Serie B

Vicenza, porto di mare…speriamo

Scritto da Luciano Zanini

IL PUNTO DI LUCIANO ZANINI SULLA SERIE B

 

VICENZA PORTO DI MARE?  SPERIAMO

 

Ah! Che roba il calcio… Riesce a trasformare tante persone in supertifosi di parte che spesso e volentieri perdono letteralmente la testa per la propria squadra, per i propri beniamini. Non ci sono vie di mezzo, non ci sono colori tenui a dipingere la passione calcistica. Basta vedere i festeggiamenti delle tifoserie del Milan, delle neo promosse in serie A, delle squadre di serie C che passo dopo passo avanzano nell’estenuante marcia dei playoff. Basta anche vedere quello che succede negli stadi dove si giocano le partite delle serie minori, con genitori e parenti che si azzuffano per qualche frase o atteggiamento ritenuti offensivi, come è successo di recente a Marola nei pressi di Vicenza. Basta vedere la scivolata di una presentatrice nostrana che è stata letteralmente ghermita dal demonietto del tifo, riuscendo a prendersela con un piccolo fan locale, al termine della brutta (per noi) partita decisiva contro il Cosenza (ancor più grave la serie insostenibile di offese via social, talune insopportabili, rivoltele per la frase infelice). Insomma il tifo è bello, fa bene, ma come tutte le cose va tenuto entro i binari della correttezza, sia verbale che fisica. Tanto più che spesso e volentieri proprio dallo sfottò, o dalla frase infelice, si muovono poi le mani. Tutto questo discorso mi viene spontaneo avendo sentito alcuni tifosi padovani accusare apertamente il Vicenza e i suoi tifosi di essere specialisti in “furti”, con riferimento ai ripescaggi di cui ha usufruito il Lane negli anni passati. Il discorso è tornato in auge proprio in questi giorni perchè si sta parlando, eccome, dell’ennesimo possibile ripescaggio dei biancorossi che, in tal modo, potrebbero essere chiamati a giocare la prossima stagione in serie B. Si accusa – ecco il travisamento del tifoso avversario sfegatato – il Lane di rubare, ma è una sciocchezza evidente: se una squadra non ha i requisiti richiesti per partecipare regolarmente al campionato è giusto che venga esclusa. Semplice! Evidentemente il tifo, anche in questo caso, fa strage del buon senso e della logica e non c’è verso che tenga. Vicenza porto di mare, perchè qui si pesca e si ripesca. Questa la battuta, che però non ci tocca minimamente. Anzi, speriamo di essere ripescati al più presto. Magari !

i nostri tifosi a Cosenza

 

SI DEVE RIPARTIRE DAL MODELLO “MONZA”

 

Dopo l’indimenticabile deblàcle in terra calabra, dobbiamo dare atto alla società – spesso criticata a torto o a ragione – di aver fatto chiarezza su un punto fondamentale, la guida tecnica complessiva della squadra. Confermati quindi il dg Vallone, il ds Balzaretti e il tecnico Baldini. Insomma la tanto auspicata ricostruzione – sia per la serie C, che eventualmente per la B – è partita con il piede giusto, nel senso che si sono almeno poste le basi chiare di avvio. E non è poco. Sarà il tempo, o forse meglio il campo partita dopo partita, a stabilire la bontà delle scelte societarie. Personalmente ho accolto favorevolmente tale impostazione, in particolare la riconferma di mister Francesco Baldini. Il quale mister ha un’unica colpa, non lieve, ossia aver mollato la barra nella seconda parte della gara contro i lupi cosentini. Certo, nessuno è perfetto, ma questa rimane la mia unica perplessità sulla sua riconferma (che potrebbe essere “cancellata”, si fa per dire, dall’agognato ripescaggio).

Per il resto, il tecnico toscano mi pare indicato per guidare una formazione importante che intende giocare un campionato di vertice (se malauguratamente dovesse rimanere in C) o in alternativa un campionato di media/alta classifica in serie B. Ha fatto mostra di doti tecniche e umane non indifferenti, sapendo puntare soprattutto sul versante psicologico e caratteriale, essenziale per ottenere risultati importanti. Più in generale ritengo poi che l’impostazione della squadra che affronterà il prossimo campionato dovrebbe ricalcare la formula adottata dal duo “Berlusconi-Galliani”, che ha colto finalmente il più grande risultato della storia del Monza: la promozione in serie A dei brianzoli. Da subito a Monza si era puntato su un’intelaiatura formata da calciatori che potevano giocare alla grande in serie C, ma pure in serie B. Una squadra oggettivamente forte, insomma, super accreditata già nella terza serie e che avrebbe potuto poi competere, con alcuni aggiustamenti nel campionato cadetto. Dopo anni di attesa la tifoseria biancorossa si aspetta un cambio di marcia che mostri da subito la voglia di emergere e andare avanti: sia in C che in B.

