Serie B

Partite e prodezze da gustare: altro che serie A!

Scritto da Luciano Zanini

Il  punto di Luciano Zanini sui playoff di serie B

 

Enrico Baldini: chi era costui? Già, chi era Enrico Baldini fino alla sera del 17 maggio 2021? Un giocatore del Cittadella di 25 anni, attaccante-ala, di scuola interista che aveva veleggiato sinora tra serie B e Lega Pro, segnando pochetto tra Pro Vercelli, Ascoli e Fano. In gennaio approda a Cittadella e qui deve aver incontrato la dea Eupalla, che forse voleva da lui qualche dritta: Enrico è di Massa, vicino a Carrara, per cui siamo nella terra del marmo.

Baldini tre gol al Monza

Magari la dea pensava ad una statua per sè. Qualcosa senz’altro le avrà promesso… Sino a ieri il nostro Enrico aveva giocato niente male una quindicina di partite con i castellani, segnando pure due gol. Poi, però, deve essere intervenuta direttamente Eupalla in persona. Così, nella serata del 17 maggio – la dea se ne frega delle ricorrenze moderne -, lo dota di super poteri. Ecco in poche parole spiegato il triplete di gol di Enrichetto, che ha asfaltato il Monza dei ricconi, Berlusconi Galliani Balotelli, mettendo una buona ipoteca sulla finale dei playoff. Baldini batte Monza 3 a 0. Certo non solo lui, ma tutta la squadra ha battuto i brianzoli! Però quel Baldini… Ho voluto iniziare così con un omaggio particolare rivolto a questo ragazzo toscano che è un pò l’emblema del Cittadella, società che riesce in ogni stagione a reinventarsi, a forgiare nuovi bei giocatori, anche campioni, facendoli crescere in maniera graduale e in un clima quasi famigliare. Come il Chievo prima maniera. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che proiettano il Citta all’ennesimo tentativo (concreto) di salire in serie A. Ce la farà? Non lo so. So solo che anche quest’anno ha fatto grandi cose, sebbene debba ancora superare l’ostacolo della partita di ritorno a Monza e dell’eventuale finale. Però, già da adesso: chapeau! Ma ora gustiamoci i playoff di serie B, con le partite che indirizzano verso la finale. Partendo dai preliminari.

Balotelli non ha fatto la differenza

ESCONO SUBITO BRESCIA E CHIEVO

La prima giornata, quella dei preliminari appunto, si è chiusa con due verdetti perentori: fuori Brescia e Chievo. Hai voglia di criticare il regolamento di questi playoff, frutto pur’esso della contingenza creata dal viruscinese, che contempla per le partite d’esordio solo un incontro con risultato secco, dopo eventuali supplementari. Tutte le altre gare successive, invece, sono di andata e ritorno. Perché? Boh! Così vuolsi colà dove si puote…, per cui le due prime vittime senza possibilità d’appello (decisamente brutta ‘sta cosa, ossia non avere una seconda chance dopo un campionato lungo e dispendioso) escono dalla corsa. Brescia e Chievo!

Novità a mio avviso positiva, invece, l’introduzione della Var,  ausilio indispensabile  quando si deve decidere su falli o fuorigioco non netti , dalla cui valutazione però dipende il futuro di un club. Il calendario aveva fissato gli incontri preliminari, Cittadella-Brescia e Venezia-Chievo, per giovedì 13 scorso. Gare di estrema importanza, neanche a dirlo, e pronostici tutti da 1-X-2. Invece ha prevalso il fattore campo in entrambi i match. Nel primo, il Citta ha avuto ragione delle rondinelle per 1 a 0, ma si è trattato di una partita tutto sommato più tattica che combattuta. Ha prevalso la meglio collaudata organizzazione dei castellani che per la terza volta di fila affrontavano questi playoff della cadetteria. Mister Venturato ha optato per la linea prudente ( con il vantaggio di poter disporre di due risultati su tre per via della classifica) impostata sul controllo del gioco e sul palleggio, in modo da imbrigliare gli avversari che venivano da un periodo eccezionale  (il Brescia nelle ultime gare, Vicenza compreso, aveva mietuto punti su punti in casa e fuori, risultando una delle migliori del girone di ritorno). Sarà che l’esperienza nel calcio, come nella vita, conta sempre molto, sta di fatto che nel caso del Cittadella ha dato in effetti i suoi frutti, e così Manuel Jori (quasi 40 anni, complimenti!) e compagni hanno cantato e sonato lo spartito giusto. Controllo attento, costante della gara in funzione di qualche colpo a sorpresa là davanti. Che arriva puntuale alla fine del primo tempo, quando su un cross calibrato di Rosafio (subentrato all’infortunato Beretta, scelta azzeccata del mister!) il tenace Proia inzucca a botta sicura e fredda la difesa bresciana. Una botta decisiva anche perché, visto l’andamento della partita dominata tatticamente dal Citta, pareva difficile per il Brescia rovesciare il tavolo e segnare due reti. L’ispanico Clotet, trainer delle rondinelle, ci ha provato a cambiare qualcosa, innestando Ragusa e Pajac per verticalizzare il gioco, ma tant’è ! I ragazzi di Venturato la sanno lunga, non mollano, e conquistano il passaggio alle semifinali.

