Serie B

Arriva il “Frosi..chievo”…occhio ….

Scritto da Federico Formisano

IL PUNTO DI LUCIANO ZANINI SULLA SERIE B

 

PARTITI SOTTO IL SEGNO DEL VAR

Dicono i dotti del calcio che non ci sono dubbi in proposito: il VAR è maschile e non femmina. In effetti è l’acronimo di “Video Assistant Referee”, lo strumento usato dai giudici di gara per esaminare situazioni
dubbie. Da quest’anno, come noto a tutti coloro che seguono il calcio di serie B, il VAR è di casa nel campionato cadetto. Bene o male? Mah! Qui le scuole di pensiero si dividono, con una parte di seguaci
del calcio giocato che ne farebbero a meno (minoranza), altri che lo apprezzano ma con modifiche, altri ancora che gli sta bene così. Forse, sotto sotto, la maggioranza assoluta (ma nascosta) è quella costituita
dai tifosi che vorrebbero un VAR “amico”, cioè buono se decide a vantaggio della propria squadra, meno se sfavorevole. E poi, chissà cosa ne pensa la dea Eupalla di questa invenzione tecnologica umanoide?
Battute a parte, è stato proprio il VAR “in carne e ossa” il protagonista assoluto della prima uscita di campionato del Vicenza in quel di Cittadella. A pochi minuti dalla fine dell’incontro – su azione combinata tra Longo, da poco entrato in campo, e Jack Giacomelli che attende l’arrivo in area del neo- biancorosso Calderoni per passargli la sfera – succede il patatrac. Calderoni cade e pare proprio sia spinto dal difensore D’Urso, tanto è vero che l’arbitro fischia il rigore. Siamo a una manciata di minuti dalla fine e capite bene cosa vuol dire poter tirare il penalty. Invece il fatidico (questa volta per il Lane) VAR richiama l’arbitro Marcenaro e gli fa vedere che Calderoni è “autocaduto”. Niente rigore e ciao pareggio.

Il Vicenza sceso in campo a Cittadella

Che dire? E’ il VAR, e non si discute! Bisogna accettarne le sentenze sia pro che contro. Lo scorso anno probabilmente il Vicenza sarebbe uscito dal Tombolato con un bel punto in saccoccia. Quest’anno no, ma
c’è tempo per rifarsi. Quanto alla partita mi astengo da un commento approfondito per le ragioni indicate la settimana scorsa: siamo ancora in agosto, la squadra mi pare tuttora incompleta e ci vorranno alcune
partite (5/6) prima di poter formulare qualche giudizio di sostanza. Due cose però le dico. La prima: sono contento che il mio attuale biancorosso “preferito” sia stato il migliore in campo tra i nostri, e parlo di
Davide Lanzafame che ha fatto vedere ancora una volta di che pasta è fatto (speriamo con l’aiuto di Eupalla che si mantenga in forma viste le tante primavere sulle spalle). La seconda: DD, ossia Davide
Diaw, c’è pure lui, anche se deve sincronizzarsi meglio, e se arrivassero finalmente i due giocatori di peso di cui ho parlato la settimana scorsa, l’orizzonte biancorosso potrebbe tingersi di rosa. Aspettiamo
con un pò di fiducia, però intanto diamo merito al Cittadella per aver giocato meglio, vincendo meritatamente. E’ sempre il Citta, anche senza Venturato.

Diaw contro gli ex del Cittadella

QUALCHE RISULTATO A SORPRESA C’E’…

Il quadro d’insieme di questa prima giornata è uscito a tinte tenui, nel senso che non ci sono stati grandi scossoni, sebbene qualche sorpres(in)a si sia peraltro materializzata. Partiamo dal Parma, la superfavorita
del torneo con il suo nume tutelare tra i pali, il grande anziano Gigi Buffon. A Frosinone ha lasciato due punti che poteva invece portarsi a casa, per inaugurare da vera leader il torneo cadetto. I parmensi hanno
incontrato un Frosinone poco disposto a concedere favori e così alla fine pure il portierone GB ha dovuto arrendersi a Ciano e compagni, che hanno dimostrato di esserci e di poter dire una parola in questo torneo.
Comunque la prima vera sorpresa l’ha offerta il Perugia neopromosso che, contro il Pordenone, ha interpretato la gara in maniera attenta, giudiziosa e fruttifera. Del resto, il mister dei grifoni Max Alvini,
dopo la deludente esperienza dello scorso campionato con la Reggiana, aveva dichiarato a chiare lettere la sua grande voglia di rifarsi alla guida del Perugia.

