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Le interviste (11): Fabio Munaretto (Toniolo) lancia un messaggio per i giovani

Scritto da Federico Formisano

Finora abbiamo pubblicato le interviste ad Antonio Bonati (Real San Zeno) , Antonio Mandato (Longare), Claudio Giarolo (Montebello) Fabio Ebene (Calidonense), Giulio Strazzabosco (Maddalene), Marco Aleardi (Monteviale),  Luca Bertollo (Eurocalcio), Marco Piredda (Junior Monticello),   e Spes Geremia (Rosà), Fabio  Bagnara (Trissino), e stasera Fabio Munaretto presidente del Toniolo

 

La Federazione ha deciso per la ripresa della stagione a febbraio con i recuperi a gennaio. Concordi con questa soluzione?

Una stagione rovinata sotto tutti i punti di vista, dalla competizione alla semplice attività fisica motoria ma anche a livello morale, dell’amicizia e del volontariato. Ognuno con il proprio ruolo abbiamo perso qualche cosa ma soprattutto la voglia di fare .

Il Comitato ha altresì deciso di chiudere il campionato dopo il girone d’andata anche se in una recente intervista il presidente Ruzza non ha escluso altre decisioni.  Tu sei d’accordo per concludere con il solo girone d’andata o pensi ad altre soluzioni?

Non sono per niente d’accordo nel chiudere la stagione con la sola andata. Se si potrà ripartire come spero la FIGC e la Lega devono lasciare giocare anche in estate .

Molte discussioni ci sono state anche sugli allenamenti: si possono fare o no, come si devono svolgere, si possono utilizzare gli spogliatoi… voi come state agendo in questa fase

Per quanto riguarda gli allenamenti noi siamo completamente fermi con la prima squadra mentre abbiamo ripreso con pulcini ed esordienti da tre settimane ma con non poche difficoltà . Gli attestati di gioia , Felicità e stima che ci arrivano dai genitori e dai ragazzi ci fanno per lo meno capire l’importanza di fare sfogare queste piccole generazioni le quali stanno vivendo situazioni frustranti che lasceranno il segno molto probabilmente come ben sottolineato dagli psicologi. Loro, i piccoli, arrivano al campo cambiati, lasciano la borsa con il giubbotto sul marciapiedi, si allenano ben distanziati con gli allenatori e appena finito si vestono e scappano a casa. Noi dirigenti abbiamo deciso di visitare la struttura e di assistere agli allenamenti il minor numero di volte possibile, in modo da evitare più possibile i contatti.

E’ possibile programmare il lavoro di una società calcistica in una situazione come quella attuale? Programmare il lavoro ? Pura utopia . Non c’è nulla della vita normale di una associazione sportiva e questo è una delusione totale per noi abituati a trovarsi quasi tutte le sere … Il mondo del calcio amatoriale , dilettantistico subirà un contraccolpo non indifferente e la federazione dovrà essere brava a coinvolgere le società perché ho l’impressione che perderemo tante società , tante persone e tanti giocatori

Da presidente esperto e “saggio” vuoi lanciare un messaggi ?

Invito le società a far partire gli allenamenti dei settori giovanili , con la massima attenzione possibile, in sicurezza ma di fare allenare i ragazzi . Sono loro il futuro del calcio. Li stiamo perdendo e abituando da un anno oramai a giocare a videogiochi , li stiamo abituando a stare da soli e a non misurarsi con i compagni oltre che a non socializzare e rispettare le regole. Al Presidente Ruzza e a Pitton , persone sempre disponibili, chiedo uno sforzo fuori dal comune con tutti i loro collaboratori per rimettere in moto il nostro mondo almeno per i più giovani.

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Federico Formisano