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Schio, falsa partenza a San Donà: la perla di De Stefani fa gioire Siciliano

Scritto da Marco Marra

Il debutto in Serie D degli uomini di Pozza si ferma al primo tempo, disputato con volontà e convincenti proposizioni: la chance capitata alla mezz’ora sui piedi di Borgo ha il sapore di rimpianto, se si pensa all’impennata energetica e motivazionale riscontrata dai locali, che alzano i giri fino a colpire con De Stefani a 13′ dal traguardo. Sabato, a Montecchio Maggiore, arriva la corazzata Clodiense

SANDONA’ – SCHIO 1-0 (Primo tempo 0-0)

SANDONA’ (4-1-3-2): Sperandio; Pasian, Busato, Granzotto, Pittoni; Castagnaviz; Teso (87′ Scroccaro), Francescato (46′ Manzan 6.5), Tomasella (46′ Dal Corso); Omorogieva, De Stefani (83′ Brichese) All. Siciliano

SCHIO (3-5-2): De Grandis; Pettinà (76′ Buratto), Gecchele, Crestani; Brugnoli, Matteucci (64′ Faccio), Caporali (82′ Tirapelle), Tramonte (64′ Callegaro), Rossi; Glamocanin, Borgo (56′ Fyda) All. Pozza

MARCATORE: 77′ De Stefani (SD)

AMMONITI: 8′ Glamocanin (SC), 38′ Pasian (SD), 63′ De Grandis (S), 83′ Siciliano (all.) (SD)

TIRI (IN PORTA) 7 (3) – 8 (4)
FALLI: 16-5
CORNER: 4-4
OFFSIDE: 5-4
RECUPERO: 2′ PT – 5′ ST

 

LA CRONACA

Trent’anni di storia si esauriscono in un soleggiato pomeriggio sulle rive del Piave, in un match dal sapore di Supercoppa mancata tra le due campionesse dei gironi della scorsa Eccellenza: lo Schio fa visita ai biancazzurri laureatisi campioni nel girone B sotto la guida di Vincenzo Siciliano, uno dei tecnici più giovani e intriganti del panorama calcistico, coetaneo di due punti cardine della rosa scledense come capitan Caporali e Matteo Buratto (tutti nati nel ’94), quest’ultimo l’ultimo degli arrivati e pronto a debuttare nella sua Sandonà, città natale, e in quello Stadio Zanutto che ormai quindici anni fa fece decollare la sua scintillante carriera. Aneddoti ne abbiamo, buona Serie D a tutti!

Il primo squarcio di gara è comprensibilmente segnato dal timore di esporsi, dall’esigenza fisiologica di studiare ogni possibile mossa: la principale risorsa offensiva per gli ospiti pare essere Luca Rossi, insidioso con le sue emblematiche discese palla al piede: pochi secondi e il suo cross produce un’azione vanificata dall’offside di Glamocanin, mentre al 10′ serve involontariamente Brugnoli con un rasoterra che il laterale veneziano spedisce, da fermo, oltre la traversa. Il Sandonà sembra concedere il possesso e per poco non ne paga le conseguenze: alla mezz’ora è sempre Rossi, una spina nel fianco, a smarcare in piena area Borgo che va a sbattere sul provvidenziale Sperandio, la cui uscita bassa tempestiva mantiene l’equilibrio intatto. Dal calcio d’angolo che ne deriva, Matteucci vede quasi pioversi addosso il pallone e dai venti metri lo calcia al volo, colpendo però un avversario in mischia. Neppure i calci piazzati portano frutti: a 10′ dalla pausa Borgo, su punizione, sbatte sulla barriera, con Crestani che poi riceve sulla carambola e muove la rete esterna. I ragazzi di Siciliano sin qui non si son visti, ma solleticano lo Schio prima dell’intervallo: Granzotto colpisce di testa su calcio d’angolo mettendo a lato, Omorogieva carica dalla trequarti e chiama in causa per la prima volta De Grandis, mentre l’ultima chance è marchiata da De Stefani che calcia a lato col corpo sbilanciato dopo un’ottima azione corale. Sembra un messaggio chiaro: “Ci siamo anche noi”, necessario ai veneziani dopo le fatiche patite nella prima mezz’ora.

Foto di Serena Fantini

Nella ripresa si passa dalle parole ai fatti, l’unica reale chance ospite è sulla testa di Crestani che spedisce alto su corner di Matteucci. Di lì il Sandonà sale in cattedra: Manzan subentra dalla panchina e per poco non approfitta di un difettoso appoggio col petto verso un comunque reattivo De Grandis, poi De Stefani trova il corpo di Gecchele in traiettoria sul suo bolide dai venti metri, insiste Manzan e mette sull’esterno della rete su spunto di Omorogieva, che poco più tardi sollecita a sua volta De Grandis (74′). Momento di difficoltà che i veneziani fiutano e puniscono: ci pensa De Stefani a buttar giù la muraglia giallorossa con una serpentina irresistibile, una serie di finte e il mancino angolato che nessun portiere potrebbe mai intercettare. La giocata, di fatto, decide il match: lo Schio si ferma ad una sterile rincorsa e al tentativo dal limite di Buratto terminato con un nulla di fatto: il Sandonà resiste egregiamente grazie, tra tutti, alle numerose interdizioni di Castagnaviz e alla personalità di Sperandio, portiere 21enne già militante in Serie D con ottime prestazioni tra Luparense e Conegliano. Il match si esaurisce e allo Schio resta l’amaro in bocca per non aver capitalizzato il momento propizio, registrato nella prima mezz’ora di gioco. Il Sandonà dalla sua ha avuto i vantaggi del fattore campo e della settimana di riposo in più, quest’ultimo un fattore inevitabilmente influente. Ma indubbiamente si dovrà lavorare, consci di quante insidie nasconda la categoria e dell’immenso valore del prossimo avversario: sabato sera, nell’anticipo delle 20, al Gino Cosaro di Montecchio Maggiore arriverà l’Union Clodiense di Vecchiato, una delle favorite di diritto alla vittoria finale già uscita vincitrice dalla gara d’esordio con la Virtus Bolzano. Imperativo resettare e lavorare, come sempre!

Marco Marra; foto di Serena Fantini

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