Eccellenza

Un caso che fa pensare…

Scritto da Federico Formisano

Una storia o forse una leggenda…

Una squadra di Eccellenza della nostra provincia che non nominiamo perché non ci sembra giusto nei confronti delle persone,  ha nei giorni scorsi deciso il cambio di allenatore e direttore sportivo.   E’ una scelta chiaramente legittima: se le cose non vanno qualcuno deve pagare  (e non andiamo avanti perché tanto il discorsetto lo avete sentito già tante volte..non si possono cambiare tutti i giocatori, è dura ammettere di avere sbagliato,ecc. ecc. ).

Questa società sceglie il nuovo allenatore e questi si libera dalla società per cui stava già lavorando ( e fino al 30 novembre come sappiamo è possibile farlo in base alle nuove norme).  Sceglie un direttore sportivo che a sua volta lascia una società di un campionato inferiore con cui ha iniziato, dalla scorsa estate, una collaborazione-

Si arriva a questa sera quando la notizia del duplice cambio deve essere comunicata ai giocatori.  Ma ecco che lo scenario improvvisamente muta. L’allenatore e il direttore sportivo tecnicamente esonerati vengono lasciati al loro posto. Domenica saranno in campo a svolgere regolarmente i loro rispettivi compiti. All’allenatore e  al ds contattati per la sostituzione arriva il classico messaggio: scusate ma abbiamo cambiato idea, non abbiamo più bisogno di voi !!!

Per altro per l’allenatore non la prima volta perché già in estate per vicende che sarebbe troppo lungo raccontare e che porterebbero ad individuare inequivocabilmente la società, un allenatore era stato lasciato a piedi dopo i contatti della tarda primavera.

Forse è una storia quello che vi abbiamo raccontato, forse una leggenda metropolitana che qualcuno si tramanderà di padre in figlio, forse semplicemente un modo sbagliato di approcciarsi alle persone, agli appassionati di questo sport, a chi crede in primis nella correttezza. Non sarà la prima volta né l’ultima ma per chiudere ve lo ricordate quel proclama “RISPETTO” che campeggiava nei campi della Serie A: ecco forse un po’ di maggior rispetto in questo mondo malato ci vorrebbe…

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Federico Formisano