Fantasia al potere, fantasia non solo dentro al rettangolo di gioco, ma anche nei soprannomi che molti giocatori si sono portati addosso per tutta la carriera calcistica. Un mondo che ora esiste sempre meno a causa delle nuove tecnologie che impongono solo i follower (più ne hai più sei famoso !) oppure qualche hashtag su istagram o facebook, poca cosa rispetto ai grandi del passato.
Oggi i giocatori passano, diventano famosi, poi si volatizzano in qualche stadio in Arabia, senza che nessuno si ricordi di loro, quanti ne son passati e nessuno ricorda più il loro nome o soprannome, tanto meno le imprese in campo.
Io che amavo Paolo Rossi per tutti e per tutto il mondo PABLITO ( l’ombre del partido) talento incredibile e goleador micidiale, campione del mondo 1982, con il Lanerossi Vicenza capace di incantare il mondo intero, con la Juventus ha vinto tutto, Pablito quanto ci manchi.

Cerilli, detto Ciro e Rossi detto Pablito
Tutti amavamo il DIVIN CODINO, Roby Baggio da Caldogno, che proprio ispirato da Paolo Rossi è diventato il genio assoluto del pallone, con i suoi gol, i suoi dribbling, pallone d’oro e campione in tutte le squadre della sua carriera, campione anche di umiltà e saggezza in un mondo fatto solo di arroganti e permalosi. Ci manca anche ROMBO DI TUONO il grande Gigi Riva che con il suo mancino spaccava le porte e metteva paura a tutti i difensori, campione con il suo Cagliari al quale si è legato per tutta la vita…altro che i giovani d’oggi. Ci manca e abbiamo amato Il PIBE DE ORO, per tutti il più grande di sempre Diego Armando Maradona, capace di vincere scudetti, pallone d’oro, un mondiale in Mexico ’86 praticamente da solo, idem a Italia 90 dove solo un rigore inventato per la Germania lo ferma nella finale, maledetto fuori dal campo ( Diego) il più grande dentro il campo verde (Maradona).

Paolo Rossi con Pelè detto o rei!!
Giocatori per i quali a volte ci dimenticavi il cognome, ma ricordavi solo i loro soprannomi, come SPILLO (Altobelli), ZIZOU (Zidane) LA PULCE Messi al pari di Maradona vince tutto il possibile, EL CHOLO (Simeone papà) GOLDEN BOY il Gianni Rivera, primo pallone d’oro italiano e debuttante a soli 16 anni nella serie A, legato per 20 anni al grande Milan del PARON Nereo Rocco con il quale ha vinto tutto in Italia e nel mondo. Chi dimentica più KAISER ( Beckembauer), BONIMBA (Boninsegna) LO ZIO ( Bergomi), PINTURICCHIO ( Alex Del Piero) capace di incantare le platee con il suo talento straordinario.
Quanto ci mancano i RINGHIO Gattuso, il CICCIO Graziani campione del mondo 82, il BARONE Causio, ER PUPONE Totti, SCHIZZO Tardelli, il CIGNO Van Basten un giocoliere del pallone, valanghe di gol, BOBO Vieri, PENNA BIANCA Ravanelli, LE ROI Platini fantasia e tecnica al potere, EL POCHO Lavezzi, GAZZA Gascoigne genio maledetto…..noi vi amavamo anche per il soprannome scherzoso ed affettuoso che vi veniva incollato e ci mancate.

El pibe de Oro con il papa
Ora rimangono i nomi sulla schiena della maglietta, che cambia ogni stagione, a volte scrivono il cognome, a volte il nome, addirittura il nome della mamma nel giorno della loro festa!…faccio fatica a ricordarvi, io che ero innamorato di PABLITO, del PIBE DE ORO, del DIVIN CODINO, un mondo che ha lasciato un segno nella storia….non nei follower dei social.

Baggio divin codino con Mazzone sor Carletto…
Maurizio Lissandrini
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