Serie B

I voti: Baldini 9, De Maio 8, però adesso attenti al lupo!!!

Scritto da Luciano Zanini

IL  PUNTO DI LUCIANO ZANINI SULLA SERIE B

 

I VOTI: BALDINI 9, DE MAIO 8… ORA PERO’ ATTENTI AL LUPO!

 

Sono le ore 20,52 circa – secondo più secondo meno – di venerdì scorso 6 maggio. Serata frescolina, piovosa, rotta all’improvviso da una specie di scossa. Di terremoto? No, una scossa biancorossa, uno scoppio irrefrenabile di entusiasmo, di sana follia, di tifo trasversale espresso senza ritegno  da  persone di ogni età che hanno attraversato l’intera provincia e non solo. Tutti i fans biancorossi, e sono tanti, hanno esultato all’unisono senza risparmio, nel momento in cui Sebastien De Maio ha messo a segno il gol del Lane allo stadio Moccagatta di Alessandria, appunto al 22′.Non serve  ripetere che qui si è giocata la partita spareggio tra noi e i piemontesi per decidere quale delle due squadre avrebbe poi disputato i playout. Ancora una volta l’ennesima partita decisiva – dobbiamo sottolinearlo – di questi ultimi tempi, eppure la serie di partite decisive non è finita, anzi. Tutte uniche e tutte decisive. A partire dalla trasferta sul lago di Como dove il Vicenza era giunto per giocarsi qualche chance residua, essendo dato già per retrocesso, salvo che per l’aritmetica. Proseguendo poi con la successiva gara, “particolarmente” decisiva, contro la capolista Lecce, vincitrice del campionato cadetto.  Diciamo che il pronostico oggettivo era tutto contro di noi, io stesso scrissi che il Lane aveva sulla carta l’1% di probabilità di farcela, forse esagerando un poco per scaramanzia, ma poteva averne al massimo un 10%, non di più. Dopo il gol di Coda, capocannoniere del torneo, e il secondo tempo iniziato con i salentini padroni del campo, la nostra sorte appariva segnata, inesorabilmente. La bomba-carta però, insieme con la dea Eupalla, ha cambiato le coordinate dello scontro e il Vicenza alla fine è riiuscito nell’impresa di battere la capolista,  disputando la partita del secolo Duemila. Ancora in corsa, dunque, ma bisognava  battere l’Alessandria, posta tre punti sopra di noi e ben decisa a non scendere di categoria. Altra partita decisiva e altro straordinario successo. Incredibile ma vero!

LA CLASSE NON E’ ACQUA, ANCHE SE VECCHIETTI…

 

Dopo l’impresa contro Baroni e compagni, temevo un certo comprensibile atteggiamento “riflessivo”, frutto di appagamento fisiologico. Tanto più che la nostra squadra non è che avesse brillato (eufemismo) in questo torneo ’21/’22, al contrario! Per cui era tutto sommato lecito attendersi un calo di tensione, un pò di appannamento dopo due vittorie così importanti, in casa e fuori. Tutti noi o quasi, sull’onda del mezzo miracolo compiuto, ci dicevamo fiduciosi che contro i grigi il Lane avrebbe  vinto sull’onda dell’entusiasmo. In realtà si trattava più che altro di un auspicio, perchè in pochi avrebbero scommesso a cuor leggero. Invece il risultato con la erre maiuscola è arrivato anche da Alessandria, condannando Longo e compagni ad una dolorosa retrocessione. Volendo essere sportivi dobbiamo rendere l’onore delle armi all’Alessandria che ha pagato fortemente un periodo di crisi nera durata una decina di gare, crisi che in sostanza ha condotto alla conclusione amara della sua avventura in serie B, durata solo una stagione. Il successo in terra piemontese è arrivato, guarda te, proprio perchè il Vicenza ha tirato fuori alcuni assi tenuti nascosti nella manica, scompigliando le carte avversarie. Il primo asso ha un nome e cognome: Sebastien De Maio. Certo non un novellino con i suoi 35 anni sulle spalle, ma certamente un giocatore di classe superiore. Uno che ha giocato  con  Anderlecht, Fiorentina, Genoa, Bologna, Udinese, oltre al resto. Ora è chiaro che un professionista di questo calibro – come del resto Maggio e Meggiorini – non puoi discuterli tecnicamente e il solo limite può essere appunto l’età. Se e quando però, come avvenuto, riprendono una buona condizione non c’è trippa per gatti. Diventano appunto il plus del Lane. Vedi in passato con Meggiorini, di recente con Maggio e, proprio nella gara contro i grigi, con De Maio. Proprio lui che,  dopo una serie di partite in cui aveva mostrato dei limiti e fatto anche qualche errore di troppo, ha deciso al momento giusto di ricordare a tutti chi è. Così al Moccagatta ha giocato una partita sontuosa, calcio magistrale il suo, diventando l’hombre del partido, anche per il gol straordinario messo a segno. Un che ricorda la sua classe: scelta di tempo perfetta, scatto felino, tocco impeccabile. Insomma in una sola gara De Maio ha fatto bingo! Voto 8 pieno!

