali.

Sono state settimane vissute con passione per il gioco più bello del mondo, seppur velate di malinconia per l’assenza della nostra Nazionale per la terza volta di fila.

Le “consolazioni letterarie” che si sono volute proporre con questa rubrica hanno voluto essere più pretesto per scoprire, o riscoprire, letture che sono ad ogni modo apprezzabili per gli appassionati del pallone, a prescindere dalle fortune alterne degli Azzurri.

 

Un autore come Giovanni Arpino e un romanzo come “Azzurro tenebra”, un CT come Bearzot e le pagine che gli hanno dedicato Gigi Garanzini e Pino Lazzaro, i pezzi di Eduardo Galeano contenuti nella sua antologia “Chiuso per calcio” e infine ancora un romanzo, quello di Roberto Perrone, “Averti trovato ora”, sono riferimenti di buona lettura – a parere di chi scrive –  anche oltre il periodo dei Mondiali.

 

E con il medesimo spirito, la medesima finalità, chiudiamo questa rubrica proponendo all’attenzione degli amici lettori un’opera che racchiude in compendio lo spirito che infiamma e accomuna gli amanti del calcio; una pubblicazione che si propone come raccolta di “quiz, storie, leggende, curiosità, passatempi, labirinti, giochi di logica” (cito dalla copertina), legati ai campionati del mondo.

“Quaderno mondiale” è uno spin-off dei “Quaderni di compiti delle vacanze per adulti” che negli ultimi anni Blackie Edizioni ha dato alle stampe, riscuotendo grande curiosità e altrettanto successo.

72 pagine (per 12,90 euro) che sono uno scrigno di divertimenti per misurare la propria memoria storico-calcistica.

 “Per chi ama il calcio di ieri e di oggi”, si riporta in quarta di copertina: parole semplici che racchiudono la magia della passione per il pallone che non viene meno al mutare dei tempi.

Un volume che tanto poteva accompagnare il tifoso durante il Mondiale, quanto gli potrà tenere serena compagnia ben oltre il termine del campionato del mondo.

 Qualche curiosità, qualche quiz, giusto per dare l’idea.

 Il Maracanazo, la sconfitta del Brasile contro l’Uruguay nel 1950, fu così traumatico per i padroni di casa che ne determinò il cambio del colore della maglia: fino ad allora era bianca col colletto azzurro “ma il desiderio di lasciarsi alle spalle la sconfitta contro l’Uruguay al Maracanà fece sì che scegliessero l’uniforme che conosciamo ancora oggi”.

Il primo Mondiale trasmesso in diretta televisiva fu Svizzera 1954: in bianco e nero, ovviamente, e soltanto in Svizzera, Germania Ovest, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Italia e Regno Unito. Ed il primo “trasmesso a colori – per i non molti che disponevano di un televisore a colori – fu Messico 1970”.

Ancora, tra le pagine del nostro “quaderno delle vacanze” possiamo scoprire (o avere conferma) tanto del motivo per cui il leggendario Johan Cruyff giocò solo un Mondiale (Germania 1974) quanto della risposta che Materazzi diede a Zidane nella finale del 2006, quando questi “dopo una trattenuta, gli disse che se voleva la sua maglia gliel’avrebbe data a fine partita” (ricordiamo tutti cosa scatenarono le parole del difensore italiano).

Nella auspicabile edizione che di “Quaderno mondiale” si stamperà tra quattro anni, potranno aggiungersi le novità a cui abbiamo assistito in questa edizione: l’organizzazione per la prima volta da parte di tre Paesi, l’hydration break (ovvero: quattro tempi anziché due), Donald Trump che fa togliere la squalifica ad un giocatore (Presidente degli Stati Uniti e all’occorrenza Giudice sportivo), l’half time show durante la finale (che una sua logica, per quanto distorta, può averla: se i tempi di gioco “raddoppiano”, raddoppia anche l’intervallo…); ma sarà ricordato anche come l’ultimo (molto probabilmente) Mondiale giocato da Messi e Cristiano Ronaldo, già il terzo per Mbappè, il primo per Yamal e Haaland.

Con “Quaderno mondiale” si concludono dunque le nostre “Letture mondiali”.

Speriamo, tra quattro anni, di non essere costretti a trovare rifugi letterari per consolazione e di vivere invece i Mondiali con gli Azzurri protagonisti, di poter tornare a tifare per la nostra Nazionale per spingerla a vincere il quinto titolo della sua storia prestigiosa.

Un sogno, per noi semplici appassionati di calcio: che non sappiamo di cosa siano fatti i sogni, sappiamo solo che hanno la forma di un pallone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Paolo Paiusco

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