SPETTACOLO  A VENEZIA: CHE PARTITA !

Altra storia invece la gara in serata, sempre del 13 scorso,  tra le venete Venezia e Chievo. Una di quella partite che i protagonisti – nel  bene e nel male – non dimenticheranno facilmente. C’è già in partenza tutto quello che serve per prevedere che sarà lotta senza esclusione di colpi: i lagunari che vogliono assolutamente andare avanti dopo un campionato straordinario, e i veronesi con il loro blasone e i nomi importanti che vogliono agganciare il treno promozione preso all’ultimo momento. Pioggia battente, terreno fradicio, è battaglia. Dopo soli cinque minuti il Venezia va in vantaggio con Aramu ma – prima sentenza della Var di serie B – il gol viene annullato per un fuorigioco non rilevato dall’arbitro. Passano pochi minuti e il Chievo trova un calcio di rigore per un mani in area su cross di Canotto: Garritano trasforma. Il vantaggio tranquillizza un po’ il Chievo, ma spinge il Venezia a fare gioco e a creare varie occasioni, senza successo. Anzi, su contropiede impostato e condotto in solitaria dal solito Canotto, per poco il Chievo non raddoppia: l’attaccante gialloblù sbaglia la mira a pochi metri dalla porta e il pallone finisce a lato. Nel secondo tempo il Venezia continua a premere, trovando il pari grazie ad una sfortunata autorete del veronese Bertagnolli che devia in rete un cross di Aramu, ma poi è ancora il Chievo a masticare amaro per un palo e una traversa presi da Bertagnolli e Margiotta.  Quando si dice jella! Pari e patta, dunque, alla fine dei tempi regolamentari, si va così ai supplementari che regalano cose turche. Al 12’ del primo tempo Ferrarini abbatte in area il gialloblù Di Gaudio, subentrato nel secondo tempo a Fabbro: rigore netto che il combattivo Mogos trasforma. Chievo 2 Venezia 1. Parrebbe finita e invece il superbello (per i lagunari) arriva adesso. Il Venezia attacca a testa bassa sin dall’avvio del secondo tempo supplementare: dài e dài arriva il gol di Maleh e poco dopo, ossia allo scadere su contropiede “fassotutomi” Johnsen realizza  il terzo gol neroverde. Che manda il Venezia in paradiso, il Chievo all’inferno. Che partita ragazzi, quante emozioni! Spiace comunque  per il Chievo che si meritava di poter giocare una seconda partita.

Maleh del Venezia

LO SHOW DI BALDINI, UNA PARTITA STORICA

Dopo aver regolato il Brescia, il Cittadella ha quindi ripreso armi e bagagli per affrontare l’ambizioso Monza, ben riposato rispetto ai castellani, che avevano appunto giocato tre giorni prima. Il calcio è bello perchè è così (parlo di quello giocato ovviamente, il resto meno ..), nel senso che non c’è mai nulla di scontato. Ti aspetti un Monza milionario pimpante e invece… Invece dopo aver segnato il primo gol (con l’ex-Diaw, ceduto al Monza in gennaio per 5 milioni), annullato su intervento della Var perchè il pallone era uscito dal campo sul precedente cross di Barberis, ecco che il Cittadella in pochi minuti – dal 13′ al 22′ – tramortisce Balotelli e compagni con due autentiche perle di Enrichetto Baldini, di cui sopra. Nella prima, sbuca come un falco sul cross di Vita (vecchia conoscenza del Vicenza ) e nella seconda fà qualcosa di eccezionale. Roba che se fosse opera dei vari Lautaro, Dybala, Ronaldo, Ibra e via cantando, diventerebbe un tormentone eterno!