La seconda sorpresa è giunta invece dal Brescia, in virtù del successo ottenuto sul campo, non facile, della Ternana di Lucarelli che di recente aveva battuto il Bologna, assicurandosi il passaggio al secondo turno di Coppa Italia. Pippo Inzaghi, ora bresciano, deve avere già trasmesso la sua proverbiale grinta alle rondinelle scese in campo con il piglio giusto, e capace di mettere sotto i neroverdi in virtù di una maggiore determinazione e incisività delle giocate. Già in doppio vantaggio con Bajic nel primo tempo, il Brescia si è difeso senza troppi problemi mentre la Ternana, seppur provandoci con crescente convinzione, non è riuscita a scalfire il muro bresciano che ha tenuto bene, ricorrendo pure a giocate senza fronzoli, tipica modalità di una squadra concreta che mira alla sostanza.

Un’ultima nota distintiva la merita pure la Cremonese, che mister Pecchia era riuscito a rivitalizzare già a partire dalla seconda parte del campionato passato. Battere per 3 a 0 il Lecce, altro candidato precipuo alla promozione, non è cosa da poco. Tutto è accaduto in un solo quarto d’ora quando Valzania (al 51′), Bonaiuto (60′) e Valeri (65′) hanno letteralmente e spagnolescamente matato i salentini infliggendo loro una tripletta che non ammette discussioni, e costringe il Lecce a leccarsi le ferite. Vorrà comunque rifarsi già domenica contro il neopromosso Como.

ARRIVA IL …. FROSICHIEVO, OCCHIO ALLA PENNA

Arriva il Frosichievo, occhio alla penna! Che vuol dire ‘sta cosa?.. dirà più di qualcuno. Vuol dire, vuol dire, perchè quella di sabato sera – inizio ore 18,00, allo stadio Menti – non è una partita qualsiasi, bensì la
prima casalinga di campionato, con tutto quello che ne consegue. Cioè: la necessità di partire col piede giusto dopo la botta presa a Cittadella; di cominciare a far vedere che la squadra gira; di farsi applaudire
dai “fortunati” tifosi che potranno accedere agli spalti, etc. etc. Non è quindi una partita qualsiasi per le ragioni di cui sopra, più una. Sarà infatti – o quantomeno dovrebbe essere – una partita tosta in sè, proprio
perchè il Frosinone che scenderà in campo contro di noi non è più la pur buona squadra dello scorso campionato. No, questa volta i frusinati mettono sul piatto anche mezzo ChievoVerona, visto e considerato che dopo la triste fine del sodalizio veronese, i vari giocatori della Diga si sono lestamente accasati in ogni dove. Giocatori da playoff quantomeno, di primo piano. Come il trio paracadutato alla corte del campione del mondo Grosso, ora tecnico ciociaro, ossia Canotto, Garritano e Cotali. Tre elementi di spicco del Chievo: Canotto quando è in giornata fa sfracelli sulla fascia e fa pure gol; Garritano è un gran bel giocatore, volendo pure da serie superiore; Cotali fa il suo e bene in difesa. Ecco spiegato il Frosichievo, ossia la formazione che ci darà filo da torcere. Nessuno, o pochi, l’ha messa tra le papabili per la promozione, ma se mister Grosso saprà fare il suo lavoro di proficuo inserimento dei tre veronesi, ecco che l’undici frusinate potrebbe rappresentare una sorpresa per tutti. Non solo Ciano, Iemmello, Zampano, Maiello, Brighenti, Szyminski quindi, ma appunto anche il terzetto di cui sopra. Galvanizzati per aver fermato il Parma, vorranno certo ripetersi al Menti. Il Vicenza dovrà sudarsi il risultato che, nonostante tutto, voglio pensare positivo
PS: ad abundantiam, il Frosichievo ha preso anche poche ore fa il giovane Giacomo Marzani, attaccante di grande prospettiva, dal Sassuolo.

Luciano Zanini

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Federico Formisano