 

IL VERBO FRANCESCANO PORTA NOVE PUNTI IN TRE GARE

 

Ma torniamo ora al vero protagonista assoluto del miracoloso sprint del Vicenza delle ultime tre partite. Tre gare e nove punti. Voto 9. A Francesco Baldini va il voto altissimo per aver saputo in così poco tempo (meno di un mese) costruire una squadra nuova, totalmente cambiata nella testa, nell’ approccio alla partita. Appena arrivato ha fatto pochi proclami, si è limitato ad alcune parole, chiare, chiarissime: non conta tanto la formula, più semplicemente serve dare tutto, ogni goccia di sudore sul campo. Detto fatto, dopo il primo passo falso contro il Perugia, i biancorossi hanno fatto proprio il verbo francescano e soprattutto lo hanno mostrato sul tappeto verde ottenendo tre sonanti vittorie: roba da non credere. A questo punto però non dobbiamo cadere nell’ultima trappola, la trappola dei… lupi della Sila. Pensare cioè che, avendo battuto tre squadre di seguito, sia quasi logico vincere ancora. Siamo il Vicenza, grande società, grande blasone, certo, ma questo non basta. C’è da dimenticare completamente tutto, cancellare dalla mente quello che è avvenuto in queste tre settimane. Non c’è mai stato. Dobbiamo affrontare due partite – questa volta le chiamerei fatali – che sanno da ultima spiaggia, con la stessa grinta e determinazione, e anche di più se possibile. Ogni singolo giocatore deve essere consapevole che il suo comportamento, la sua totale dedizione al verbo francescano può fare il miracolo finale. Solo così vanno affrontate le due partite contro i lupi della Sila. Non ci sono altre ricette o altri calcoli da fare.

 

 

BISOLI E LA DEA EUPALLA

 

Giovedì sera, possiamo dirlo, si decide molto ma non tutto. Il Lane è chiamato a fare il suo senza se e senza ma: vincere. Come contro Como, Lecce e Alessandria. Non ci sono altri calcoli da fare e l’atteggiameno deve essere quello: guai ad avere retropensieri, tipo la partita di ritorno e via discorrendo. Lo so che a parole è facile a dirsi, eppure non ci sono alternative all’approccio di questo tipo “estremistico”, perchè nella gara di ritorno a Cosenza dopo pochi giorni farà caldissimo e non solo in senso meteorologico. Ci aspettano qualcosa come ventimila calabri sugli spalti e undici lupi della Sila affamati di vittoria in campo. Dunque, ma questo Francesco Baldini lo sa meglio di tutti, l’unica via è la solita delle ultime tre gare: totale abnegazione, lotta su ogni pallone, nessun risparmio di energie. Se i biancorossi di oggi vogliono passare alla storia del Lanerossi Vicenza non hanno scelta. Non fosse per il carico oggettivo che questa partita consegna ai suoi protagonisti, verrebbe da dire che ci troviamo di fronte ad una squadra tutto sommato di livello più basso del nostro quanto a nomi eccellenti. Aspetto da non prendere nemmeno in considerazione perchè partite del genere cancellano un pò tutto. Sono partite cieche in cui giocano spesso fattori imponderabili, per cui è pressochè imbroccare i pronostici. C’è da lottare allo spasimo e basta. E se per quanto ci riguarda l’avvento di Baldini è stato toccasana in tal senso, non va certo sottovalutato l’apporto positivo del tecnico ex-biancorosso Bisoli alle fortune del Cosenza. L’uomo lo conosciamo per quanto visto da noi, e al di là delle indubbie capacità ed esperienza maturata, possiede la dote di saper trasmettere la carica ai giocatori, almeno per un certo periodo di tempo. Carica che ha consentito di portare il Cosenza sino agli spareggi playout contro di noi. Altro fattore da prendere in considerazione – a mio avviso spesso determinante – è il favore della dea Eupalla che nelle ultime gare pare aver preso a cuore le sorti del Lane. Vedi la vicenda del rigore contro il Lecce o il palo di Coda, tanto per citare i primi che mi vengono in mente. Facciamo voti alla dea affinchè non favorisca gli eredi di quelli che erano un tempo gli adoratori degli dei dell’Olimpo.

 

IL COSENZA IN POCHE RIGHE

 

Come arrivano alla prima del Menti  i lupi della Sila? Certamente stanno meglio di noi quanto ad opzioni di risultati. Gli basterebbe impattare a Vicenza e poi vincere in casa propria oppure anche pareggiare: per il Vicenza sarebbe notte fonda. I biancorossi invece non hanno scelta: due vittorie oppure una vittoria e un pareggio. Tutto il resto è … noia (come cantava Califano) o meglio fine dei sogni di gloria. Ecco dunque la necessità di svolgere il tema proposto da Francesco Baldini senza se e senza ma. Guardando invece alla rosa dei calabri, non è che manchino anche qui i vecchietti terribili. Su tutti spicca Joachin Larrivey, giramondo 38enne, vecchia conoscenza del calcio italiano che, arrivato nel mercato invernale, ha messo a segno 6 gol in 15 partite diventando capocannoniere della squadra.Davanti lo accompagnano i vari Gori (5 reti), già biancorosso, Caso e Millico. In porta ci sono due portieri che si alternano (18 partite a testa): uno è Vigorito ex-biancorosso con bei trascorsi a Vicenza. Centrocampo e difesa hanno i loro bei nomi di categoria, come Palmiero che è il cervello della squadra, Carraro, Fiorenzi, Situm, Rigione. Insomma una squadra non insormontabile ma che è particolarmente pericolosa per un semplice motivo: vuole salvarsi ad ogni costo. Nonostante un ruolino di marcia poco esaltante (come noi del resto), sintetizzabile in 8 vittorie, 11 pareggi e 19 sconfitte. 36 gol segnati e 59 subiti. Ma tutti questi numeri ora non contano più.  Forza Vicenzaaa!

Caso del Cosenza impegna la difesa biancorossa nella gara in terra calabrese

 

Luciano Zanini

 

 

 

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