 

TRARRE LEZIONE DAL RECENTE PASSATO

 

Ormai conta poco guardare indietro, se non per individuare gli errori macroscopici commessi e auspicabilmente trarne lezione per il futuro. L’impegno più importante da perseguire ora – dando per buono quanto promesso dalla società biancorossa per bocca del presidente Stefano Rosso, ossia di voler tornare grandi – è appunto quello di costruire una squadra all’altezza degli obiettivi sopra indicati, cosa peraltro non facile. Abbiamo visto, del resto, proprio in questo ultimo campionato quante scelte, apparentemente valide in prima battuta, si siano poi rivelate inconsistenti o addirittura disastrose. E’ sufficiente ricordare un nome su tutti: quello di Anthony Taugourdeau, il centrocampista arrivato all’ultimo minuto dal Venezia, e considerato il nuovo faro del centrocampo biancorosso.

Sappiamo poi come è andata e, come a lui, seppur con accenti diversi  anche a diversi altri, vedi Calderoni, Longo, Padella, Teodorczky, etc. etc.. Mi fermo qui perchè appunto non serve molto a rivangare: solo sottolineare che per fare una squadra all’altezza bisogna far seguire alle parole i fatti, ossia impostare gli investimenti adeguati. Altrimenti saremo ancora qui tra un anno a ripetere un pò le stesse considerazioni. Ma sarebbe il de profundis per Rosso e C., cosa che proprio non auguriamo al patròn, che vorremmo invece vedere sugli scudi.

 

CALA IL SIPARIO SULLA SERIE B GIOCATA

 

Con la straordinaria partita giocata domenica sera allo stadio Romeo Anconetani di Pisa, tra i toscani e il Monza (3 a 4), è calato dunque il sipario sul campionato cadetto, edizione ’21/’22. A parte il nostro Vicenza, di cui abbiamo ampiamente scritto in tutti questi mesi tralasciando forse troppo l’insieme del torneo, mi è parso un campionato tutto sommato interessante solo per la parte medio-alta della classifica. In basso la vicenda calcistica si è rivelata tutto sommato scontata sin dalle prime gare, con tre/quattro squadre particolarmente indiziate per la retrocessione (noi purtroppo tra queste). Pordenone, Crotone, Cosenza apparivano le predestinate già a metà del girone d’andata. L’Alessandria pure lei retrocessa, non aveva dato segnali così negativi sino a quando, proprio dall’inizio del girone di ritorno si è improvvisamente imballata confezionando una decina di risultati negativi, che alla fine l’hanno condannata. Al contrario, in alto, si è assistito ad un campionato variegato, con tanti colpi di scena, rientri e sorpassi, tanto che alla fine la sorpresa l’ha confezionata la Cremonese che non era certo partita con ambizioni di risalita in serie A. Un bravo quindi al suo allenatore, Fabio Pecchia (già convolato a nozze con il Parma, per tentare la risalita con i ducali), e congratulazioni ad Ariedo Braida, noto dirigente di altissimo livello che ha mostrato di essere tuttora particolarmente vivo e vegeto. Il Lecce, altra promossa direttamente in A, ha semplicemente rispettato il pronostico che la vedeva tra le maggiori favorite e, del resto, ha messo in campo una formazione di prima grandezza. Particolari felicitazioni vanno al neo-promosso Monza che giocherà in serie A per la prima volta in oltre cent’anni di storia. Una città entusiasta e ancora quasi  incredula che deve molto, se non tutto, all’eterno Berlusconi , il quale insieme con il monzese doc Galliani, ha aperto alla Brianza le porte del paradiso. Hanno deluso – sempre a mio avviso – Parma, Frosinone, Brescia, Pisa e Benevento. Le prime due hanno perso la rotta già nel girone d’andata, le altre tre nelle ultime battute del campionato. Si sa che in serie B, chi molla è perduto. Vero Vicenza?

Luciano Zanini

 

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