Serie B

Lassù qualcuno non ama il Vicenza

Scritto da Luciano Zanini

IL PUNTO DI LUCIANO ZANINI SULLA SERIE B

 

Lassù, qualcuno non ama il Vicenza…

 

Hai voglia di tentare di recuperare il terreno perduto. Hai voglia di fare punti se ti manca l’uomo che caccia in porta il pallone quando è il momento di farlo. Hai voglia di sperare nel futuro radioso anche perché… lassù qualcuno non ama il Vicenza. La strada per la salvezza diventa lastricata di buone intenzioni, di dichiarazioni societarie improntate alle fatidiche frasi, dopo l’ennesima sconfitta patita contro il Brescia:“Abbiamo giocato una tra le più belle partita dell’anno. Con la determinazione messa in campo stasera i risultati non possono che arrivare.”

Già, peccato però che siamo arrivati alla 14.ma giornata con 4 punti in classifica, in compagnia di Pordenone e Crotone, rispettivamente a 3 e 8 punti. Anche l’Alessandria ha pensato bene di staccarci ulteriormente andando a vincere in trasferta – nientemeno, sul campo della Spal che ormai è entrata appieno in un periodo di crisi – portandosi a quota 11, con un bel vantaggio sul Lane. Che dire? Tante cose che proviamo a mettere in ordine, ma che in buona sostanza si riducono al triste commento finale di un tifoso deluso: “Grande partita, grande sfortuna, ma così non ci salviamo!”. Amara considerazione, del resto abbastanza logica guardando ai fatti. E in più, aggiungo che non sarà certo aspettando che le cose cambino da sole che si otterrà il tanto agognato cambio di marcia. Non fanno testo in questo senso neanche le parole di Pippone Inzaghi a fine partita, quando a vittoria conquistata dalle rondinelle, si lascia andare a dichiarazioni al miele, certo sincere, dicendo che il Vicenza meritava il pari, che parliamo di una squadra forte costruita per i playoff. Vorrei vedere se il Lane avesse segnato il rigore o, invece di prendere i pali come i birilli in una gara di bowling, avesse centrato la porta….

 

Vicenza: 19 tiri verso la porta e 2 gol. Brescia: 6 tiri e 3 gol

 

Dalmonte tre i migliori in campo con il Brescia (foto da Facebook lrvicenza)

Contro il Brescia abbiamo giocato bene per gran parte dell’incontro, tenendo testa al più quotato avversario ma allo stesso tempo dimostrando con chiarezza i nostri limiti attuali. Basta solo sbirciare i dati statistici di Lane-Brescia per accorgersi del punto debole più evidente dei biancorossi: la mancanza di un bomber degno di questo nome. Di un cannoniere di categoria che sappia trovarsi al posto giusto, al momento giusto, e non tartagli davanti alla porta in maniera clamorosa mandando alle ortiche il lavoro della squadra, dalla difesa al centrocampo. Tanto per non fare nomi, ne prendo qualcuno a caso degli ultimi anni, come mi viene in mente : un Abbruscato, uno Schwoch, un Cocco, un Luiso etc. D’altra parte non puoi andare avanti in classifica – pur giocando con grinta, determinazione, buone trame, adeguata impostazione tattica – se poi succede quello che è successo contro la squadra di Pippo Inzaghi. Che  tiri verso la porta per ben 19 volte, più del triplo degli avversari, ma la metti dentro solo due, quando le rondinelle  con 6 tiri fanno centro 3 volte, e in più costringono Grandi a due paratone tali da meritarsi un voto decisamente alto in pagella (oltre il 7 per me). Non può starci che la frenesia, l’irruenza, la mancanza di freddezza sotto porta riduca la squadra ad essere “cornuta e mazziata”, così come è stato sabato scorso al Menti.

Non possiamo assistere alla roulette di chi colpisce più pali, dei gol solo sfiorati. Per salvarci dobbiamo segnare un gol in più degli altri. Pare ovvietà, ma evidentemente la società dovrà trovare quanto prima la soluzione. Personalmente mi auguro di sbagliare, e che da sabato prossimo Diaw, Dalmonte, Longo, Meggiorini e compagnia cantando si mettano a segnare a raffica. Fino ad allora però rimango della mia idea. Non solo: se il giovanissimo Tommaso Mancini ha  – come è  nelle sue corde – le caratteristiche del bomber vero, perché fargli giocare spezzoncini di partita che non servono né a lui, né alla squadra? Di esempi di giovani campioni di 16/17 anni, che hanno bruciato le tappe, ce ne sono a bizzeffe e Tommaso potrebbe essere uno di questi. Vedi Felix della Roma!

