Serie B

Appuntamento con la 20 giornata e bilancio di fine andata

Scritto da Luciano Zanini

Il  punto di Luciano Zanini sul campionato  di serie B

L’appuntamento  con la 20^ giornata

BILANCIO DI FINE GIRONE: NUMERI COSI’ COSI’…

Ripartiamo col Venezia!

 

A REGGIO EMILIA IL LANE AMMAINA LA BANDIERA BIANCOROSSA

Prima di fare un doveroso bilancio delle 19 partite giocate dal Vicenza in serie B, dopo anni di purgatorio in Lega Pro, dobbiamo giocoforza spendere ben poche righe (tanti discorsi del resto non servono per commentare una partita del genere) per parlare della brutta sconfitta dei biancorossi rimediata sabato scorso al Mapei Stadium di Reggio Emilia. Viene facile dire che proprio nella città del Tricolore, il Lane ha ammainato la sua bandiera di fronte ai granata. In maniera direi un po’ sorprendente, non tanto per il risultato quanto per il pessimo approccio alla partita messo in campo da Mimmonostro e compagnia. Per dire: se si fosse perso per 2 a 1 dopo una partita giocata come si deve, transeat. Così invece no! Il calcio regala imprevisti, pizzichi di fortuna, colpi di malasorte, certo, però un conto è la battuta d’arresto imputabile ad uno di questi fattori, e un conto quando non si gioca in maniera quantomeno onorevole. A questo punto, e a meno di sperabili future mutazioni, la “psicologia” della squadra nel girone d’andata può essere ben diagnostica.

Agazzi contrasta Muratore della Reggiana

 

Mi pare, per andare al concreto, che il Vicenza trovi – e questo è quello che oggettivamente si è visto nella prima parte del campionato – linfa vitale, energie agonistiche e anche gioco, perché no, solo quando deve affrontare le cosiddette grandi. Basta ricordare le gare più recenti, contro Brescia, Monza, Frosinone, Chievo. Una clamorosa vittoria in trasferta (0-3) contro le rondinelle bresciane e tre pareggi con le altre. Con il Frosinone, addirittura, ci stava la vittoria di prestigio. Questo, dunque, il Lane contro le prime della classe (e ci sta insieme pure il pari esterno a Empoli e quello casalingo con la Salernitana, tanto per completare il quadro). Perché fa così? E’ una domanda da girare a Mimmo Di Carlo che, se riesce a caricare la squadra come si deve contro le big, non altrettanto fa con le squadre sulla carta “minori”. E lo vedremo meglio più avanti, dati alla mano. Ma ora chiudiamo il discorso di Reggio Emilia, dove si è visto appunto un Lane non all’altezza, probabilmente, o forse sicuramente, scarico dopo la pesante fatica sostenuta contro il Chievo (anche se nel secondo tempo, per la verità, i biancorossi non erano già più riusciti a reggere il ritmo dei veronesi… ). Al Mapei Stadium ho visto un Meggiorini troppo nervoso ed evanescente (atteggiamento che mostrava anche in serie A di tanto in tanto): perché su di lui  viene fatta pesare un po’ troppo la responsabilità dell’attacco? Difesa ballerina e  non attenta in più occasioni, centrocampo fragile con un Giacomelli fumoso e Vandeputte fuori fase. Insomma c’è poco da dire, il Vicenza ha perso meritatamente. Peccato perché è proprio contro la squadre come la Reggiana che bisogna fare punti pesanti, altrimenti si va disperdere anche il buon raccolto conquistato con le grandi.

Gol di Zonta

 NOVE PAREGGI, SEI SCONFITTE, QUATTRO VITTORIE

Alla fine del girone d’andata dobbiamo per forza tirare le somme, in modo da mostrare ai lettori di “Calcio Vicentino” la carta d’identità aggiornata del Lanerossi Virtus Vicenza, prima che si  imbarchi per l’avventura del girone di ritorno. Un’avventura che ci auguriamo ovviamente più felice della prima che, tutto sommato, un pochino ha deluso. D’accordo che all’avvio società e tecnico avevano parlato di onorevole salvezza, di campionato di assestamento, etc. Ma questo fa parte del gioco, naturalmente, perché a meno di disporre di corazzate come le rose di Monza, Empoli, Lecce, Spal, Frosinone, Chievo (che pure faticano a  mantenersi in alto, Empoli a parte, almeno per ora), non è che puoi fare proclami di risalita o playoff quando arrivi da perfetta matricola in serie B.

Bisogna giustamente tenere un profilo acconcio, ossia mediobasso. Così ha fatto bene il Lane a non fare proclami, anche se sottosotto visti alcuni acquisti di sostanza (Meggiorini e Dalmonte in particolare) qualche pensierino lussurioso ci poteva pure stare, ben considerata la consolidata struttura della squadra forgiatasi in Lega Pro (quanti, del resto, sono stati i casi di società promosse in B e poi saltate direttamente in A? non pochi!). Per cui, se stiamo alle premesse di cui sopra, il bilancio di 21 punti potrebbe essere accettabile, punto più punto meno. Cambia un pò il discorso, invece, se sbattiamo il naso davanti al bilancio effettivo del Lane-girone. Primo dato complessivo: su 19 incontri si sono avuti ben 9 pareggi, 4 sole vittorie e 6 sconfitte. Partiamo da queste ultime: in casa ha perso una sola volta, ma male male, contro il fanalino di coda Virtus Entella (che poi da qui si è ripresa alla grande), e cinque fuori (Venezia, Spal, Cittadella, Lecce e Reggiana). Ebbene, di queste partite esterne possiamo dire che solo quelle contro Cittadella e Reggiana hanno contemplato un brutto Vicenza, mentre a Venezia, Ferrara e Lecce i biancorossi avrebbero meritato di più. Chi le ha viste può confermarlo. Insomma, dal lato sconfitte il bilancio non è proprio male, a parte appunto Entella e Cittadella.