E cosa fa di così sensazionale? Semplice: il portiere Kastrati (nomen omen per i monzesi) vede Baldini avanti oltre la metà campo e gli lancia il pallone con tutta la forza che ha:  un pallone che Baldini in corsa smorza con il destro nei pressi dell’area avversaria, poi lo alza sul difensore, si libera di lui con una finta per infilare quindi l’estremo De Gregorio. Spettacolo puro, peccato essere senza i tifosi che sarebbero impazziti di gioia.  Sul 2 a 0 il Citta rimane ancora il più pericoloso, tanto per far capire il clima della partita, e solo al 72′ i brianzoli impensieriscono Kastrati, i quale però si salva con un gran intervento. La gara pare ormai finita sul 2 a 0, che è già tanta roba, ma la dea Eupalla si ricorda che con lo stesso punteggio, in analoga situazione,  l’Hellas Verona nella gara di ritorno aveva scippato a Venturato & C. il pass per la serie A. Così sussurra qualcosa ad Enrichetto che a cinque minuti dal termine si fa trovare pronto sul tap-in letale,  dopo una respinta del portiere monzese. E’ triplete, è vittoria sonante, è festa cittadellese… Però non trionfo, perchè c’è il ritorno di giovedì a Monza da superare… Ne riparliamo

VENEZIA “FORTE”, MA NON SARA’ FACILE A LECCE

Francesco Forte, il bomber principe del Venezia, ha deciso lui la partita contro il Lecce, l’altra gara di andata della semifinale dei playoff, disputata sempre lunedì scorso. Ma è tutto il Venezia ad essere decisamente forte, e non solo per merito del suo attaccante più prolifico (15 gol fatti nella stagione).

E’ l’insieme, il gruppo coeso che non molla mai a fare del Venezia la vera rivelazione del campionato cadetto. Partiti senza soverchie ambizioni, i neroverdi man mano sono cresciuti, si sono poi consolidati sino a diventare pienamente consapevoli delle proprie potenzialità. Oltre a Forte, ci sono fior di calciatori, come Aramu, Maleh, Di Mariano, Johnsen, Mazzocchi, Dezi, Taugourdeau e via cantando. Per farla breve insomma, il Venezia si è strameritato questi playoff e siccome l’appetito, spesso, vien mangiando, ecco che la truppa neroverde è riuscita a  staccare un primo parziale pass contro una corazzata della cadetteria, il Lecce. Primo round al Venezia che ha giocato decisamente meglio dei salentini, ma ha avuto il torto di sprecare troppo. Questo potrebbe costargli caro, perchè nel ritorno di giovedì in terra pugliese ai ragazzi di Corini, per via della classifica di fine torneo, basta vincere con un gol di scarto. Una cosa indubbiamente possibile, non trascendentale, anzi. Peccato poi anche per un rigore solare non assegnato al Venezia (in questo caso perchè la Var non è intervenuta?) che avrebbe mutato il corso della gara in caso di trasformazione. Dopo alcune occasioni sprecate, nel secondo tempo Francesco Forte su magnifico assist di tacco di Maleh ha freddato il portiere Gabriel con un sinistro dei suoi, secco e angolato. La reazione del Lecce è stata solo nominale, e non ha mai impensierito più di tanto i ragazzi di Zanetti. Che, nella prossima partita all’Adriatico, potranno far vedere di che pasta sono fatti. Invio loro un mio personale, ma sentito, incitamento: ragazzi si festeggiano i 1600 anni di Venezia, l’immensa. Fateci un pensierino. Tutto aiuta !

Lecce

Luciano Zanini

 

 

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