 

 

 

Cosa abbiamo fatto alla dea Eupalla?

 

Forse non ricordo bene, tuttavia non mi sovviene  una partita in cui una squadra centri quattro legni quattro, come fatto dal Vicenza al Menti con i vari Dalmonte, Giacomelli e Ranocchia, in serata particolarmente No. Insomma oltre ai No-vax ci sono anche i No-gol, e tra questi una citazione particolare spetta ahilui! a Nicola Dalmonte che si è sbizzarrito con un palo e una traversa. Robe da non credere, eppure è successo. E quello che fa ancor più male è che i suddetti tre biancorossi hanno giocato una signora partita, con Jack Giacomelli autore, a pochi minuti dalla fine, della rete che ha fatto sperare nel miracolo. Certo, un legno può “capitare” in ogni partita, anche due. Ma colpirne quattro, tutti in una volta (senza voler abbinarci sopra pure il rigore parato da Juronen)  è troppa (dis)grazia. Se più volte ho scritto di una certa sfortuna che ha accompagnato il Lane in questo avvio disastroso di campionato, ora sono costretto a dire che i biancorossi sono oggettivamente sfortunati, e ribadire che diversi punti che mancano all’appello dipendono anche dalla sorte. Dai capricci della dea Eupalla – mitologica divinità pagana che presidia il calcio, partorita dalla fertile mente del grande Gianni Brera –, scatenata contro di noi in maniera feroce e impietosa. Lassù, nel nebuloso Olimpo, qualcuno non ama il Vicenza, possiamo dirlo a gran voce. Chissà cosa abbiamo fatto di male? Forse i troppi ripescaggi ottenuti in passato? Forse volerci considerare (giustamente) una piazza da serie A? Chissà! Sta di fatto che ora dobbiamo sperare che la dea si intenerisca, che Balzaretti e compagni comincino ad invocarla, a danzare in suo onore, chiedendo lumi sui rinforzi da rimediare, soprattutto in attacco. Là dove urge il bomber centrale segnagol.

A Crotone per sommare tre punti …

Nel mio servizio precedente ricordavo un campionato del Lane rimasto negli annali della storia biancorossa perché, nonostante un girone d’andata chiuso a 13 punti, in quello di ritorno i biancorossi riuscirono a conquistarne  una trentina, salvandosi così con una giornata di anticipo. Oggi però mancano solamente 6 gare al giro di boa e bisognerebbe portarne a casa 9 di punti se vogliamo ispirarci al glorioso passato. Mah! Il prossimo immediato banco di prova ci attende nella lontana Calabria (ma a un’ora e mezza di aereo da qui) in quel di Crotone, la seconda patria del grande matematico Pitagora. Non serve certo scomodare l’illustre greco-cotronese per fare 2 + 2= 4, ossia rendersi conto che anche i nostri avversari di venerdì sera (ore 18,00) navigano in acque procellose e soprattutto hanno bisogno di punti come noi (8 contro i 4 nostri). Una gara tra ultime in classifica, una sfida all’ok corral, lo si può ben dire seppur con tristezza. In realtà dispongono entrambe di una rosa di tutto rispetto che, però, non fiorisce. Almeno sinora. E a questo punto sarebbe semplicemente tragico che fiorisse la rosa calabra, spegnendo le residue speranze biancorosse. La formazione di mister Pasquale Marino ( che qui a Vicenza gode ancora di stima e gratitudine per la promozione in A sfiorata nel campionato 2014/’15), dopo la caduta verticale che ha provocato il cambio di panchina, appunto con l’arrivo del tecnico siculo, ci aspetta per fare il colpo grosso.

I famosi tre punti che valgono doppio, strappati ad una diretta concorrente. In queste condizioni, cari lettori, volete che parliamo di tattiche, strategie, del 4-3-3 o del 4-4-2, etc., o invece ci limitiamo a dire che il Vicenza deve scendere in campo con lo stesso approccio mostrato contro il Brescia? Né più né meno! Non ci sono alternative. Chi va in campo venerdì non ha certo bisogno di essere caricato o fatto oggetto di particolari incoraggiamenti. La motivazione in questo caso è automatica, viene da sola. E’ una finale sui generis dove il fattore campo – pur sempre influente – non deve contare nulla, perché l’obiettivo è solo uno: battere il Crotone e fare il saltino in avanti a quota 7 punti. Calcolo semplice semplice da fare senza scomodare Pitagora. Poi si vedrà per il prosieguo. Astenersi da risultati diversi, anche un pareggio stonerebbe per la classifica.

Luciano Zanini

 

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