Meggiorini uno dei migliori nel girone d’andata

TROPPI PAREGGI E QUELLE  OCCASIONI PERSE IN CASA…

E’ invece sui pareggi che c’è qualcosa da dire, a mio parere. Nove in tutto, che portano un bottino di nove punti sui 21 totali. Alcuni pareggi sono mezze vittorie, questo va subito sottolineato, mentre invece altri sono punti preziosi buttati alle ortiche. Per me sono ottimi pareggi quelli ottenuti in trasferta, contro Empoli e Monza, ma anche quelli casalinghi contro Pordenone, Salernitana, Frosinone e Chievo, proprio per la caratura delle avversarie. Decisamente punti persi, invece, i pareggi subiti in casa per mano di Pisa, Reggina, Cosenza. Un vero e proprio tris di vittorie sfuggite di mano che avrebbero cambiato profondamente la classifica biancorossa. Con i se i ma non si fa nulla, ovvio, però appunto rimane il rammarico per aver perso tanti punti preziosi proprio con le squadre di classifica mediobassa: Entella, Reggiana, e appunto Pisa, Reggina e Cosenza.

Planando invece sul tema più confortevole delle vittorie, ricordiamo volentieri la magnifica “storica” impresa compiuta contro il Brescia, battuta con un secco 3 a 0 e caratterizzata dall’esordio del sedicenne bomber Tommaso Mancini. Poi, la bella vittoria esterna a Cremona, che ha in sostanza contribuito all’esonero del tecnico Bisoli; quella a Pescara nel giorno successivo alla scomparsa del grande Paolo Rossi e, infine, la vittoria direi “normale” contro l’Ascoli, guidata allora da Delio Rossi, anch’egli di lì a poco sostituito in panchina dall’ex-Roberto Breda. A questo punto, dovrei rispondere al quesito: il Lane è squadra da play off o da play out? Ossia può competere con le grandi o deve farlo con le piccole-medie? Sinceramente ancora non so rispondere. Se guardi la classifica oggi, la risposta c’è: siamo proprio nella media piena. Però per natura sono ottimista e ancora confido che con qualche sorpresa di mercato, soprattutto in avanti (vero punto debole, pesa la mancanza di un bomber di categoria), le cose non girino meglio da qui a maggio prossimo venturo. A cominciare dalla scomparsa del virus cinese.

il gol di Cappelletti con il Brescia

CON IL VENEZIA VENERDI’ SERA SI FA SUL SERIO: BANDO ALLE  DISTRAZIONI

Il bilancio del Vicenza l’abbiamo visto in lungo e in largo. Vediamo ora in estrema sintesi quello della prossima avversaria che giocherà nel frigo del Menti venerdì sera, con avvio alle ore 21. I lagunari hanno 28 punti in classifica, frutto di sette vittorie, sette pareggi, cinque sconfitte. Tutto sommato una differenza non abissale, stando ai numeri, quella tra le due cugine venete. Il Venezia, guidato dal vicentino Zanetti, ha dato però l’idea, e non solo l’idea, di essere squadra quadrata, di quelle che possono affrontare anche le grandi senza timori reverenziali (basta ricordare che ha battuto sia Empoli che Cittadella), in grado insomma di produrre qualsiasi sorpresa, dentro e fuori casa. Il punto forte dei veneziani è l’ormai noto Francesco Forte che in diciannove incontri ha messo a segno una bella decina di gol ed è diventato lo spauracchio delle difese avversarie per le sue doti di acrobazie e di fiuto del gol. Solo lui? Non proprio, perché in avanti il Venezia può contare anche su Aramu, quattro reti segnate, Bocalon, tre gol, Di Mariano, due, e poi pure sul gioiellino dell’Inter (classe 2002) Sebastiano Esposito, giunto fresco fresco in laguna dalla Spal via Inter, a metà gennaio. Per ora Esposito si è fatto soprattutto notare per la particolare esultanza inscenata dopo il gol segnato al Pescara con la maglia della Spal: ha mimato una pisciatina di cane contro la bandierina del corner (dice lui che è un segno di affetto per il suo di cane, ma io spero che non segni al Menti!).

Tornando al Venezia, come detto, la squadra è tosta e schiera alcuni nomi importanti, come Molinaro ex-Toro e tanta serie A, Taugordeau, Vacca, Fiordilino, Mazzocchi, Modolo, Terset….  Insomma ci sarà da divertirsi quanto a spettacolo, perché il Venezia viene qui per vincere e il Vicenza deve non solo impedirlo, ma provare a vincere. Neanche a dirlo che venerdì sera bisogna fare l’esatto contrario di quanto fatto a Reggio Emilia: cuore, decisione, lotta su ogni pallone senza paura. E occhio alle distrazioni: il Forte non perdona le debolezze in difesa!

 

Luciano Zanini

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Luciano Zanini